Chi salva una vita salva il mondo intero

CHI SALVA UNA VITA SALVA IL MONDO INTERO
«Il frutto più bello della mente umana è la libertà consapevole e matura che agisce nel mondo servendo il bene e la giustizia. Una sua luminosa manifestazione è stata l’esistenza di Rosario Livatino, giovane magistrato ucciso dalla mafia. A seguito delle sue indagini egli aveva ricevuto delle minacce, le quali però non l’avevano fatto desistere, né l’avevano indotto ad accettare la scorta offertagli dalla Procura che rifiutò perché convinto del fatto che, se la mafia avesse voluto ucciderlo, l’avrebbe comunque fatto, con o senza scorta, e anzi avrebbe ucciso anche gli uomini delle forze dell’ordine. Così Livatino perse la vita il 21 settembre 1990, ucciso mentre era completamente solo e correva nelle campagne cercando di mettersi in salvo dopo che la sua macchina era stata crivellata di colpi. Si sarebbe salvato con la scorta? Sarebbe ancora tra noi?
Nessuno lo sa, ma qui ora a me interessa sollevare quest’altra questione: che cosa lo spinse a rifiutare la scorta? L’istinto di sopravvivenza e la propagazione della specie, a cui il naturalismo contemporaneo riconduce la logica della vita, non sono sufficienti a spiegare la sua decisione, perché tali fattori avrebbero portato semmai ad accettare la scorta, o addirittura a desistere dalle indagini. La natura della scelta maturata da Livatino non è quindi riconducibile alla biologia, ma rimanda a un altro genere di realtà. Pazzia? Inconsapevolezza? Protagonismo? Generosità? Sta scritto nel Talmud ebraico che chi salva una vita salva il mondo intero, e Livatino con quel suo gesto intendeva salvare delle vite, per cui egli oggi salva il mondo intero dentro di noi, il mondo dell’etica e della verità di cui ci mostra l’effettiva consistenza».

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