Il più noto romanzo quacchero “La capanna dello zio Tom”

La capanna dello zio Tom (titolo originale Uncle Tom’s Cabin or Life Among the Lowly) è un romanzo abolizionista scritto dalla statunitense Harriet Beecher Stowe. Fu pubblicato nel 1852 in seguito alla promulgazione, nel 1850 della legge sugli schiavi fuggitivi, che decretava che gli schiavi fuggiti da Stati schiavisti in Stati liberi dovessero essere arrestati e poi restituiti ai proprietari nello Stato di origine. Ebbe un profondo effetto sugli atteggiamenti nei confronti degli afroamericani e della schiavitù negli Stati Uniti e rese più acuto il conflitto che condusse alla guerra civile americana, contribuendo fortemente al cambio culturale al quale il nord del Paese andò incontro riguardo alla nozione di libertà della persona e di forzosa servitù.

Stowe, un’attiva abolizionista, focalizzò il romanzo sul personaggio di zio Tom e sulla lunga sofferenza degli schiavi afroamericani, attorno alla quale si intrecciano le storie di altri personaggi. Il romanzo raffigura la crudele realtà della schiavitù e afferma che l’amore cristiano può superare la distruzione e la riduzione in schiavitù di altri esseri umani.

La capanna dello zio Tom è stato uno dei romanzi più venduti del XIX secolo e molti critici ritengono che esso possa aver alimentato la causa abolizionista negli anni 1850. Solo negli Stati Uniti, nell’anno successivo alla sua pubblicazione ne furono vendute 300.000 copie. Il figlio dell’autrice scrisse che quando Abraham Lincoln incontrò l’autrice all’inizio della guerra civile, dichiarò: “Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra”.[

La vicenda si svolge dapprima nel Kentucky, prima dell’abolizione della schiavitù, dove un proprietario di schiavi ricco di umanità, Arthur Shelby, è costretto a vendere ad Haley, un mercante di schiavi dall’animo crudele, due neri della sua servitù. Si tratta dello zio Tom, il suo fidato braccio destro, e di Harry, un bambino di soli cinque anni figlio di Eliza e George Harris, mulatti. Eliza riesce a fuggire con il figlioletto dopo aver attraversato il fiume Ohio gelato e, malgrado il nuovo padrone dia l’incarico a due loschi individui di catturarla, riesce a mettersi in salvo presso una colonia di Quaccheri. Qui viene accolta dalla famiglia Bird che aveva da poco perso il figlio, viene in seguito raggiunta dal marito che era fuggito al suo padrone, e quindi andranno a vivere in Canada dove iniziano una vita nuova, libera.

Tom invece sceglie di rimanere perché ama il suo padrone e comprende che la decisione di venderlo era stata dettata dalla necessità. Dopo aver salutato con grande dolore la moglie Chloe e i figli si lascia mettere le catene e, senza ribellarsi, essendo cristiano e convinto della non-violenza, segue il nuovo padrone.

No, disse, non me ne vado. Vada Eliza, è giusto, non sarò io a dire di no, ma hai sentito che ha detto? Se non vende me, dovrà vendere tutti gli altri e tutto andrà in rovina… Il padrone mi ha sempre trovato al mio posto, e sempre mi ci troverà.”.

George Shelby, il figlio tredicenne di Arthur, gli promette che un giorno andrà a cercarlo e lo libererà.Lo zio Tom con Eva St. Clare

Tom viene imbarcato su un piroscafo con il mercante di schiavi e, grazie al suo carattere docile, viene liberato dalle catene. Sul piroscafo viaggia anche la piccola Eva St. Clare, che si affeziona a Tom, e suo padre, Augustine, un proprietario terriero della Louisiana. Un giorno la piccola Eva è appoggiata al parapetto della nave con il padre, quando, a causa di un improvviso e brusco movimento, perde l’equilibrio e cade in acqua. Tom si getta prontamente riuscendo a salvarla e così il padre, riconoscente, lo compra. Tuttavia Eva muore e Augustine, mentre si appresta a preparare i documenti per ridare la libertà a Tom, viene colpito a morte da una pugnalata durante una rissa in cui aveva cercato di dividere i due litiganti. Tutti i suoi schiavi vengono venduti e così Tom viene comprato da Simon Legree, un proprietario insensibile e cattivo, che possiede una piantagione di cotone sul Red River. Il nuovo padrone vuole fare di lui un aguzzino e al rifiuto di Tom, che non vuole maltrattare i suoi compagni e ha il coraggio di ribellarsi, lo fa uccidere. George Shelby, che è ormai diventato adulto, riesce a ritrovarlo dopo tante ricerche perché, come aveva promesso, lo vuole comprare per poi riscattarlo ma giunge solamente per raccogliere le parole di amore e perdono di Tom morente. Quando il giovane ritorna nel Kentucky libera tutti i suoi schiavi.

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