Iran e il peggio del peggio

IRAN: DETENUTO GIUSTIZIATO DAL PROPRIO FIGLIO
Un uomo, non identificato, è stato giustiziato dal proprio figlio in Iran il 1° giugno 2022.
La notizia è stata riportata il 7 giugno da Iran Human Rights, che cita come fonte originaria l’agenzia di stampa filogovernativa Rokna, che ha aggiunto solo che l’uomo era accusato di aver accoltellato a morte la moglie il 20 marzo 2019. Mancano ulteriori informazioni. IHR ritiene che l’esecuzione possa essere avvenuta il 1° giugno, quando diverse esecuzioni sono state effettuate all’interno della prigione centrale di Gohardasht, più nota come prigione di Rajai Shahr.
Iran Human Rights sta proseguendo le indagini per confermare le esecuzioni nel carcere di quel giorno. In Iran, una volta che un imputato è stato condannato per “qisas” (omicidio), la famiglia della vittima è tenuta a scegliere tra tre alternative: morte, diya (letteralmente “prezzo del sangue”, ossia un risarcimento) o perdono. Inoltre, i familiari della vittima non solo sono incoraggiati ad assistere alle esecuzioni, ma a realizzarle personalmente. In questo caso, i parenti più prossimi erano suo figlio e i genitori della moglie, i quali hanno scelto la morte.
Si dice che il figlio dell’uomo abbia tirato lo sgabello da sotto i piedi di suo padre. Questo non è il primo caso in cui un condannato per qisas viene giustiziato dal proprio figlio. Nel 2021, le esecuzioni di due donne, Maryam Karimi e Zahra Esmaili, sono state eseguite personalmente dai propri figli come parenti prossimi dei loro padri. (Fonte: IHR)

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