La Porziuncola

La Porziuncola è una piccola chiesa situata all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, presso Assisi, annoverata tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue mura, san Francesco comprese infatti la sua vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette infine il cosiddetto Perdono di Assisi, divenendo uno dei luoghi prediletti dal santo.[1] Legato a questa chiesa è appunto il Perdono d’Assisi (o “Indulgenza della Porziuncola”), che inizia la mattina del 1º agosto e si conclude alla sera del 2 agosto, giorni nei quali l’indulgenza, qui concessa tutti i giorni dell’anno, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo[2].

Storia

L’edificazione della Porziuncola, all’epoca chiamata con il nome latino “Portiuncola” con riferimento al piccolo pezzo di terreno dove era situato nel monte Subasio, viene fatta risalire al IV secolo, e opera di eremiti provenienti dalla Palestina. Nel 516 ne avrebbe preso possesso San Benedetto stesso, per i suoi monaci. La Porziuncola fu la terza chiesa riparata da San Francesco dopo la sua vocazione: mentre egli pregava di fronte al Crocifisso di San Damiano, sentì una voce che diceva: “Va’ e ripara la mia chiesa”. L’edificio dipendeva all’epoca dal monastero di San Benedetto al Subasio.[3]

La Porziuncola divenne per Francesco un luogo particolare, dove sostava spesso in preghiera; qui capì che doveva vivere “secondo il Santo Vangelo“. Proprio dalla Porziuncola Francesco inviò i primi frati ad annunciare la pace.

Nel 1205 scelse questo luogo, allora tra le selve, come dimora e vi fondò l’Ordine francescano.[4] Il 2 agosto 1216, alla presenza di sette vescovi umbri (Guido di Assisi, Giovanni di Perugia, Egidio di Foligno, Benedetto di Spoleto, Villano di Gubbio, Rinaldo di Nocera e Bonifacio di Todi), il piccolo edificio fu consacrato e vi fu proclamato il cosiddetto Perdono d’Assisi.[5]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Perdono d’Assisi.

La Vita seconda di Fra Tommaso da Celano riferisce quanto segue:

«Il luogo, a detta degli antichi abitanti, era chiamato, con altro nome, Santa Maria degli Angeli. Il Padre diceva di sapere per divina rivelazione che la beata Vergine, fra tutte le chiese innalzate a suo onore, amava quella con particolare predilezione; e perciò il Santo la preferiva a tutte le altre.
Un santo frate, prima della sua conversione, aveva avuto, a proposito di Santa Maria degli Angeli una visione degna di essere riferita.»
(Fra Tomaso da celano, Vita secunda Francisci, cap. XII-XIII[6].)
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