Testimonianza di un disabile

Ricapitolando.
Sono disabile dal giorno in cui sono nato. Sono anche un disabile di quelli “rompicoglioni”, insomma di quelli che si fanno notare.
Di quelli che in Regione, sui treni, sui mezzi, han capito benissimo che non è il caso di far arrabbiare perché sanno far valere i propri diritti. Osano esistere. Non sono ancora vaccinato, perché prima era più importante vaccinare gli altri. Tutto bene, tutto ok. Io ho problematiche respiratorie e richiedo assistenza, ma siamo in una pandemia globale vorrai mica infastidire i normodotati che salvano il mondo… tipo gli avvocati o i sindaci. Attendo zitto zitto, buono buono.
All’improvviso Regione Lombardia, presa da una sferzata di lucidità o temporaneamente messa sotto il commissariamento di Chiara Ferragni, dice che dal 9 di aprile i disabili possono prenotarsi.

Tutto organizzato, tutto bello, useranno le liste INPS di chi ha la 104, per verificare chi abbia diritto. Io modestamente, la 104 la ho da quando son nato, sono un disabile 110 e lode. Anzi, vi dirò di più. Pur avendo una disabilità irreversibile, sono stato anche ricontrollato due volte dalla Regione, mica di esser stato miracolato e gabbare il fisco come falso invalido. Anche quel controllino (cammini? no, ok ciao) l’ho passato liscio due volte: disabile, disabilissimo.
Di quelli che per lavorare devono farsi scrivere “ma con residue capacità lavorative”.

Residue eh, faccio il manager per le multinazionali, ma le residue capacità lavorative le ho. Ieri a mezzanotte ho provato a iscrivermi a Regione Lombardia, felice di potermi vaccinare, felice di uno Stato che finalmente mi garantisce. Come direbbe Britney Spears: “Ooooops”, non sono più disabile. Nelle liste il mio nome non c’è. Mica solo il mio, perché vedo dai commenti su Facebook di non essere l’unico. Panico, vero, il panico di uno che dopo un anno chiuso in casa vede l’orizzonte e all’improvviso tagliano ai titoli di coda.

In ordine:
Rimango collegato al numero verde, la linea cade cinque volte.
Riescono a rispondere, e mi dicono che non sono nella lista dei disabili. Sparito.
Mi dicono di chiamare il mio medico di base, che opera a Cairate ma ha un tempo d’attesa che manco il numero del vaccino COVID.
Dopo aver scritto una mail, lasciato un messaggio in segreteria e richiamato più volte il mio medico di base mi dice “No non è vero, la Regione dice bugie, io non ho nessuna lista ho controllato non saprei dove inserirla”.
Dopo aver letto quel che scrive il sito della Regione, ovvero che in caso un disabile “scompaia” deve essere il medico di medicina generale a reinserirlo, mi risponde “proverò a capire, le farò sapere”.

Quindi insomma, non sono più disabile, a saperlo prima avrei invocato prima sta pandemia. Una Regione che pur di non vaccinarmi, sa fare miracoli. Congratulazioni.