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Caldo e siccità danno il via all’estate 2021

 di Alessio Lerda

 02 luglio 2021

In varie zone del mondo la situazione è già critica, tra fiumi rimpiccioliti, rischio di incendi e colpi di calore

L’estate è iniziata da pochi giorni, eppure sono bastati a far emergere diversi resoconti di ondate di calore fuori norma e conseguenti siccità in zone del mondo anche molto lontane tra loro.

Sebbene abbia trovato ben poco posto tra le testate nazionali, la prima arriva dall’Italia. Secondo l’Autorità Distrettuale del fiume Po, la portata del fiume più lungo del paese è attualmente inferiore del 30% rispetto alla media, così come i sottobacini che affluiscono nel fiume, per via delle temperature marcatamente più alte della norma del periodo. Non solo: secondo il Canale Emiliano Romagnolo (Cer), dall’inizio dell’anno nel bolognese e in Romagna le piogge sono state eccezionalmente scarse. L’unico anno peggiore, da questo punto di vista, è stato il 2020, a dimostrazione di una tendenza sempre più forte negli ultimi anni.

La seconda storia tocca il Brasile, che nonostante il ciclo opposto delle stagioni vede ora l’inizio dei mesi più secchi. Il clima di questa zona prevede una certa quantità di incendi boschivi in questo periodo, ma da alcuni anni le condizioni sono tali da renderli molto più estesi ed intensi. Il 2021 non sembra andare in una direzione diversa, come avvertono alcuni osservatori: la carenza d’acqua sta già causando notevoli problemi all’agricoltura, così come all’approvvigionamento elettrico, in un paese che peraltro è ancora alle prese con una fase piuttosto acuta della pandemia da Covid 19. Gli incendi non sono ancora cominciati, ma potrebbero essere ancora devastanti come quegli degli anni scorsi, se non di più. Soprattutto se verrà ancora chiuso un occhio, o entrambi, sui roghi illegali per far spazio ad attività agricole.

A trovare invece spazio mediatico è l’ondata di calore in corso nel Nordamerica, specie lungo la costa ovest, tra Stati Uniti settentrionali e Canada. In diverse zone di questa grande area sono state toccate temperature record negli scorsi giorni, con un impressionante aumento delle morti improvvise per colpi di calore nella provincia canadese della British Columbia; le morti improvvise, nei giorni precedenti al 1 luglio, sarebbero state il 165% in più della media del periodo. Si tratta di centinaia di morti legate, con buona probabilità, al calore inedito.

In questo scenario, è ben accetta l’adozione del Consiglio europeo di una legge sul cambiamento climatico che obbliga legalmente le sue 27 nazioni a ridurre collettivamente le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, per diventare un’economia a zero emissioni entro il 2050. Allo stesso tempo, però, i summit internazionali sono spesso mobilitati su altri temi, dimostrando la memoria corta che può avere la politica sulle questioni climatiche.