I 2 referedum

Quando, a metà della scorsa estate, grazie all’Associazione Luca Coscioni, l’Italia è diventata il primo Paese al mondo a permettere la firma digitale per sottoscrivere i referendum, in molti dicevano che sarebbe esplosa una specie ‘referendite’, una mania per i referendum, per cui si sarebbero chiesti voti su qualunque cosa e a qualunque girarsi di vento.

Questa cosa, è evidente, non è successa. Al contrario, però, è successo che i Referendum per eutanasia (con firme raccolte sia in formato cartaceo che digitale) e cannabis (firme solo in formato digitale) hanno avuto enorme successo, raccogliendo, sommati insieme, quasi 2 milioni di firme.

Di questo grande entusiasmo e interesse, oltre che dell’urgenza e necessità di celebrare i referendum, hanno parlato i nostri Filomena Gallo, Marco Cappato e Marco Perduca in un articolo uscito su L’Espresso.

“Non passa giorno in cui non ricordiamo che la sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale ha depenalizzato il suicidio assistito in determinate situazioni e invitato il Parlamento a normare la questione. A oltre due anni da quella decisione, il testo incardinato alla Camera non ha un calendario certo né affronta quanto al centro del referendum. È passata pressoché inosservata, ma la VI Conferenza nazionale sulle droghe del Governo del novembre scorso ha, tra le altre cose, raccomandato un’attenuazione delle sanzioni penali e amministrative previste dalla 309/90 quasi come il quesito sulla cannabis. I due referendum propongono ritagli minimi, ma radicali, di leggi che hanno 92 e 32 anni, vogliono adeguare quelle norme alle esigenze della società restituendo un impianto normativo immediatamente applicabile. Teoricamente l’ammissibilità sarebbe la regola, ci aspettiamo che così sia”.

https://espresso.repubblica.it/opinioni/2022/01/10/news/eutanasia_e_cannabis_referendum-333277768/

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