Padre gay e single adotta 6 bambini con disabilità: la storia di Ben

Mio zio Gino di Lissone (MI) ora deceduto ha tentato l’adozione come single gay ma in Brasile gli è stato consentito l’adozione dsolo di un maggiorenne. L’Italia è ferma al Medioevo. E al Vaticano da abbattere. Non siamo quaccheri liberal. Ho ora un cugino brasiliano.

Ben è un padre gay e single, che ha sempre voluto una grande famiglia. E con questi 6 bambini, ha raggiunto la felicità.

Padre gay e single adotta 6 bambini con disabilità: la storia di Ben (Padre gay e single adotta 6 bambini)

Ben Carpenter è un padre gay single. Ha un cuore grande e una voglia immensa di essere d’aiuto. Per questo, nel corso degli anni, ha adottato sei bambini, tutti con disabilità.

Oggi 37enne, Ben, omosessuale single, ha sempre voluto diventare padre. Il primo bambino lo ha adottato quando aveva solo 21 anni, e da quel momento ha cercato di essere utile, offrendo una casa ad altri cinque bambini e bambine disabili. Ben ha spiegato al Daily Mail che questi piccoli “erano i più vulnerabili e quelli che avevano più bisogno di una casa amorevole e premurosa“.

E non solo questo, perché ha affermato anche “Avevo bisogno di dimostrare di essere abbastanza maturo e di poter offrire a questi ragazzi ciò di cui avevano bisogno“.

I sei figli di Ben, padre gay single

L’uomo ha adottato Jack, un ragazzo autistico che oggi ha 14 anni. Poi è stata la volta di Ruby, ora 11enne, la quale ha bisogno di assistenza per una malattia non specificata. Poco dopo, Ruby ha potuto rivedere la sorella Lily, sorda, anch’essa adottata da Ben.

Nel corso degli anni, su richiesta dell’agenzia di adozione, Ben ha adottato il quarto figlio, Joseph, di soli sei anni e affetto dalla sindrome di Down. Infine, Teddy, affetto dalla sindrome di Cornelia de Lange (una rara malattia genetica). Quest’ultimo, però, è morto lo scorso anno per una setticemia.

La morte di Teddy è stata devastante per Ben Carpenter. In quel periodo era in contatto nuovamente con l’agenzia di adozioni, che aveva chiesto al padre gay se poteva adottare un bambino con problemi mentali.

Ero devastato e mi sono sentito in colpa per un po’ perché continuavo a chiedermi se avrei potuto fare qualcosa per salvarlo.Prima che Teddy morisse, ero stato contattato dall’agenzia per vedere se avessi preso in considerazione l’idea di adottare un altro bambino. Avevo detto di sì, ma quando il piccolo è morto ho dovuto sospendere il procedimento per piangere Teddy e riprendermi. 

Ma poi, ha pensato che poteva ancora fare del bene: “Ho capito che anche questo bambino aveva bisogno di me“. È così che arrivato il sesto figlio (contando anche Teddy), Luis.

Ho sempre sognato di avere una grande famiglia e sono così felice che i miei figli ne facciano parte e che abbiano così tanti fratelli. Spesso mi siedo e li immagino tutti ai matrimoni degli altri. Sono tutti così solidali con i bisogni degli altri e sono così orgoglioso di aver creato un ambiente felice, amorevole e stabile in cui crescere. Per quanto io abbia cambiato la loro vita, loro hanno anche cambiato la mia. 

I bambini con disabilità rimangono più a lungo nelle liste di adozione

Secondo una stima dell’Associazione britannica per l’adozione e l’affido (BAAF), il 25% dei bambini in attesa per l’affido sono disabili, mentre per le adozioni lo stesso dato arriva al 40%.

Il problema maggiore è che sono molte le famiglie che rifiutano l’adozione di un bambino disabile, poiché non pronti a prendersene cura. Lo abbiamo visto ad esempio con Luca, padre gay e single, e la piccola Alba, con la sindrome di Down. La piccola, prima di incontrare Luca Trapanese, era stata rifiutata da 7 famiglie.

Alessandro Bovo