Ancora sul premio Nobel che si batteva contro la bomba atomica

Nel 1952 Schweitzer riceve il premio Nobel per la pace, ma ritirerà il premio l’anno seguente.
Durante la solenne cerimonia in suo onore, lancia un appello volto ad indirizzare il mondo alla pace e alla solidarietà. Usa poi il denaro del premio per poter terminare i lavori della costruzione del “Village de la Lumière” (“Il Villaggio della Luce“) per i lebbrosi, inaugurato nel 1954.

Albert Schweitzer, biografia, pensiero e citazioni

La grandezza di un uomo come Schweitzer, che dedica la sua vita agli ultimi di questa terra, animali compresi, e rispetta gli usi e costumi di popoli molto differenti da noi occidentali, è un esempio encomiabile di tolleranza e amore verso il prossimo ancora oggi attuale, visti gli scontri di civiltà fomentati da uomini piccoli e senza scrupoli che mirano solamente a dividere l’umanità per poterla meglio assoggettare.
La morte della moglie, avvenuta nel 1957, lo segna profondamente e anche se proseguirà instancabile il suo lavoro fino agli ultimi istanti della sua vita, s’intuisce il tormento di un uomo profondamente innamorato che non aspetta altro di vedere il proprio corpo sepolto accanto a quello della donna che lo aveva seguito in quel percorso straordinario intrapreso.
Albert Schweitzer si spegnerà silenziosamente nella sua capanna la notte del quattro settembre del 1965.
Uomo dalla personalità complessa, sul suo temperamento è stato scritto molto, ma a noi basta conoscere la sua opera e i suoi pensieri per poterne comprendere l’immensa grandezza.
Di seguito alcuni suoi pensieri significativi accompagnati dalle sue straordinarie esibizioni musicali.

È la capacità dell’uomo di empatizzare con tutte le creature viventi che fa di lui veramente un uomo.
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L’esempio non è la cosa che influisce di più sugli altri: è l’unica cosa.
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Lo spirito dell’uomo non è morto. Continua a vivere in segreto… È giunto a credere che la compassione, sulla quale si devono basare tutte le filosofie morali, può raggiungere la massima estensione e profondità solo se riguarda tutti gli esseri viventi, e non solo gli esseri umani.
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Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità. Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano. Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli.
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La musica e i gatti sono un ottimo rifugio dalle miserie della vita.
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Nostro dovere è prendere parte alla vita e averne cura. Il rispetto reverenziale per tutte le forme di vita rappresenta il comandamento più importante nella sua forma più elementare. Ovvero, espresso in termini negativi: “Non uccidere”. Prendiamo così alla leggera questo divieto che ci troviamo a cogliere un fiore senza pensarci, a pestare un povero insetto senza pensarci, senza pensare, orribilmente ciechi, non sapendo che ogni cosa si prende le proprie rivincite, non preoccupandoci della sofferenza del nostro prossimo, che sacrifichiamo ai nostri meschini obiettivi terreni.
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La fortuna è la sola cosa che si raddoppia quando la si condivide.

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