Pregate coi Salmi

La preghiera di Gesù.

Di certo i primi quaccheri cristiani non conoscevano il valore dei Salmi e chiesero di metterli in secondo piano rispetto al Silenzio.

Sbafliavano.

I Padri del deserto egiziano usavano pregare frequentemente durante il giorno per ottemperare al comando del Signore “Pregate senza stancarvi mai” (Lc 18,1), “Vegliate e pregate in ogni momento” (Lc 21,36) e quello dell’Apostolo “Pregate incessantemente” (1Ts 5,17). Lo facevano utilizzando invocazioni brevi, che sant’Agostino definirà “scoccate” (da cui il termine ‘giaculatoria’ da ‘iaculum’ che significa freccia in latino). Solitamente, durante la giornata, ripetevano uno o più versetti dei salmi, o in generale della Scrittura. Oppure utilizzavano preghiere spontanee nelle quali appariva il santo nome di Gesù. È a partire da questa antica pratica monastica egiziana che si svilupperà la tradizione bizantina della preghiera di Gesù con la sua formula ben presto divenuta fissa: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me (peccatore)”. Più raro è trovare nelle fonti la preghiera di Gesù abbinata ai salmi.

Ancora oggi i monaci e le monache egiziane praticano la preghiera “scoccata”. Quello che segue è un metodo, sviluppato da un monastero di monache egiziane, il Monastero di Mar Girgis di Zuwayla, che unisce la preghiera di Gesù ai salmi. Consiste in due parti: la prima parte recita “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio”; la seconda, invece, contiene un brevissimo frammento salmico, spesso anche soltanto un verbo. Ad esempio: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, aiutami” (cf. Sal 109,26).

In totale queste preghiere fonologiche sono 303 e vanno recitate molto lentamente, gustando ogni singola parola. Il nome di Gesù è buono al palato spirituale, come dicono le Lodi mattutine copte. Il nome di Gesù è come miele per il nostro spirito, è dolcissimo per il nostro cuore. I versi del salmi sono parte della Scrittura e perciò nutrono la nostra anima e il nostro spirito. Bisogna diventare buongustai della preghiera, bisogna dare tempo, sentire il nome di Gesù nella bocca, come diceva san Macario.

Un altro metodo è quello di recitare, durante l’arco della giornata, una delle 303 preghiere mentre si lavora, si cammina, o altra occupazione quotidiana.
Prima di pregare sarebbe bene sgomberare la mente dai pensieri e “chiudere la porta” (cf. Mt 6,6). Chiudere la porta non significa soltanto chiudere fisicamente la porta della propria camera, ma spiritualmente chiudere quella della propria mente.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: