Meeting Minutes

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Buon 66° compleanno Barbara Kingsolver (1955 aprile 1955). Femminista. Romanziere. Saggista. Poeta. Musicista. Attivista anti-guerra. Sostenibile sostenitore.Autrice di ′′ The Bean Trees ′′ (1988), ′′ Pigs in Heaven ′′ (1993) e ′′ La Bibbia del Poisonwood ′′ (1998).Nata ad Annapolis, Maryland. Cresciuta a Carlisle, Kentucky. Ha trascorso alcuni anni della sua infanzia nel Congo dove i suoi genitori erano operatori sanitari. Attualmente vive a Washington County, Virginia.~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

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Alla cortese attenzione
del Presidente del Consiglio Mario Draghi
della Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese
della Ministra della Giustizia Marta Cartabia
della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti
Roma, 31 marzo 2021
Oggetto: richiesta di intervento su grave violazione dei diritti umani (legge n. 94 del 2009)
Gentile Presidente del Consiglio,
Gentili Ministre,
ci rivolgiamo a voi come persone attive nella Campagna nazionale Io Accolgo che riunisce un ampio
numero di organizzazioni della società civile, enti e sindacati impegnati a dare voce e visibilità ai
tanti cittadini e cittadine che condividono i valori dell’accoglienza e della solidarietà.
Riteniamo importante richiamare la vostra attenzione sulla grave lesione dei diritti umani correlata
al tema dell’iscrizione anagrafica dei bambini e delle bambine che nascono in Italia da genitori
stranieri non in regola con il permesso di soggiorno. Una realtà, questa, poco nota e dibattuta a
livello nazionale, che proviamo ad esporre in forma sintetica.
La legge n. 94 del 2009, meglio conosciuta come “pacchetto sicurezza”, all’articolo 1, comma 22,
lettera g, ha modificato l’articolo 6 del Testo Unico sull’Immigrazione (legge n. 286 del 1998),
togliendo gli atti di stato civile dalle pratiche per cui non è necessario presentare il permesso di
soggiorno.
La legge impedisce di fatto la registrazione alla nascita dei bambini e delle bambine figli di persone
straniere presenti in Italia in modo irregolare: prevede infatti che i genitori presentino il permesso
di soggiorno nel momento in cui entrano negli uffici dell’anagrafe.
Contemporaneamente all’entrata in vigore della legge, il 7 agosto 2009 fu diffusa dal Ministero
dell’Interno la circolare interpretativa n.19, la quale afferma che, nello svolgimento delle attività
riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione, «non devono essere esibiti
documenti inerenti al soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore,
nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
Nonostante la circolare interpretativa, le disposizioni della legge 94/2009 permangono e potrebbero
indurre i genitori non in regola con i documenti di soggiorno a non provvedere alla registrazione
della nascita dei figli nati in Italia, per paura di essere identificati ed esposti al rischio di espulsione
o ad altre forme di penalizzazione.
Non dobbiamo ignorare il fatto che, ove fosse applicata la legge (che ha valenza superiore alla
circolare), avremmo in Italia bambini/bambine senza un nome, discriminati e privati di ogni diritto
e protezione essenziali, quali le cure mediche e l’istruzione, e facilmente
esposti ad abusi e sfruttamento.
Tale situazione confligge con le disposizioni della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e
dell’Adolescenza, ratificata dalla legge italiana n. 176/1991, che all’art. 7 comma 1 afferma che ogni
bambino/bambina è registrato/a «immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha
diritto ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi
genitori e ad essere allevato da essi».
Osserviamo che la conquista del diritto ad un’esistenza riconosciuta sul piano giuridico per i
bambini/bambine nati in Italia da genitori in situazione di irregolarità non comporta l’acquisizione
della cittadinanza italiana, ma di quella dei genitori.
Vi scriviamo auspicando che al più presto possa essere intrapresa un’iniziativa legislativa da parte
del Governo affinché si possa porre rimedio all’inaccettabile violazione dei diritti fondamentali delle
persone introdotta nel nostro ordinamento dalla legge n. 94 del 2009. Attraverso l’emanazione di
un decreto legge governativo, e la successiva conversione in legge in sede parlamentare, sarebbe
possibile, in tempi rapidi, modificare il testo al solo art. 1, comma 22, lettera g.
Segnaliamo che la nostra richiesta di modifica è stata oggetto, negli anni scorsi, di alcune
interrogazioni parlamentari e di tre disegni di legge:

  • il n. 740 del 2013, presentato alla Camera dei Deputati dall’on. Rosato;
  • il n. 1562 del 2014, presentato al Senato dal sen. Lo Giudice;
  • il n. 2092 del 2015, che all’art. 2, comma 3, eliminava l’obbligo di presentazione del permesso
    di soggiorno per gli atti di stato civile e fu approvato dalla Camera dei Deputati il 13 ottobre
    2015, ma non fu mai preso in esame dal Senato.
    Anche alla luce di queste iniziative parlamentari, ci permettiamo di sollecitare un vostro intervento
    che potrebbe finalmente rimediare al grave vulnus rappresentato da una norma che da quasi 12
    anni impedisce il riconoscimento dell’esistenza giuridica di bambini/bambine nati nel nostro Paese,
    violando i principi di uguaglianza delle persone garantiti dalla nostra Costituzione.
    Ringraziandovi per l’attenzione,
    Cordiali saluti
    Per la Campagna nazionale Io Accolgo
    Il coordinatore Filippo Miraglia
    miraglia@arci.it; 3484410860

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