Mettete a terra i droni!

02.06.2021 – David Swanson

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Mettete a terra i droni!
(Foto diDavid Swanson, World BEYOND War)

C’è una serie di ostacoli da superare prima di poter convincere la gente a sostenere il divieto dei droni armati o dei droni di sorveglianza. Uno è l’esistenza di droni buoni.

Sembra sciocco, ma è la causa numero uno del fallimento di approvare risoluzioni locali contro i droni. A differenza di altri ostacoli, questo è basato su fatti. È semplice, ma basato sui fatti. Ci sono davvero droni per il soccorso anti-fuoco e la ricerca scientifica e come giocattoli e per gli amanti della tecnologia e anche per gli attivisti della pace che tracciano le spedizioni di armi. Ma possiamo vietare la vendita di funghi velenosi mortali anche se altri funghi hanno un ottimo sapore nel sugo per la pasta. Possiamo permettere di cucinare quei funghi in una padella anche se vietiamo di colpire in testa il tuo vicino con quella padella. Possiamo vietare i droni assassini senza vietare i droni giocattolo. Possiamo anche escogitare modi per vietare la sorveglianza dei droni senza vietare i droni con le telecamere, se ci mettiamo la metà dello sforzo che si fa per produrre droni.

Foto: The Good Drones (I droni buoni)

Un altro grande ostacolo è ciò che la gente (almeno negli Stati Uniti) immagina che i droni facciano, che è totalmente diverso da ciò che i droni fanno in realtà. La gente immagina che i droni assassini siano usati contro individui identificati che sono stati condannati in contumacia per crimini orribili, che non possono essere arrestati, che sono nell’atto stesso di commettere omicidi di massa nei confronti degli esseri più preziosi sulla terra (i cittadini statunitensi), e che sono soli nelle loro nefaste tane lontani da qualsiasi persona innocente che potrebbe non essere necessario far saltare in aria. Niente di tutto questo è vero. Ma non vieteremo mai i droni finché la gente crederà a queste fantasie, co-prodotte dal Pentagono e da Hollywood.

Foto: The Imaginary Drones (I droni immaginari)

Un ulteriore ostacolo sulla strada verso la messa al bando dei droni assassini è l’idea che tutto ciò che dobbiamo fare è vietare i droni che sono completamente autonomi. Un drone che decide da solo quando e dove lanciare un missile è inaccettabile, mentre un drone che fa affidamento su qualche futuro rischio di suicidio a cui viene ordinato di premere un pulsante è accettabile. Mentre sarei felice di vietare qualsiasi tipo particolare di arma mortale, normalizzare i droni non completamente autonomi è semplicemente folle. Viola le leggi contro l’omicidio, le leggi contro la guerra e l’essenza della moralità di base.

Foto: The Smart Drones (I droni intelligenti)

Se cerco su Google le parole “droni” e “moralità”, la maggior parte dei risultati sono dal 2012 al 2016. Se cerco “droni” e “etica”, ottengo un mucchio di articoli dal 2017 al 2020. La lettura dei vari siti web conferma l’ovvia ipotesi che (di regola, con molte eccezioni) “moralità” è ciò che la gente menziona quando una pratica malvagia è ancora scioccante e discutibile, mentre “etica” si usa quando si parla di una parte normale e inevitabile della vita che deve essere messa a punto nella forma più corretta.

Foto: The Patriotic America-First Drones (I droni patriottici America-First)

Gli Stati Uniti esportano più armi di quante ne comprino e combattono tutte le loro guerre contro armi prodotte negli Stati Uniti, eppure la gente diventa lacrimosa, amante della bandiera e ferocemente patriottica alla sola menzione dell’industria delle armi. I droni, come altre armi, non sono identificabili unicamente con il nazionalismo a stelle e strisce, ma l’esercito degli Stati Uniti si trova ora a combattere guerre con droni dall’altra parte, dopo essere stato un leader nella proliferazione dei droni e nella promozione di una corsa agli armamenti per droni – anche attraverso vendite intenzionali e attraverso l’apparente cattura e il reverse engineering dei droni statunitensi. Uno studio rileva che cinque nazioni hanno esportato droni armati, mentre decine di nazioni e alcune non-nazioni li hanno importati. Un’indagine ha individuato più di tre dozzine di nazioni con droni armati.

Foto: The Distant Drones (I droni lontani)

Ci si immagina i droni armati lontani. “Preferiresti avere una guerra vera?”, chiede la gente. “Almeno con una guerra di droni nessuno viene ucciso”. Le persone che contano come nessuno sono spesso lontane. Ma, naturalmente, le basi dei droni vengono attaccate. Le milizie che usano i droni generano più nemici di quanti ne uccidano. I piloti di droni si suicidano. I droni sorvegliano i raduni di Black Lives Matters nella stessa “Nazione Indispensabile”, e le sue frontiere, e ovunque entro la distanza di volo da quelle frontiere fanno voli di prova e a volte si schiantano nelle città degli Stati Uniti, e i dipartimenti di polizia locale li adorano.

Foto: The Top Secret Drones (I droni segreti)

I droni sono segreti, presidenziali, imperiali, impiegati da persone più sagge e con informazioni migliori di quelle che hanno i semplici umani. È meglio per noi non fare domande. Se non ci fosse una buona ragione per i droni, perché manderebbero la gente in prigione per dirci cosa fanno i droni? Anche questa è propaganda che deve essere superata.

Foto: The Drones Above the Law (I droni al di sopra della legge)

I droni sono speciali, al di sopra della legge, fuori dalla legge. Come Enrico V o Karl Rove (giornalista e politologo statunitense fedelissimo di Bush, n.d.t.) si fanno le loro leggi. La guerra è illegale secondo la Carta delle Nazioni Unite e il Patto Kellogg Briand. L’omicidio è illegale in ogni angolo del mondo. Perché bandire allora i droni armati? La risposta, ovviamente, è perché sia possibile far aderire quella nuova legge da qualche parte. I droni offendono alcune persone perché sono vigliacche o ingiuste, ma dovrebbero offendere noi perché rendono l’omicidio più facile, e dovremmo essere indignati dal fatto che rendono l’omicidio più facile, cioè l’idea che persone che non contano possano essere massacrate senza rischiare la vita di qualcuno che conta.

Foto: Do Non-US Lives Matter? (Le vite non americane contano?)

Con una lunga strada ancora da percorrere, abbiamo visto una tendenza nei media statunitensi verso il rispetto del valore delle vite nere, finché queste sono vite nere americane. Il problema dei droni potrebbe essere affrontato se si pensasse che l’altro 96% delle vite umane abbia anche solo un po’ di importanza, e non ci sarebbe da preoccuparsi per nessun problema di droni se si capisse che tutte le vite sono pienamente importanti.

Foto: The Supposed Impossibility of Action (La presunta impossibilità di agire)

L’attivismo contro i droni non è però senza speranza. Nella mia città di Charlottesville, Virginia, nel 2013 abbiamo sollecitato con successo il consiglio comunale ad approvare una risoluzione contro i droni. Diceva: “Il Consiglio Comunale di Charlottesville, Virginia, approva la proposta di una moratoria di due anni sui droni nello stato della Virginia, e invita il Congresso degli Stati Uniti e l’Assemblea Generale del Commonwealth della Virginia ad adottare una legislazione che proibisca che le informazioni ottenute dall’uso domestico dei droni possano essere introdotte in un tribunale federale o statale, e che precluda l’uso domestico di droni dotati di dispositivi antiuomo, vale a dire qualsiasi proiettile o dispositivo chimico, elettrico, ad energia diretta (visibile o invisibile), o altro progettato per danneggiare, ferire o comunque avere un impatto negativo su un essere umano; e si impegna ad astenersi da usi simili con droni di proprietà della città, affittati o presi in prestito. ”

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid. Revisione di Silvia Nocera