Parlamentari ungheresi criminali e alleati di Salvini

Purtroppo la notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, e ahimè era nell’aria.Il Parlamento ungherese ha approvato una nuova legge contro la comunità lgbtq+, nella quale si vieta la diffusione di materiale informativo sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere nelle scuole e verso i minori di 18 anni. Legge che si aggiunge al divieto di adozione per le coppie omogenitoriali e stabilendo la fine del riconoscimento legale del cambiamento di genere.Questa legge, che ha i contorni della legge russa sulla propaganda gay, è stata approvata dall’assembla nazionale con 157 voti contro uno facendo sì che il partito di governo Fidesz, guidato dal leader Viktor Orban, si rafforzasse ancora di più e che possa sempre più intensificare la campagna contro i diritti delle persone omosessuali.

Come è stato riportato dal Guardian, il governo ungherese ha dichiarato che “ci sono contenuti che i bambini sotto una certa età possono fraintendere e che possono avere un effetto dannoso sul loro sviluppo”. Inoltre, le lezioni di educazione sessuale possono essere svolte solo da persone o organizzazioni elencate in un registro ufficiale preparato dal governo, questo perché si vuole “evitare l’accesso a queste tipo di lezioni a organizzazioni con dubbia formazione professionale, spesso stabilite per la rappresentazione di specifici orientamenti sessuali”.
Non solo, il governo ungherese avrà il potere di vietare a tutte le grandi aziende di diffondere annunci pubblicitari o messaggi di solidarietà e a sostegno della comunità lgbtq+. Un’idea che era già campeggiata nelle menti dei componenti del partito di governo, quando nel 2019 chiesero di boicottare i prodotti di una nota marca di bevande che aveva usato lo slogan contro l’omolesbobistransfobia e immagini di persone omosessuali all’interno della propria campagna pubblicitaria.
Ma alla viglia del voto, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa ,Dunja Mijatovic, ha chiesto alle forze politiche ungheresi di rinunciare al progetto di legge. Mentre l’europarlamentare ungherese Anna Donath, intervistata dal Guardian, ha definito la legge come “ incompatibile con i valori fondamentali delle società democratiche europee e con i valori della cittadinanza ungherese” e di aver chiesto al Parlamento europeo di intervenire contro l’Ungheria.

Problemi ambientali, soluzioni sociali: un dossier per agire

16.06.2021 – Redazione Italia

Problemi ambientali, soluzioni sociali: un dossier per agire

Si scrive sostenibilità, si pronuncia equità: così potrebbe essere sintetizzato il dossier infografico realizzato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo in collaborazione con Riccardo Mastini, ricercatore in ecologia politica all’Università Autonoma di Barcellona, e che ha per titolo “Problemi ambientali, scelte sociali”.

Siamo abituati a pensare che la questione climatica e più in generale quella ambientale richieda solo interventi di carattere tecnologico, tutt’al più nuovi stili di vita; in realtà impone anche scelte di carattere fiscale e di spesa pubblica, perché questione ambientale e questione sociale sono intimamente intrecciate fra loro. Per cominciare la responsabilità del degrado ambientale è diversificata in base al tenore di vita. Basti dire che a livello mondiale il 10% della popolazione più ricca è responsabile del 49% di CO2 emessa a livello mondiale, L’1% da solo è responsabile addirittura del 15%. Per contro il 50% più povero contribuisce solo al 7% delle emissioni globali. Le stesse disparità le riscontriamo anche a livello di singole nazioni. Nell’Unione Europea l’impronta pro capite di anidride carbonica dell’1% più ricco corrisponde a 55 tonnellate all’anno. Quella del 50% più povero  è undici volte più bassa.

Nel valutare quali misure assumere per porre un freno alle emissioni di anidride carbonica, occorre considerare che nella nostra società c’è chi può decidere come vivere e chi invece lo deve subire. Chi si trova in povertà non può scegliere se vivere in centro o in periferia, se mangiare biologico o cibo spazzatura, se avere la casa coibentata o ad alta dispersione termica. Deve semplicemente adottare lo stile di vita meno dispendioso. Che non è automaticamente il meno impattante.  Molti poveri, ad esempio, sono costretti a vivere in periferia dove gli affitti sono generalmente più bassi. Ma  contemporaneamente mancano di servizi essenziali (scuole, negozi, presidi medici) e di trasporti pubblici. Di conseguenza l’auto si rende indispensabile con inevitabile aumento dell’impronta di carbonio. Ed arriviamo all’assurdo che al di sotto di certi livelli di reddito, l’impronta ambientale non è determinata dalla ricchezza, ma dal livello di povertà che non lascia possibilità di scelta come invece hanno i facoltosi.  Se sei così ricco da poterti permettere un’automobile di alta cilindrata, allora sei anche sufficientemente ricco da poterti permettere una vita senza automobile. I soldi ti permettono di scegliere il tuo stile di vita, e se finisci per condurne uno ad alto impatto ambientale, ne sei responsabile. Non altrettanto per i più poveri la cui mancanza di libertà annulla anche la responsabilità per le conseguenze che la propria vita arreca all’ambiente.

E a dimostrazione di come per i più poveri non esista una diretta correlazione fra impronta di carbonio e responsabilità, c’è che molti di loro hanno chiaro che investire in incrementi di efficienza per la propria casa, per i propri elettrodomestici e per la propria vettura può fare la differenza. Molti sanno che a parità di consumi, una famiglia che vive in una casa ben coibentata ed utilizza elettrodomestici e veicoli ad alta efficienza energetica può arrivare a produrre fino a tre volte meno emissioni climalteranti rispetto ad una famiglia costretta ad utilizzare beni a bassa efficienza. Ma pur sapendolo non investono in innovazione perché non hanno i soldi per farlo.

Le proteste dei gilet jaunes vanno lette in questa prospettiva. Vogliono dirci che le misure fiscali per ridurre il consumo di benzina e di elettricità si trasformano in misure contro i poveri se non sono accompagnate da maggiori servizi e da adeguati contributi alle ristrutturazioni.

Considerato il ruolo centrale giocato dalla collettività per il raggiungimento di una sostenibilità che non lasci indietro nessuno,  è  fondamentale garantirle tutto il denaro che serve per lo svolgimento delle proprie funzioni. Per questo il sistema fiscale assume importanza strategica,   tanto più che non serve solo a raccogliere denaro per le casse pubbliche, ma anche a  ristabilire equità fra cittadini e a orientare i comportamenti di famiglie e imprese affinché le loro scelte di consumo e di produzione non entrino in rotta di collisione con l’interesse generale. Ecco perché è arrivato il tempo di porre con forza una seria riforma del fisco, coerente con l’articolo 53 della Costituzione. Ossia che ogni forma di ricchezza (reddito, patrimoni  eredità) siano tassati secondo criteri di progressività e cumulo. Ricordandoci che i tre individui più ricchi d’Italia possiedono la stessa ricchezza del 10% più povero, ossia sei milioni di persone. Disuguaglianze che pesano come macigni  e che paghiamo su tutti i piani: umano, sociale e ambientale.

Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Covid: le scelte criminali nel Brasile delle disuguaglianze sociali

Provvedimenti inadeguati e frutto di pressioni aggravano le conseguenze della pandemia per la popolazione

di Federica Tourn

«È un genocidio», gridano esasperati i brasiliani, che nei giorni scorsi si sono riversati a migliaia nelle strade della capitale e delle principali città del paese sudamericano per chiedere più vaccini e protestare contro la politica “attendista” del presidente Jair Bolsonaro, che dall’inizio della pandemia ha portato avanti una serie di prese di posizione atte a sminuire la portata della crisi in corso, ignorando le richieste di aiuto della popolazione.

Nessuna indicazione chiara e nessun piano condiviso sono infatti arrivati dal Ministero della Salute, mentre tempo e risorse sono stati sprecati nel difendere farmaci inefficaci contro la malattia. Per Bolsonaro, prima si trattava di una “febbricola”, poi di un virus che era inutile arginare con i lockdown, le mascherine e il distanziamento sociale, visto che si poteva agevolmente stroncare con la clorochina, un antimalarico, o con un vermifugo, l’ivermectina, un medicinale da banco facilmente reperibile in farmacia.

Clorochina, idrossiclorochina, nitazoxanide, ivermectina, colchicina, antiandrogeni costituiscono il cosiddetto “kit Covid”, un trattamento utilizzato in Brasile ai primi sintomi di Covid 19. Lo stesso Bolsonaro si è fatto spesso fotografare con il suo cocktail alla clorochina e molti medici hanno continuato a prescriverlo ai malati di Covid anche dopo che l’Oms nel luglio 2020 l’aveva dichiarato inutile, così come l’ivermectina, bollata come inefficace nel marzo 2021 dall’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco.

Si tratta di rimedi non soltanto incapaci di fermare l’infezione ma anche dannosi per l’organismo. Come dimostrano studi specifici di laboratorio, infatti, la clorochina e il suo fratello molecolare, l’idrossiclorochina, sono potenti inibitori dell’autofagia, il processo di “pulizia cellulare”: l’assunzione di questi farmaci, insieme a una dieta ricca di grassi tipica soprattutto delle classi povere, rischia seriamente di danneggiare il fegato.

Il kit di “trattamento precoce” è però rimasto l’arma di elezione per il governo federale per contrastare la pandemia, anche quando le persone hanno cominciato a morire come mosche, spesso senza la necessaria assistenza. Assiepati in ospedali sovraffollati dove mancava tutto, persino farmaci per la sedazione, molti malati gravi sono stati addirittura intubati senza anestesia.

Non è tutto: in assenza di un numero sufficiente di medici qualificati, nelle strutture sanitarie la delicata operazione di intubare i pazienti è stata affidata a personale non appositamente formato, con il risultato che la percentuale di decessi tra i contagiati che necessitavano di ventilazione meccanica tra febbraio a dicembre 2020 si aggirava in Brasile intorno all’80%, mentre la media mondiale era di circa il 50%. I dati sono stati pubblicati sulla rivista medica The Lancet Respiratory Medicine, resa nota da BBC News Brasile, e le previsioni per il 2021 indicano un tasso di mortalità ancora peggiore. I numeri che riguardano la fine del 2020 mostrano che dopo la prima ondata il paese non è stato in grado di organizzarsi e adottare parametri adeguati a ridurre anche la mortalità dei pazienti critici.

Un caso particolarmente tragico riguarda le donne incinte: «Alcune, malate di Covid, sono morte senza la necessaria assistenza e senza aver nemmeno avuto accesso alla terapia intensiva», denuncia   l’epidemiologo Bernardino Alves Souto, docente del Dipartimento di Medicina dell’Università federale dello Stato di São Carlos (UFSCar). Uno di questi casi è successo a Manaus, dove una ginecologa, Michelle Chechter, ora sotto inchiesta, ha trattato con nebulizzazioni di idrossiclorochina una paziente incinta e malata di Covid, che poi è deceduta. Nello stesso ospedale, l’Istituto da Mulher Dona Lindu, sono morte altre donne nelle stesse condizioni. «La pandemia è fuori controllo – sottolinea il medico – sin dall’inizio della crisi, hanno proposto trattamenti che non funzionano e che hanno portato più problemi che soluzioni. La cosa più grave è che hanno aderito a queste misure anche operatori della salute, peggiorando la situazione».

Come si è arrivati a tanto? «Il Brasile ha la necessità di combattere la pandemia e al contempo ha un grave problema economico interno: da qui l’invito del governo federale a non adottare provvedimenti raccomandati dagli scienziati e utili ad arginare il virus, come le mascherine, il lockdown o la chiusura delle attività commerciali, in favore della prescizione di trattamenti farmacologici inutili», spiega l’epidemiologo, che insieme ad altri docenti della UFScar da tempo denuncia la gravità della situazione e la connivenza di una parte dei professionisti della salute con la politica omicida del presidente. «Questo sistema irresponsabile di affrontare la pandemia, basato sulle fake news, ha portato a un aumento del numero di morti e di nuovi casi, favorendo al contempo la circolazione del virus e di nuove varianti e mettendo così in pericolo non soltanto il Brasile ma il mondo intero».

Le vittime, denuncia il professor Alves, sono soprattutto i cittadini neri e poveri, già storicamente discriminati, che vivono in condizioni disagiate e che non hanno la possibilità di garantirsi una buona assicurazione sanitaria. I neri e i poveri hanno anche più difficoltà ad accedere al già esiguo numero di vaccini a disposizione: «La gestione dell’epidemia è la peggior tragedia che abbia mai colpito il Brasile – sottolinea l’epidemiologo – Sembra che il governo federale stia portando avanti un disegno preciso per consolidare e aumentare le disuguaglianze sociali e il trattamento ingiusto riservato alla parte meno abbiente e non bianca della popolazione».

Insomma, da parte del governo centrale non ci sarebbe soltanto incapacità e ignoranza, ma dolo: «È un vero e proprio progetto genocida di un presidente che promuove lo sterminio di una parte consistente della popolazione da un punto di vista sociale, economico e sanitario», rincara Djalma Neri, scienziato sociale e consigliere di Psol (Partito Socialismo e Libertà) di São Carlos, comune dello Stato di San Paolo.

Chi ha provato a fare diversamente, imponendo restrizioni più severe, come nel caso del prefetto di Araraquara, comune di 200mila abitanti nello Stato di San Paolo, ha dovuto subire minacce e attacchi violenti da parte del governo nazionale e federale, oltre che da parte della popolazione che sostiene Bolsonaro nella sua linea contro chiusure e confinamenti. Anche i tamponi sono impopolari e la gente vi si sottopone malvolentieri, per il nesso perverso fra malattia e lavoro: non è raro infatti che chi risulta positivo al test venga licenziato senza tanti complimenti. Il fatto che proprio ad Araraquara, grazie al lockdown, il numero dei morti sia diminuito del 37% nel momento di maggior diffusione della variante del virus e che, secondo i dati della Prefettura locale, il 5 giugno abbia festeggiato le 24 ore senza un decesso per Covid, non ha purtroppo un grande peso nella narrazione generale, intossicata dalle fake news.

In Brasile si respira infatti un clima molto pesante di polarizzazione politica e di scontro sociale, esacerbato dalla crisi economica e sanitaria. Djalma Neri ha denunciato, insieme ad altri parlamentari, le pressioni ricevute dai medici per prescrivere il “kit Covid”. «Hapvida, una delle più grandi aziende private del Brasile, costringe gli operatori sanitari a utilizzare il trattamento precoce – dichiara Neri – arrivando a licenziare un medico che si era rifiutato di presciverlo». Secondo un’inchiesta condotta dallo stesso parlamentare del Psol, quattro milioni di compresse di clorochina sono state acquistate con fondi pubblici destinati alla lotta contro il Covid.

Lo scorso inverno, il Ministero della Salute, per ordine dell’allora responsabile, il generale Pazuello, è arrivato addirittura a obbligare la prefettura di Manaus in piena crisi di sovraffollamento ospedaliero a utilizzare la clorochina. Jorge Pineiro, l’amministratore delegato dell’azienda, uno degli uomini più ricchi del mondo secondo la rivista Forbes, ha dichiarato personalmente che l’idrossiclorichina è la cura d’elezione per i contagiati dal virus, perché impedirebbe l’aggravarsi della malattia.

Non solo: Hapvida ha messo a disposizione gratuitamente il “kit Covid” per i suoi pazienti e lo stesso ha fatto un’altra azienda sanitaria, la Unimed di Belem. «La violazione dell’autonomia del professionista sanitario è illegale: come medico mi è vietato prescrivere farmaci o trattamenti senza evidenza scientifica e ho l’obbligo di denunciare le imposizioni», sottolinea il professor Alves. Una questione etica che non è certo stata la prima preoccupazione degli ordini di categoria, l’Associazione medica brasiliana e il Consiglio federale di medicina, che si sono mostrati alquanto tiepidi nel contrastare la politica dissennata del governo e dei grandi operatori sanitari privati. In particolare il Consiglio federale, che oggi di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta nega di aver sostenuto la bontà del trattamento precoce, fino a poco tempo fa sosteneva che sta al singolo medico prescrivere il farmaco che ritiene migliore, fatto salvo il dovere di informare il paziente su conseguenze ed effetti collaterali.

Proprio la Commissione d’inchiesta sulle responsabilità della gestione della pandemia, aperta un mese fa tra molte polemiche e un clima spesso da telenovela, sta facendo emergere delle verità inquietanti, che comproverebbero la condotta dolosa del presidente: per esempio il rifiuto di 70 milioni di dosi di vaccino Pfizer, che la multinazionale farmaceutica avrebbe messo a disposizione del Brasile già nello scorso dicembre. Il 4 giugno il senatore Randolfe Rodrigues, vicepresidente della Commissione, ha dichiarato che il governo federale ha ignorato ben 53 mail di Pfizer, preferendo continuare la campagna dissennata a favore della clorochina. Il motivo sarebbe uno solo: corruzione. Lo stesso Rodrigues, intervistato da Revista Brasil TVT, ha parlato dell’esistenza di uno «schema di persone legate a Bolsonaro e ingenti somme di denaro per la difesa della clorochina» e ha annunciato che la commissione chiederà la rottura del segreto bancario di alcune società legate al governo nella saga di Bolsonaro sul kit Covid.

Basterà per aprire la strada ad un cambio di rotta? C’è chi ne dubita, visto il clima di corruzione diffuso nelle istituzioni e la presenza salda degli uomini di Bolsonaro nei posti chiave. Si vedrà presto se le decisioni della Commissione sono destinate a restare lettera morta come le 69 richieste di impeachment del presidente, ferme sul tavolo della presidenza della Camera dei deputati in attesa di una risposta, insieme alle tre denunce alla Corte penale internazionale che lo citano per genocidio e altri crimini contro l’umanità.

Quel che è certo è che quasi mezzo milione di morti e il paese al secondo posto nella classifica mondiale dei paesi con più vittime di Coronavirus non sono bastate al presidente Bolsonaro per invertire la rotta e cominciare a occuparsi della salute dei suoi cittadini. Quel che non ha potuto il senso di responsabilità politica o la giustizia – per non scomodare la compassione per i tanti, troppi morti che si sarebbero potuti salvare –  potrà alla fine forse la competizione elettorale per le prossime presidenziali previste per ottobre 2022, ora che Lula, non più confinato in prigione e scagionato dalle accuse, è di nuovo una minaccia concreta.

Roma, la street artist Laika torna a denunciare la detenzione di Zaki: “Don’t visit Egypt”

16.06.2021 – Redazione Italia

Roma, la street artist Laika torna a denunciare la detenzione di Zaki: “Don’t visit Egypt”

Questa mattina a Roma, in via Salaria, nei pressi dell’ingresso dell’ambasciata d’Egitto, è stato affisso un nuovo poster della street artist Laika.

L’opera, intitolata “Don’t visit Egypt“, è una rivisitazione di un vecchio poster egiziano che promuove il turismo: sullo sfondo si scorge l’ombra di un militare che picchia una persona. In alto, viene riportata la scritta “45 days special offer“, un chiaro riferimento al caso di Patrick Zaki, imprigionato nelle carceri egiziane da febbraio 2020 e ancora in attesa di processo, che gli viene rinviato ogni 45 giorni, di fatto condannandolo ad una pena mai comminata da nessun giudice.

Oggi Patrick compie 30 anni. L’ultimo anno e mezzo lo ha passato da detenuto, scontando una pena inumana, in un’agonia scadenzata dalle udienze che ogni 45 giorni posticipano l’inizio del processo. Ricordiamo che Zaki è accusato di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie e propaganda per il terrorismo. Tutto questo solo per aver scritto alcuni post su Facebook.

È inaccettabile che venga tollerata una tale situazione, che l’Italia, dopo l’omicidio di Giulio Regeni, con tutto ciò che sta succedendo a Patrick e sapendo delle continue violazioni dei diritti umani che avvengono in Egitto, continui ad avere relazioni politiche ed economiche con questo Stato.

Il mio invito provocatorio è dunque (se dovessero allentare le restrizioni) di non andare in vacanza in Egitto, per non essere, almeno noi, semplici cittadini, complici di quel regime“, ha dichiarato Laika.

Ufficio Stampa Gargiulo&Polici

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 17-6-2021
PEACE
I will find
Peace today
If I pause
And quietly pray
David Herr


Pensare con la propria testa la stupidità. Decidere con la propria coscienza contro la banalità. Amare con il proprio cuore contro l’aridità
Pino Pellegrino

  • 1922 Accordo internazionale per mettere al bando i gas velenosi
  • Fine dell’apartheind in Sudafrica
  • Giornata internazionale contro la desertificazione e la siccità
  • Nasce a Reims (Francia) la scrittrice Luce d’Eramo
  • Una preghiera in silenzio per i rifugiati, in particolare quellli della rotta balcanica, e la giornata mondiale del 20 giusgno. Quello che potevo fare lo ho fatto volentieri come aiuto, il resto di affidiamo alle mani di Dio. Ciascuno offre ciò che può a One Bridge To Idomeni Onlus: info@onebridgetoidomeni.com
  • “Bisogna trovare e amare Dio proprio in ciò che ci dà
    Dietrich Bonhoeffer

  • Davide Melodia, deceduto nel 2006
    Nato a Messina 1920
    Prigioniero di guerra: 1940-46
    Maestro elementare: 1947-48
    Pastore Evangelico battista: 1948-54
    Maestro carcerario: 1957-61
    Traduttore al giornale Il Giorno: 1961-68
    Pittore 1959-75, Insegnante privato Inglese:1969-75
    Consigliere com. Verde Livorno:1986-87, 1990
    Consigliere Prov. Verde VCO: 1995-97
    Presidente dei Verdi del VCO: 1999-2001
    Pacifista Nonviolento; 1947, segg.
    Eco-pacifista: 1967, segg.
    Segretario Movimento Nonviolento: 1981-83
    Segr.Lega Disarmo Unilaterale: 1979-83
    Membro Mov. Int. Riconciliazione
    Vegetariano 1972 segg.
    Predicatore Evangelico: 1979 segg.
    Quacchero: 1984 segg.

  • ARCOBALENO DI PACE
    Tace.
    Di fronte ai massacri,
    alle angosce, alle paure,
    alle fatiche atroci
    delle marce forzate
    e senza speranza,
    di fronte al mancato asilo,
    al mancato ascolto,
    all abbrutimento del profugo,
    del perseguitato,
    alla disumanizzazione
    di torturatori e torturati,
    alle atrocità tutte
    della guerra
    il vile, l’ indifferente, l’ egoista,
    tace,
    e la guerra impazza.
    L amante segreto della violenza,
    in prima persona,
    o in diretta televisiva,
    tace ma esulta,
    nutrendo le sue pulsioni
    di morte.
    E la guerra impazza.
    Colpevoli o innocenti,
    sotto la mannaia del boia
    o della bomba pseudo intelligente,
    cadono a migliaia in un sospiro
    di odio e di dolore
    perdendo a un tempo l’ appuntamento
    con il presente ed il futuro
    e Dio.
    .
    Uomini e donne, vecchi e bambini,
    creati per vivere,
    incontrano,
    improvvisamente,
    la morte.
    Colpevoli son quelli
    che la guerra l’ hanno scatenata,
    dopo lungo lasso di tempo dedicato
    a coltivare inimicizia e rancore
    fra la gente.
    Innocenti pure non sono
    coloro che alla violenza rispondono
    con pari violenza,
    sì facendo ponendosi
    sullo stesso piano
    degli aggressori.
    E sì facendo, tutti,
    dei fabbricanti d armi
    ingrossano le borse,
    e tragicamente ingrassano
    la terra dei campi minati.
    La guerra è come un uragano
    che esplode con potenza immane
    su uomini e cose,
    e fra i sopravvissuti libera
    la violenza delle passioni
    e delle azioni.
    La pace, per converso,
    assomiglia all arcobaleno
    dopo la tempesta,
    laddove e quando,
    pei buoni uffici di gente
    di buona volontà,
    la guerra cessa.
    Brillano allora,
    nello spettro arcuato,
    i colori dell iride di pace,
    il bianco
    per la Fede rinnovata nell umanità,
    il verde
    per la rinata Speranza,
    il rosso
    per il ritrovato Amore.
    Chi ci impedisce
    di far parte di quella schiera
    di esseri umani
    che pongono fine
    alla violenza,
    che s interpongono
    fra l’ uno e l’ altro combattente,
    che l’ uno e l’ altro invitano
    ad una tavola rotonda,
    sotto l’ arcobaleno,
    in vista della Riconciliazione ?
    E guerra e pace
    sono proiezione
    della volontà umana.
    Sta a noi la scelta.
    ( Verbania, 29 marzo 1999 )

′′ Al loro nucleo, i diritti umani riguardano il modo in cui trattiamo le persone. Riconoscono che ci sono alcune cose a cui le persone hanno diritto solo perché sono umane, e che ci sono cose che non va mai bene fare alle persone.”-Oliver Robertson, Quaccheri in Gran Bretagna.I gruppi religiosi e umanisti hanno unito le forze per chiedere al Primo ministro di proteggere l’Human Rights Act 1998. Lo hanno fatto a causa della preoccupazione per le misure eventualmente introdotte che renderebbero più difficile per le persone garantire i propri diritti. Questo segue la revisione della legge sui diritti umani indipendente del governo, lanciata all’inizio di quest’anno.La lettera congiunta è stata coordinata da Umanisti Regno Unito, Rene Cassin e Quaccheri in Gran Bretagna, tra gli altri. È stato anche firmato dal vescovo di Manchester, dai musulmani britannici per la democrazia secolare, dalla rete delle organizzazioni sikh, dalla Soka Gakkai International, dal Movimento per l’ebraismo riformato, dall’ebraismo liberale e dalla Chiesa di Scozia. Dichiara:’ Crediamo a cose diverse del mondo, al nostro posto in esso, e a come dovremmo vivere. Ma quello che tutti noi abbiamo in comune è che gli esseri umani sono dotati di dignità intrinseca protetta dai diritti umani.′′ La Convenzione europea dei diritti umani, su cui si basa l’Atto per i diritti umani, è stata la risposta dell’Europa all’orrore dell’Olocausto. L ‘ Atto ha salvaguardato le nostre libertà, compresa la nostra libertà di pensiero, di credo e di religione. Ci ha permesso di sposarci e di condurre funerali in linea con le nostre comprensioni del mondo, lasciandoci vivere secondo le nostre credenze.′′ Non vogliamo vedere quelle libertà diluire o vedere adottare misure volte a rendere più difficile l’accesso dei propri diritti alle persone. Fare questo priverebbe le persone di ciò che tutti dovrebbero godere. La dignità umana che tutti riconosciamo ha bisogno di un quadro giuridico per proteggerla.′′ Qualsiasi mossa per indebolire l’Human Rights Act rischia di minare la base di tutta la nostra libertà, e sarebbe un marcatore su un pendio molto scivoloso. Per un Regno Unito basato sulla decenza, la dignità e il rispetto, dobbiamo mantenere il nostro Human Rights Act così com’è. ‘https://humanism.org.uk/…/humanist-and-religious…/https://humanrightsact.org.uk/religion-or-belief-letter…/

Humanist and religious groups call on Prime Minister to protect human rights

https://humanism.org.uk/2021/06/14/humanist-and-religious-groups-call-on-prime-minister-to-protect-human-rights/

Al via l’edizione 36 del Lovers Film Festival

di Matteo Chiarenza

40 titoli, 3 sezioni competitive e ospiti di prestigio per la più antica rassegna cinematografica a tema LGBTQI+ d’Europa

Torino riabbraccia, in presenza, il Lovers Film Festival, il più antico festival sui temi LGBTQI+ d’Europa e terzo nel mondo, giunto alla 36a edizione che prende il via domani, giovedì 17 giugno.

Una rassegna che si svolgerà interamente in presenza fino al 20 giugno presso il Cinema Massimo e proporrà, oltre al ricco programma di proiezioni, il consueto prestigioso parterre di ospiti, a partire da Sandra Milo che sarà la madrina della serata d’apertura, per chiudere, domenica, con Malyke Ayane.

Nel mezzo Dori Ghezzi, la fumettista Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, la giornalista e conduttrice di “Chi l’ha visto? “ Federica Sciarelli e il comico Vincenzo De Lucia, per momenti di incontro e di riflessione sulle più attuali tematiche LGBTQI+ «Torniamo in grande – esulta Vladimir Luxuria, alla sua seconda direzione artistica – Il cinema è un’arte che va gustata sul grande schermo, dove emerge il lavoro grandioso e accurato di innumerevoli professionalità e che non merita di morire su uno smartphone». E poi aggiunge «C’è grande voglia di apertura e di libertà: l’augurio è che a queste riaperture si affianchino le aperture di alcune menti ottuse che ancora respirano un’aria infetta di omofobia e intolleranza».

40 i titoli tra lungometraggi, documentari e cortometraggi in concorso e fuori concorso provenienti da tutto il mondo, di cui 32 anteprime nazionali, con lavori arrivati da Stati Uniti, Francia, Cipro, Finlandia, Serbia, Ungheria, Israele e Brasile che toccano tematiche e corde emotivi anche molto differenti, ma accomunati da una ricerca artistica originale e profonda. «C’è il tema della memoria, con un documentario californiano che racconta i primi passi del movimento per i diritti, il tema dell’arte, con la storia di una fumettista. Ci si commuove, si ride, si riflette. Come dico sempre, i film non vanno scelti soltanto per la tematica affrontata: la riuscita di un festival passa prima di tutto dal valore artistico delle opere» continua Luxuria.

3 le sezioni competitive: All The Lovers, concorso internazionale lungometraggi; Real Lovers, dedicato ai documentari, e Future Lovers, concorso cortometraggi. Una giuria di giovani studenti assegnerà poi il premio Young Lovers scegliendo un film del Concorso Internazionale Lungometraggi, oltre al premio speciale dedicato a Giò Stajano e il premio Torino Pride assegnato al film giudicato più efficace nell’esprimere il passaggio di senso tra generazione diverse.

Fanno poi la loro comparsa due nuovi riconoscimenti: il primo è Tik Tok Lovers: con on l’hashtag #ilmiofilmarcobaleno ogni membro della comunità del social potrà partecipare alla selezione del migliore filmato sul social dedicato al cinema LGBTQI. I tre migliori corti saranno proiettati al Festival nella serata di apertura e il vincitore verrà premiato, anche in diretta sul social. Riflessi nel buio è invece dedicato a registi di film a tematica LGBTQI+ che lavorino o abbiano lavorato in un Paese a forte rischio di discriminazione.

QUAKER IN MESSICO:

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, bambino, in piedi, albero e attività all'aperto

QUAKER IN MESSICO:
Bambini di queste montagne
Le nostre vaste foreste di montagna
espirare un grande mare di ossigeno invisibile.
Ce lo respiriamo ogni giorno.
Le nostre montagne vengono da noi. Grazie. Grazie.
Siamo figli di queste montagne.
Ogni giorno guardo e mi mescolo
con così tante, tante persone
tutti camminando, camminando,
tutti guardando avanti..
Madri Maya, figli, straniere,
hippy, poeti, cani, studenti.
I loro volti dicono… So dove sto andando
e ci sono quasi.
I loro volti dicono; so di essere bello,
Sono nato così.
Respiriamo energia calda l’uno dall’altro.
Diciamo; Grazie mille.
Interazioni minuscole, addio, tanti vi vedo,
anche un cenno, o un sorriso, tutto torna.
Qual è il significato profondo di ′′ Grazie ′′
tra umani?
Un bel giovanotto si è fermato,
aiutato Blanca Parallel park da
Starsene dietro e dare segnali…
poi sorrise, salutò, scomparvero.
Ossigeno per l’anima da e tra noi.
Siamo persone di una divinità femminile,
Madre Maria stella del mare.
Visitatori da lontano
raccontami la tua storia. Ascolterò.
Piccole scene in ogni isolato
scene, scatti di omo sapiens
creando vita dall’aria di montagna
sul pianeta Terra.
Lo conservo nella mia mente…… dico io
Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.
………………………………… Altro a: Quentin R. Libri di Kirk

Buon compleanno quaccheri e non

Buon compleanno, Alfred Salter (16 giugno 1873-Aug. 24, 1945). Quacchero. Pacifista. Socialista. Medico. Membro attivo dell’unione di pace. Avvocato della libertà di parola. Avvocato della temperanza.Alfredo e sua moglie Ada vivevano e lavoravano a Bermondsey, un quartiere povero nel sud-est di Londra. All’inizio del loro matrimonio si uniscono al Meeting degli amici di Peckham, poco a sud di Bermondsey.Nato a Greenwich, Inghilterra. Morto a Londra, Inghilterra. Seppellito al Peckham Friends Meeting House Burial Ground, Londra. (Foto: Alfred e Ada Salter. )

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 2 persone e persone sedute

In questa data nel 1948 (16 giugno), Rufus M. Jones è morto. (Nato il 25 gennaio 1863.) Quacchero. Pacifista. Storico. Prof. Nel 1917 co-fondò (con Henry Cadbury) il American Friends Service Committee.Alla fine degli anni ‘ 1920, Jones ha esortato i partecipanti ad essere aperti alle influenze positive di tutte le religioni mondiali, ′′ riconoscendo volentieri il bene che contengono.”Autore di ′′ Studi in religione mistica ′′ (1909), ′′ Riformatori spirituali nel XIX e XIX secolo ′′ (1914) e ′′ La fede e la pratica dei quaccheri ′′ (1927). molte altre opere.Nato in una famiglia di Gurneyite Quaker nel sud della Cina, nel Maine. Morto ad Haverford, Pennsylvania. Seppellito all’Haverford Meeting Burial Ground (855 Buck Lane, Haverford, PA), insieme a sua moglie, Elizabeth Bartram Cadbury Jones.~ La serie Heroes Graveyards

Abbiamo un testo tradotto di Refus

Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento e attività all'aperto

Un pensiero anche per chi ci è vicina

Buon compleanno, Elizabeth Wyckoff (16 giugno 1915-3 luglio 1994). Freedom Rider. Attivista per i diritti civili. Scrittrice libera di Harlem del Congresso di uguaglianza razziale (CORE) sulla 125 esima strada. Il 2 giugno 1961 è stata arrestata con altri 13 alla stazione Trailways di Jackson, Mississippi. Condannata a due mesi nel carcere di stato a Parchman, Mississippi. Nata e morta a New York City

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, persone in piedi e il seguente testo "JA c KSON, POLICE DEPT. 20937 MI MISS Ss 2 6·2.81"

Dai quaccheri socialisti inglesi

′′ In una cultura che ancora assumeva rigide gerarchie sociali erano ordinate da Dio,” scrive Stuart Masters, ′′ Gli amici proclamano che Dio non rispetta le persone (Atti 10:34), il che significa che Dio non riconosce la validità delle divisioni umane esterne. Piuttosto che essere l’intenzione di Dio, la disuguaglianza sociale è stata causata dal peccato umano in un mondo caduto.

Teoria e pratica delle rose: una best practice critica del capitalocene

15.06.2021 – Annalisa Laudicella 

Teoria e pratica delle rose: una best practice critica del capitalocene

Quest’anno ho fatto il primo esperimento di semina delle rose, andato a buon fine con 55 piantine superstiti di cui molte si stanno già preparando alla fioritura.

Uno tra i fiori da giardino più ricercati, sui quali i profitti dati dalla sua commercializzazione sono tra i più alti e la ricerca continua di nuovi ibridi con caratteristiche particolari impegna ancora moltissimi appassionati (e interessati ad ottenere i brevetti).

Io rimango della mia idea: dalle piante abbiamo un mondo da imparare e trovo assolutamente sconsigliabile l’acquisto continuo di piante da parte di chi non riesce a far crescere neppure le infestanti, per pura bellezza di arredamento, contribuendo a questo consumismo continuo che termina con la pianta buttata in mezzo alla strada. In realtà trovo sconsigliabile l’acquisto in generale (se non per casi specifici di piante con particolari caratteristiche) perché ci priva del momento riproduttivo che è quello in cui più facilmente entriamo in sintonia con le diverse esigenze che ognuna di loro ha e impariamo a conoscerle. È l’unico modo che azzera gli sprechi, vistosi invece nell’attuale sistema produttivo e distributivo, ad esempio utilizzando i rami della potatura per ottenere nuove talee e nuove piante. Incentiva inoltre, anteponendo all’acquisto la relazione tra persone, lo scambio sia di piante che di informazioni sulla coltivazione.

Ci dà il rispetto per tutto ciò che altrimenti considereremmo inerte, il senso dell’equilibrio, della corretta alternanza delle stagioni, degli squilibri che può comportare anche una sola giornata con temperatura anomala rispetto alla stagione sulle colture e che il clima sia sempre più instabile proprio a causa dell’impatto che industrie, allevamenti e colture intensive, diserbanti, inceneritori, cementificazioni selvagge etc. hanno sull’ambiente.

Ci ricongiunge alla natura, dalla quale proveniamo anche se sembriamo più i suoi figli rinnegati.

Ci dà il senso della misura, ormai compromessa dalla sovrabbondanza innaturale dei supermercati che ci sta addomesticando e instupidendo sempre di più, tutti vittime dell’alienazione da consumo.  Questo modello garantisce profitti molto più alti alle imprese. E impoverisce l’immaginario di noi tutti che a priori ci consideriamo non in grado di fare certe cose che erano alla base della vita quotidiana dei nostri antenati, oppure le consideriamo inutili, lontano da noi l’istinto di osservare e mettersi in gioco. Studiare è inutile se poi non si mette a verifica con la pratica quanto si è appreso, per confermare o smentire la teoria iniziale.

Non ci siamo lasciati alle spalle solo fatiche (per abbracciare la precarietà strutturale) ma anche conoscenze di cui tra poco nessuno avrà più memoria.

Per santificare una manciata di decenni di progresso industriale-tecnologico che ci sta portando alla rovina del pianeta, abbiamo totalmente disconosciuto millenni di progresso sociale, senza neanche rendercene conto perché le nostre vite sono così brevi rispetto al tempo dell’uomo sulla terra che scambiamo la realtà con ciò che è artificiosamente costituito intorno a noi nel “nostro” lasso di tempo e gli attribuiamo carattere fisso, immodificabile.

Magari in queste foto voi vedete solo delle rose, io ci vedo la vita in tutto il suo ciclo. E penso che se vi piacciono le piante e volete aprire una porticina sulla natura fuori dalla TV, dovreste prima piacere a loro, acquistandole (o meglio ancora riproducendole) per farle vivere. Non il contrario.

Ovviamente dietro la provocazione c’è in realtà l’invito a partecipare a questo fantastico mondo che la natura ha da offrirci, e a farlo non in modo invasivo ma con rispetto, lasciandovi coinvolgere.

Chi ha da ridire con argomenti idioti gli vengo a piantare il sommacco di notte in giardino

Ps. Anche le più odiose infestanti, come quella appena citata, un tempo venivano valorizzate e non considerate inutili: un mio prozio usava il sommacco per tingere le pelli dopo averle conciate. Discorso simile per quanti oggi tagliano il salice perché invasivo, i cui rami sono di una flessibilità tale che li rende ottimi per legare, fare ceste, addirittura costruzioni imponenti “vive”. Questo per dire che la munnizza la produce l’uomo, non la natura, e tutto quello che è naturale sta in equilibrio e si autoregola, sbaglia l’uomo quando pensa di poter sfruttare la terra rompendo questo equilibrio e pretendendo maggiori diritti e risorse di quelle che invece ha a disposizione, e riducendo i diritti delle altre specie animali e vegetali che vivono sul pianeta, oltre che quelli delle nostre generazioni future. Lo stesso uomo che già dal XVII sec parlava di costituzioni e di necessaria limitazione della libertà come tutela in sé della libertà, “la mia libertà finisce dove la tua inizia”, infischiandosene sonoramente di chi stava sotto, o non rispondeva ai parametri di uomo, bianco, ricco, non schiavo. Cambiano i soggetti/oggetti della sottomissione ma la relazione è sempre la stessa, c’è chi sfrutta e chi è sfruttato.

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 16 giugno 2021


PEACE
I will find
Peace today
If I pause
And quietly pray
David Herr

  • 1966 Sudafrica . Massacro di Soweto
  • “Il desiderio Di voler essere noi stessi ogni cosa è falsa di superbia. Anche ciò per cui ringraziamo altri ci appartiene ed è un pezzo della nostra vita.”
    Dietrich Bonhoeffer

  • Davide Melodia
    ARCOBALENO DI PACE
    Tace.
    Di fronte ai massacri,
    alle angosce, alle paure,
    alle fatiche atroci
    delle marce forzate
    e senza speranza,
    di fronte al mancato asilo,
    al mancato ascolto,
    all abbrutimento del profugo,
    del perseguitato,
    alla disumanizzazione
    di torturatori e torturati,
    alle atrocità tutte
    della guerra
    il vile, l’ indifferente, l’ egoista,
    tace,
    e la guerra impazza.
    L amante segreto della violenza,
    in prima persona,
    o in diretta televisiva,
    tace ma esulta,
    nutrendo le sue pulsioni
    di morte.
    E la guerra impazza.
    Colpevoli o innocenti,
    sotto la mannaia del boia
    o della bomba pseudo intelligente,
    cadono a migliaia in un sospiro
    di odio e di dolore
    perdendo a un tempo l’ appuntamento
    con il presente ed il futuro
    e Dio.
    .
    Uomini e donne, vecchi e bambini,
    creati per vivere,
    incontrano,
    improvvisamente,
    la morte.
    Colpevoli son quelli
    che la guerra l’ hanno scatenata,
    dopo lungo lasso di tempo dedicato
    a coltivare inimicizia e rancore
    fra la gente.
    Innocenti pure non sono
    coloro che alla violenza rispondono
    con pari violenza,
    sì facendo ponendosi
    sullo stesso piano
    degli aggressori.
    E sì facendo, tutti,
    dei fabbricanti d armi
    ingrossano le borse,
    e tragicamente ingrassano
    la terra dei campi minati.
    La guerra è come un uragano
    che esplode con potenza immane
    su uomini e cose,
    e fra i sopravvissuti libera
    la violenza delle passioni
    e delle azioni.
    La pace, per converso,
    assomiglia all arcobaleno
    dopo la tempesta,
    laddove e quando,
    pei buoni uffici di gente
    di buona volontà,
    la guerra cessa.
    Brillano allora,
    nello spettro arcuato,
    i colori dell iride di pace,
    il bianco
    per la Fede rinnovata nell umanità,
    il verde
    per la rinata Speranza,
    il rosso
    per il ritrovato Amore.
    Chi ci impedisce
    di far parte di quella schiera
    di esseri umani
    che pongono fine
    alla violenza,
    che s interpongono
    fra l’ uno e l’ altro combattente,
    che l’ uno e l’ altro invitano
    ad una tavola rotonda,
    sotto l’ arcobaleno,
    in vista della Riconciliazione ?
    E guerra e pace
    sono proiezione
    della volontà umana.
    Sta a noi la scelta.
    ( Verbania, 29 marzo 1999 )
    Parole di un vegliardo,
    già guerriero mediocre,
    quindi prigioniero di guerra
    per sei lunghi anni,
    e infine,
    per amore,
    per sempre,
    predicatore nonviolento
    di Pace.
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” E se si prega per qualcuno gli si manda un po’ della propria forza “

dedicato a Patrick Zaki

Patrick compie 30 anni, al secondo compleanno di Patrick lontano da noi, chiediamo in una più diretta Maniera, cosa è necessario per lasciarlo andare e cosa sarà dopo?Con l’avvicinarsi del trentesimo compleanno di Patrick, speriamo solo di avere una risposta ad una semplice domanda: cosa serve per lasciare andare nostro figlio? Abbiamo dimostrato cento volte che è innocente, ha già trascorso un anno e quattro mesi di carcere, durante tutto il quale ha mancato il suo 29° e il caso non si è mosso di un centimetro da febbraio 2020. Se c’è qualcosa che hai bisogno che facciamo o che stai aspettando, basta dircelo e lo faremo!Ma, fino ad allora, festeggeremo il suo compleanno e gli abbiamo regalato questa torta di compleanno che, siamo certi, lo avrebbe reso molto felice. Patrick, nostro figlio, è con noi ogni minuto e metterlo in prigione per mesi non ce lo farà dimenticare.Buon compleanno, ti vogliamo sempre bene! #FreePatrick#PatrickLibero #

n questa data nel 1571 (16 giugno), due uomini e quattro donne sono stati bruciati sul rogo a #Deventer, Olanda. I loro nomi erano: Ydse Gaukes, Claes Opreyder, Catharina Somerhuys, Lysbeth Somerhuiys, Lyntgen Joris e Trijntgen. Erano #Anabattisti. Catharina e Lysbeth erano sorelle. Lyntgen e Trijntgen erano madre e figlia. (Vedi lo specchio dei martiri, pp. 885-893.) Lo specchio dei martir include tre lettere scritte da Ydse in prigione. (Foto: angolo a nord di Brink Square, Deventer. )

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