Meeting Minutes

Meeting Minutes del 2 luglio 2021

Non inclinare il mio cuore ad alcuna cosa malvagia (Salmo 141,4)

Etty Hillesum

EYES
Open my eyes
So I may see
All the blessings
God has for me
David Herr

Le due domande fondamentali che si pone l’uomo sono Dio e il pane: Sono geloso una dell’altra e non si vogliono escludere reciprocamente
Dietrich Bonhoeffer

Per la prima volta l’uomo arriva sulla luna
1778 muore ad Ermeonville (Francia) il filosofo e scrittore Jean Jacques Rousseu
L’ubbidienza senza libertà è schiavitù , la libertà senza ubbidienza è arbitrio.
Dietrich Bonhoeffer
Buon compleanno, Medgar Evers (2 luglio 1925-12 giugno 1963). Attivista per i diritti civili. Organizzatore comunitario. Sottosegretario al NAACP in Mississippi. Diplomato all’Università Statale di Alcorn (1952). Assassinato nel vialetto di casa da un membro del Consiglio dei Cittadini Bianchi. Aveva 37 anni. Nato a Decatur, Mississippi. Morto a Jackson, Mississippi. Seppellito al Cimitero Nazionale di Arlington, Arlington, Virginia.

Potrebbe essere un primo piano raffigurante 1 persona

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Letture inedite estate 2019: Giorgio Fox e la religione laica degli “Amici”

Contributo alla formazione delle coscienze religioseDi Giovanni Pioli ,

nel terzo centenario della origine del Movimento (anni ’45-49)Circa un terzo della popolazione del nostro pianeta professa nominalmente il Cristianesimo, e di questi, meno della metà il Cattolicesimo.Il tipo di Cristianesimo ortodosso, che al cercatore indipendente di verità offre un Credo antiquato e una raccolta voluminosa di Concilii e di Sillabi; che , quale mezzo per sublimare e trascendere se stesso, offre al fedele riti e sacramenti dotati di virtù magica; che al viandante desideroso di un amico, esperto compagno di via, offre di arruolarsi in un gregge e seguire docilmente il pastore autoritario, – il quale a sua volta dipende da un pastore supremo, assoluto sovrano, – questo tipo di Cristianesimo voi lo conoscete: come volontari frequentatori di prediche e di catechismi, ovvero come uditori obbligati nelle scuole di Stato italiane, alle quali il Concordato impose l’insegnamento cattolico: e non occorre che io ve ne parli. Con la sua teologia d’origine ellenica, liturgia orientale, e organizzazione romana; grazie ad abilità e virtù di suoi membri e agli stessi difetti e alle debolezze del sistema, , e livellandosi all’umanità media , esso ha posto radici vaste e tenaci, se non profonde, e offre un aspetto massiccio e coerente a chi, sfornito di acuto senso critico e di esigenze spirituali superiori, ne esamini l’architettura esteriore e l’apparente solidità strutturale.Vorrei oggi presentarvi invece un altro tipo di Società religiosa largamente cristiana, caratterizzata: dall’assenza di qualunque credo dottrinale, pur con libertà ai suoi membri di aderire a dottrine fondamentali e tradizionali cristiane; dall’importanza prevalente, assorbente assegnata a una concezione morale ispirata specie dal “Discorso del Monte”, ma presa sul serio, e non giocando a rimpiattino con la propria coscienza, dall’eliminazione completa , radicale , di qualunque sacerdotalismo, di qualunque sacramentalismo e ritualismo; quindi dalla completa laicità in religione, senza intermediari di sorta, ma non senza una valida fraterna assistenza nel cammino della vita spirituale: e governata da una teocrazia democratica, che riconoscendo la rivelazione dell’anima dell’universo nella voce di tutte le coscienze che riconoscono nell’uomo Dio. Giacchè è solo dall’esperienza di ciò che di divino abbiamo constatato nell’uomo che ci è possibile indurre l’idea di Dio , e non già viceversa. “Qualunque cosa sia Dio, l’uomo è divino” (Pandit Nehru).Questa Società sorse appunto tre secoli fa in Inghilterra, col nome di Società degli Amici, (Friends) , in un’epoca di fermenti spirituali, dalla ridiscoperta fatta negli anni 1647-49 dell’anima desolata e angosciata do dentro di sé della vacuità delle Chiese; la ridiscoperta del Dio entro noi, di quella luce interiore che “illumina ogni uomo che viene al mondo” ; e da tre secoli essa vive nobilmente , opera intensamente, rende una solenne testimonianza al suo principio della costituzione divina della coscienza, mostrando coi fatti che essa non è anarchica; o piuttosto , che costruire su tale non è utopia. Giacché “E’ pienamente legittimo indurre dall’esistenza di una cosa la sua possibilità” . “A facto ad posse valet illatio”.Scopo di questa presentazione non è già di fare del proselitismo: bensì – oltre a quello culturale di diffondere la conoscenza storica delle religioni e dei loro valori spirituali, – quello specialmente di allargare e snebbiare l’angusto orizzonte spirituale di tante anime religiose con un grande esempio storico, rispondendo alla ingenua domanda, che spesso si presenta come un’obiezione formidabile: “Come è possibile che esista una società religiosa senza dommi, senza sacramenti, senza riti , e soprattutto senza un clero? Come piò una religione fondarsi su un’esperienza religiosa personale e di carattere prevalentemente morale? “ In realtà , sotto questa diffidenza per una religione umanistica di esperienza personale, prevalentemente morale, s’indovina un’ansia patetica per quello che diverrebbe la sorte del povero Dominiddio, qualora , apparentemente messolo in disparte, nessuno sembrasse più curarsi proprio di Lui; non più spropositando sulla Sua natura, non più speculando né fantasticando sui misteri della Sua vita intima, sul numero delle Sue persone e sulla topografia dell’aldilà; non più cianciando sulla tecnica dell’azione divina sulle anime, della classificazione dei suoi attributi, la Sua Azione da tutta l’eternità, il “cachet” miracolistico e il cortes fantasmagorico delle Sue manifestazioni i suoi misteriosi piani per l’avvenire. Però questo allarme per lo spodestamento di Dio è, come vedremo, del tutto infondato: perché tutto quanto a noi possibile conoscere della realtà suprema e universale, ci è rivelato nella coscienza umana, che è per noi la perenne progressiva espressione della continua incarnazione dell’anima del mondo nell’uomo, al di là della quale continua l’incarnazione dell’anima del mondo dell’uomo, al di là della quale non è possibile per noi riuscire nella nostra ricerca di Dio. Giacché “chi non ama il fratello che vede, come può amare Dio che non vede?” E tuffandosi nell’intimo della propria coscienza, in armonia con quella dei loro fratelli, è bene a un’esperienza di Dio che gli “Amici” giungono, perché “in lui viviamo, siamo , ci muoviamo” e noi possiamo rappresentarcelo come un uomo ideale.Segue il capitolo “Crisi religiosa di George Fox”. Siamo alla terza pagina di 48 effettiva del testo digitalizzato per la prima volta in Italia.