La memoria come è importante

“Ricordare è una virtù importante. Mentre dimenticare è un vizio grave. E noi viviamo in un tempo che sembra avere la memoria sempre più corta. Un tempo che sembra fare fatica a ricordare. Forse perché ricordare significa, oltre che recuperare il nostro passato, i nostri rinnegamenti e i nostri errori, fare i conti con i nostri silenzi, con i tentativi di non sentire e non vedere.
Ricordare non è una capacità umana innata, è una virtù che deve essere educata ed esercitata. Anche attraverso la memoria. Che non è un tranquillante, ma è un elemento sovversivo e rivoluzionario.
Lo sapevano i nazisti, i quali non volevano che rimanesse memoria dello sterminio di milioni di persone. La soluzione finale doveva rimanere nascosta, essere dimenticata. Il filosofo ebreo Emil Fackenheim ha detto che il popolo ebraico è sopravvissuto proprio per non concedere a Hitler quella vittoria postuma. E noi, che non siamo ebrei, dobbiamo ricordare proprio perché i nazisti avevano deciso di tenerci nascosta quella orribile verità. Ricordarsi, per resistere a chi vorrebbe che dimenticassimo, che parlassimo d’altro, che considerassimo quello sterminio una cosa poco importante, di cui non vale più la pena occuparsi.
Ricordarsi, perché l’Antico Testamento non smette mai di dirci che dobbiamo esercitare la memoria: ricordati, racconta ai tuoi figli, non avere la memoria corta. E ancora la Bibbia dice di ricordarsi di Amalec, che nell’Antico Testamento incarna il male fine a se stesso. Come per dire che nei nostri ricordi occorre riservare un posto particolare alla memoria del male. Per mantenere gli occhi bene aperti, per rimanere lucidi, per non cadere in facili illusioni, per essere pronti al peggio e non lasciarsi sopraffare.
Ricordarsi, perché il filosofo Georges Santayana ha detto: “Chi dimentica il proprio passato è costretto a riviverlo”.
Ricordarsi, perché il filosofo Bernard Henry-Lévy ha scritto: “Sapete come si fa a uccidere un uomo due volte? Dimenticando di averlo già ucciso una volta”.
È vero, la memoria può essere fastidiosa e a volte anche pericolosa. Ma chi non ha memoria è più pericoloso ancora.”

Potrà essere migliorata nell’aspetto internazionale con la traduzione in inglese delle voci dei protagonisti, in modo da consentire alla rete di diffondere il messaggio dei partigiani senza filtri.

Sarà possibile aumentare il numero delle pagine con l’arricchimento dei contenuti locali nel tempo: ogni post sarà riprodotto nella Home page e nella pagina specifica di appartenenza, seguendo l’ordine attribuito dal Prof. Spagnoli, in primis.

Nel corso di una primo incontro conoscitivo si parlava non solo di incrementarlo con altre fonti storiche ma di consentire un agevole passaggio dei messaggi odierni dell’A.N.P.I.: le lettere, i documenti ufficiali e le tematiche attuali sono pertanto già inserite dall’inizio.

….”E si ricordi
che
in un paese dove tutto è irrigimentato
non c’è pluralità
di pensiero e di espressione:
manca la libertà”
(Sefarino Saporiti)

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