Quella domenica del 1987 in cui Raffaella Carrà raccontò l’orrore della pena di morte

Quella domenica del 1987 in cui Raffaella Carrà raccontò l’orrore della pena di morte

06.07.2021 – Riccardo Noury

(Foto di Agenzia Dire)

Il pomeriggio del 29 marzo 1987 milioni di persone in Italia conobbero l’orrore della pena di morte. Ne ebbe merito, con grande coraggio, Raffaella Carrà che nella sua “Domenica In” intervistò – in un precario collegamento telefonico dal braccio della morte dell’Indiana – Paula Cooper, la minorenne condannata alla pena capitale a 16 anni per aver ucciso in modo efferato una sua insegnante.

Fu un’intervista drammatica, in cui Raffaella accompagnò Paula nel racconto di una vita segnata da violenza sessuale e pestaggi nella sua famiglia. Non tv del dolore, ma tv della denuncia. Con enorme attenzione anche ai sentimenti dell’altra famiglia, quella della vittima.

Raffaella continuò a parlare di Paula Cooper, intervistando tra gli altri il nipote dell’insegnante assassinata, avvocati ed esperti. La mobilitazione che partì in quel periodo e che coinvolse anche il Papa, contribuì alla commutazione della condanna a morte.

Paula Cooper non trovò comunque pace e si tolse la vita nel 2015, dopo essere tornata in libertà. Nell’intervista del 1987, Raffaella le aveva domandato: “Paula, vorresti vivere?”. Lei rispose: “Non lo so”.