l’ex ghetto ebraico di Roma

Il Portico d’Ottavia è l’unica delle entrate ancora rimaste di quello era il ghetto ebraico di Roma. Quando arrivi al grande arco, puoi scegliere se fermarti davanti o se scendere le scale ed esplorarne i dintorni.
La primissima costruzione del Portico d’Ottavia risale al II secolo a.e.v quando prese il posto del più antico Porticus Metelli e subì profondi restauri in età augustea e fu dedicato alla sorella dell’imperatore Augusto, Ottavia. Si tratta di un arco monumentale con un portico che in origine accoglieva due templi. In età tardoantica e medievale gli spazi porticati del monumento vennero utilizzati per la vendita del pesce, caratterizzando questa zona come la Pescheria, il principale mercato cittadino (Forum piscarium, attivo fino alla fine dell’800) e la pietra a destra del grande arco del Portico è quanto ne resta: l’iscrizione in latino sita nelle vicinanze recita che “Debbono essere date ai Conservatori (del Campidoglio) le teste di tutti i pesci che superano la lunghezza di questa lapide, fino alle prime pinne incluse”, infatti le teste dei pesci erano considerate la parte migliore ed usata per delle gustose zuppe. Era prevista una multa di dieci fiorini per ogni contravvenzione. Nel 1555 la zona entrò a far parte del ghetto di Roma.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: