Papua Nuova Guinea

Papua Nuova Guinea ha abrogato la pena di morte 30 anni dopo averla reintrodotta poiché, secondo il primo ministro James Marape, «non era un deterrente efficace contro i crimini gravi». Secondo quanto riporta il “Guardian”, i reati come il tradimento, la pirateria, gli omicidi – inclusa la violenza legata alla stregoneria – saranno ora punibili con l’ergastolo senza la condizionale o con la condizionale dopo 30 anni di carcere. Prima di essere abolita nel 1970 e poi reintrodotta nel 1991, la pena capitale nel Paese fu applicata per l’ultima volta nel novembre del 1954 a Port Moresby.

Nel presentare il disegno di legge in Parlamento per l’abrogazione della pena di morte, il ministro della Giustizia Bryan Kramer ha detto che 40 detenuti si trovano nel braccio della morte, spigando però che lo Stato «non ha i meccanismi e le infrastrutture amministrative necessarie» per applicare la pena capitale in modo umano.

Da parte sua, Marape ha sottolineato che la pena di morte «ha fatto parte della nostra legislazione per molti anni, ma in linea con altri trend e studi globali, non è un deterrente efficace contro i reati gravi». Tra i Paesi che ancora oggi applicano la pena capitale ci sono gli Stati Uniti, l’India, la Cina e alcune nazioni dell’Africa orientale e del Golfo Persico. In Europa, l’unico Stato dove è ancora in vigore è la Bielorussia.

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