Giovanni Calvino

Per Calvino, i Salmi sono un libro unico nel canone della Sacra Scrittura:

“Non c’è altro libro in cui si possano trovare elogi più espressi e magnifici, sia dell’impareggiabile liberalità di Dio verso la sua Chiesa, sia di tutte le sue opere; non c’è nessun altro libro in cui siano registrate così tante liberazioni, né quella in cui le prove e le esperienze della paterna provvidenza e sollecitudine che Dio esercita verso di noi, sono celebrate con tale splendore di dizione, e tuttavia con la più stretta aderenza alla verità; in breve, non c’è nessun altro libro in cui ci viene insegnato più perfettamente il modo giusto di lodare Dio, o in cui siamo più potentemente stimolati all’esecuzione di questo esercizio religioso” (pp. xxxviii-xxxix).

I Salmi sono pieni delle ricchezze della dottrina biblica, e i santi trovano in loro grande beatitudine e pace:

“In una parola, non solo troveremo qui elogi generali della bontà di Dio, che possono insegnare agli uomini a riposare in lui solo e cercare tutta la loro felicità unicamente in lui; e che hanno lo scopo di insegnare ai veri credenti con tutto il loro cuore fiduciosamente di guardare a lui per aiuto in tutte le loro necessità; ma troveremo anche che la libera remissione dei peccati, che sola riconcilia Dio verso di noi e ci procura una pace stabile con lui, è così esposta e magnificata, poiché qui non manca nulla che si riferisca alla conoscenza della salvezza eterna” (p. xxxix).

Su questo tema specifico della bellezza dei Salmi concordo e smentisco i consigli di Fox
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