Disarmo nucleare: un mese per ripensarci, e ricordare la nostra umanità

09.06.2021 – Redazione Italia

Disarmo nucleare: un mese per ripensarci, e ricordare la nostra umanità

Iniziative di mobilitazione in tutta Italia promosse da “Italia, ripensaci” per la richiesta di ratifica del Trattato di proibizione delle armi nucleari TPNW

9 giugno 2021 – 9 luglio 2021

Un mese per comprendere ancora meglio il devastante impatto umanitario delle armi nucleari. Un mese per attivarsi a favore del percorso di disarmo nucleare previsto dal Trattato TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons) votato all’ONU nel luglio del 2017. Un mese per coinvolgere anche l’Italia nei passi necessari a mettere fuori dalla storia le armi più distruttive mai costruite, incompatibili con la stessa presenza sul pianeta dell’umanità.

Sono questi gli obiettivi di giorni di mobilitazione lanciati fino al 9 luglio dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e dalla campagna Senzatomica, che insieme promuovono la mobilitazione “Italia ripensaci”. Un’iniziativa attiva dal 2016 che chiede al nostro Paese di non rimanere spettatore passivo rispetto al processo che negli ultimi anni ha portato all’approvazione e in seguito all’entrata in vigore, avvenuta il 22 gennaio del 2021, della prima norma internazionale che mette fuori legge armi di distruzione di massa come quelle nucleari. Il TPNW è un Trattato fortemente voluto dalla società civile internazionale: un risultato che ha consentito alla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) di cui facciamo parte di ricevere il Premio Nobel per la Pace 2017.

La mobilitazione culminerà con tre date conclusive altamente significative: il 7 luglio si celebra infatti l’approvazione del TPNW, l’8 luglio ricorre il 25º anniversario del pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia contro le armi nucleari mentre il 9 luglio viene ricordata la pubblicazione del Manifesto Russell-Einstein pietra miliare delle iniziative per un disarmo nucleare globale.

Forti del grande sostegno dell’opinione pubblica italiana, che per l’87% vuole l’adesione al Trattato TPNW e per il 74% l’eliminazione dal nostro territorio delle testate nucleari statunitensi attualmente presenti, la mobilitazione di queste settimane cercherà di rendere più facili e concreti alcuni importanti passi volti a favorire, come obiettivo ultimo, l’adesione dell’Italia al Trattato.

L’obiettivo principale dell’iniziative che verranno messe in campo è quello di un maggior coinvolgimento delle istituzioni nazionali in un percorso di disarmo nucleare globale concreto, che non si limiti a dichiarazioni di facciata. Da un lato coinvolgendo maggiormente il Parlamento sia con un rilancio del “Pledge” (Appello ai parlamentari) proposto da ICAN, nella scorsa legislatura sottoscritto da oltre 240 Deputati e Senatori, sia richiedendo un dibattito sul tema nelle Commissioni competenti. A questo scopo “Italia ripensaci” sta per inviare a tutti i parlamentari una lettera in cui si evidenziano i termini della questione chiedendo un riscontro positivo alle proposte della società civile. Al Governo verrà invece inviata la richiesta di partecipazione come “Paese osservatore” alla prima conferenza degli Stati, attualmente 54, che hanno già ratificato questa norma internazionale e che si terrà a Vienna nel gennaio del 2022. Riteniamo infatti importante che, pur non avendo ancora potuto aderire al TPNW anche per la già ricordata presenza di testate nucleari a Ghedi e ad Aviano, l’Italia possa positivamente condividere un momento di dibattito e di approfondimento sul tema del disarmo nucleare con  Paesi del mondo che invece hanno già dato la propria adesione formale al Trattato.

Incontri, eventi online, azioni informative e di comunicazione, campagne social, pubblicazione e rilancio di report e nuovi dati ed analisi. Sono queste le iniziative che caratterizzeranno l’attività di “Italia ripensaci” nelle prossime settimane e fino al 9 luglio 2021. Con un pieno coinvolgimento delle organizzazioni parte delle nostre reti e di associazioni ed Enti Locali, numerosi ed in prima fila nel percorso verso un disarmo nucleare grazie al loro compito di difesa e protezione dei propri cittadini. Che non possono più vivere in un mondo minacciato ogni giorno dalla distruzione nucleare e impoverito dalla sottrazione di risorse miliardarie impiegate per gli arsenali atomici invece che per usi sociali e di progresso.

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