Scegli la vita

Sermone valdese di un polacco

Ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita
Deuteronomio 30, 19

Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo
Giovanni 17, 3

Scegli la vita, è una di quelle frasi in cui si riassume l’intero messaggio biblico. Il termine ebraico hayyìm usato nel testo originale indica non soltanto la vita nella sua accezione biologica, ma anche l’esistenza dell’essere umano. La posta in gioco è l’esistenza o la non-esistenza del popolo che sta per entrare nella Terra Promessa. Come si sceglie la vita? A questa domanda il nostro testo dà una riposta precisa: amando il Signore, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita (v. 20).

L’essere umano è dunque libero di scegliere. Dalla lettura del Deuteronomio appare abbastanza evidente che la vita e la morte sono collocate nell’aldiquà. Scegliere la vita non è una decisione scontata. Lo dimostra la storia del popolo di Israele, trasmessa negli scritti del Primo Testamento, lo dimostra anche la storia dell’umanità. La morte sembra fare da padrona. Basti pensare che uno dei principali impieghi dell’ingegno umano è la fabbricazione di strumenti, sempre più sofisticati, il cui scopo è quello di seminare morte e distruzione. Non si può dimenticare che nel mondo quasi 200 milioni di persone rischiano di morire a causa della denutrizione che, il più delle volte, è dovuta alle guerre in corso.

La vita significa consapevolezza. La consapevolezza di sé che si traduce in una profonda empatia. Sotto questo aspetto c’è oggi tanto da fare. Se la vita si identifica con la consapevolezza di sé, allora dobbiamo ammettere che numerosi individui che abitano il mondo occidentale siano “morti viventi”. Uno dei sintomi di questa morte interiore è l’ossessivo attaccamento alla vita biologica; un atteggiamento che assume i tratti di una vera e propria idolatria, della biolatria per l’esattezza. In questo quadro poco rassicurante irrompe, tuttavia, la buona notizia della risurrezione. Il ritorno alla vita è sempre possibile. Basta sceglierla con consapevolezza. 

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