Sono iniziati i licenziamenti. Non di persona ma via email. “Tempi moderni” di Draghi…

La Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto chiude all’improvviso: 152 licenziati con una mail

Alla fine del turno, sabato pomeriggio, l’azienda ha comunicato lo stop con una mail: tutti in ferie, poi permesso retribuito fino alla chiusura definitiva. La Fiom: «Presidieremo i cancelli e difenderemo i posti di lavoro»

Di Rosella Redaelli su Corsera

La Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto chiude all'improvviso: 152 licenziati con una mail

L’annuncio della chiusura dello stabilimento è arrivato via mail, a fine turno. Una doccia fredda per i 152 addetti della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto (Monza e Brianza), azienda storica fondata nel 1880, leader nella produzione di ruote in acciaio per veicoli, camion, autobus e rimorchi con clienti del calibro di Iveco, Daimler, Volvo. «Crisi aggravata dalla pandemia», scrive nella mail ai lavoratori il Fondo Quantum Capital Partner, che detiene la proprietà. I lavoratori sono stati messi in ferie per poi andare in permesso retribuito fino alla chiusura definitiva dello stabilimento.

Tra gli addetti c’è sgomento, incredulità, rabbia. Con il passaparola si sono ritrovati tutti davanti ai cancelli dell’azienda di via Stabilimenti per una riunione dall’esito scontato. È stata subito decisa la mobilitazione generale e sono state organizzate delle ronde già nella notte tra sabato e domenica «per evitare che la proprietà porti via i macchinari», spiegano i lavoratori.

«Siamo alla barbarie – commenta Pietro Occhiuto, Segretario Generale Fiom Cgil Brianza – niente faceva presagire un epilogo di questo tipo. Da oggi saremo in assemblea permanente, presidieremo i cancelli, difenderemo i posti di lavoro». Quello della Gianetti Ruote è il primo caso eclatante a livello nazionale di chiusura di una azienda al termine del blocco dei licenziamenti: «Sembra che aspettassero solo questo via libera per mandare tutti a casa – prosegue Occhiuto -. Confindustria dice di non esserne stata informata, ma non ne abbiamo certezza. Noi ci rivolgeremo a tutte le istituzioni anche perché non capiamo perché l’azienda non voglia ricorrere agli ammortizzatori sociali».

Lunedì gli operai si presenteranno davanti ai cancelli ad inizio turno per un nuovo presidio. Solidarietà ai lavoratori è arrivata da tanti rappresentati politici del territorio: «Ho già avvisato l’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia – spiega Andrea Monti, vicepresidente della Lega in Regione – già domani (lunedì) convocherà le parti interessate e ci metteremo da subito al lavoro per valutare la situazione. Sebbene ci fossero stati dei segnali negativi prima del Covid, l’azienda non aveva mai comunicato nulla ed i dipendenti sono stati tenuti sino all’ultimo all’oscuro della decisione. Cercheremo dunque di capire se ci sono margini di trattativa, quali le ragioni di questa scelta improvvisa e soprattutto quale sarà futuro di queste 152 famiglie, che sono la nostra preoccupazione principale, oltre a quella di comprendere perché si rischi di perdere un’azienda storica per il nostro territorio». «È una situazione inaccettabile – prosegue Occhiuto- lasciano a casa 152 persone e non si parla nemmeno di cassa integrazione, eppure Palazzo Chigi ha assicurato altre 13 settimane gratis di ammortizzatori sociali alle aziende, ma alla Gianetti se ne fregano. Sarà una lunga estate».