Maldive libere dalla pena di morte

MALDIVE: PROSEGUE LA MORATORIA SULLE ESECUZIONI
Il ministro dell’Interno delle Maldive Imran Abdulla ha affermato che le Maldive hanno intenzione di continuare la moratoria sull’applicazione della pena di morte.
Imran ha rilasciato la dichiarazione il 6 giugno 2022 essendo stato interrogato dal deputato Ahmed Thoriq del collegio elettorale di Mahibadhoo del Majlis del Popolo (parlamento monocamerale) in merito alla politica del governo riguardo i detenuti che hanno completato le procedure per le esecuzioni.
In risposta, Imran ha affermato che nell’ultimo mezzo secolo tutti i governi hanno seguito la politica di mantenimento della moratoria.
“Non si tratta di una nuova politica introdotta da questo governo. E’ ciò che viene fatto nelle Maldive da molto tempo”, ha affermato Imran.
Ha notato che, sebbene diverse amministrazioni precedenti abbiano parlato in diverse occasioni di pena di morte per scopi politici, non sono state apportate modifiche alla politica.
Anche l’amministrazione dell’ex presidente Abdulla Yameen ha mantenuto la moratoria senza applicare la pena di morte, ha affermato Imran.
Attualmente ci sono tre persone nel braccio della morte: Hussain Humam Ali, per aver ucciso il dottor Afrasheem Ali, Ahmed Murath per aver ucciso l’avvocato Mohamed Najeeb e Mohamed Nabeel per aver ucciso Abdulla Faruhadh.
Anche se la Corte Suprema ha confermato tutte e tre le condanne a morte nel 2016, non è stata intrapresa alcuna azione per la loro applicazione.
Nel 2015 è stato emanato un regolamento per l’applicazione della pena di morte, che prevede come metodi l’impiccagione o l’iniezione letale.
La pena di morte è stata applicata l’ultima volta nelle Maldive nel 1953, mediante fucilazione.
(Fonti: Edition, 06/06/2022)

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