Anti-lgbt fobia

Cresce sempre di più in #Spagna il numero degli insegnanti che stanno tenendo le lezioni indossando la #gonna per contrastare gli stereotipi e i pregiudizi di #genere ed #educare alle #differenze. Dalla scuole primarie fino alle secondarie superiori.
Provate a immaginare se una cosa del genere accadesse qui in Italia. Sarebbe uno scandalo! Nascerebbero comitati di famiglie preoccupate che ai “bambini” (anche quelli delle superiori) venga insegnata la fantomatica “ideologia gender” (preminder: non esiste). Interverrebbe il ministero dell’Istruzione, con i suoi ispettori didattici, per i provvedimenti disciplinari necessari per iniziative non approvate dai piani formativi delle “autonomie” scolastiche.
La campagna di comunicazione sociale ha assunto il motto «I vestiti non hanno genere», dall’hashtag #LaRopaNoTieneGenero con cui Jose Piñas, docente di matematica della scuola secondaria, ha pubblicato su Twitter la sua immagine in classe con la gonna, perché un suo studente è stato espulso dopo aver indossato una gonna a scuola.
“Voglio unirmi alla causa dello studente Mikel, che è stato espulso e mandato dallo psicologo per essere andato a lezione con una gonna”, ha scritto Jose.
Successivamente, Manuel Ortega e Borja Velaquez, due insegnanti di scuola primaria, hanno rilanciato l’iniziativa di abbandonare i pantaloni per indossare la gonna per tutto il mese di maggio. Anche in questo caso per un episodio di bullismo a scuola: uno dei loro studenti ha ricevuto insulti omofobi per aver indossato una t-shirt con un personaggio anime. Gli insegnanti si sono detti “inorriditi” dalla spietata presa in giro, spiegando perché hanno deciso di “promuovere il rispetto per le differenze”.
L’esempio, del resto, si sa che vale più di mille parole.
“Per una scuola che educa al rispetto, alla diversità, alla coesione, vestiti come vuoi! Ci uniamo alla campagna #LaRopaNoTieneGenero”, scrivano sui social diversi docenti che indossano una gonna mentre fanno lezione.
La scelta di questi professori è rivoluzionaria, perché mostrano, con il loro esempio, agli studenti che quello che vediamo dall’esterno non ha nulla a che vedere con l’identità di genere o la sessualità. Non solo: trasmettono il messaggio che è giusto essere se stessi fino in fondo e, soprattutto, lasciare che gli altri lo siano senza (pre)giudizi.
Ortega e Velaquez hanno detto (a El Pais) di aver visto un notevole cambiamento positivo nel comportamento degli alunni da quando hanno iniziato a indossare le gonne. Ma sostengono che la scuola dovrebbe fare ancora di più per promuovere il rispetto delle diversità. Pensate invece a ciò che NON viene fatto in Italia per contrastare il bullismo, nonostante la morte di studenti come Davide, chiamato dai “compagni” di scuola «il ragazzo dai pantaloni rosa».