Il dialogo con gli altri si interrompe alla nostro rifiuto della cappellania militare, in primis!

In Svizzera si è euforici in questi giorni in ambito di chiese (cattolica o protestante riformata) per l’apertura a rabbini ebrei e rappresentanti islamici nella cappellania dell’esercito, a condizione dell’esclusione del razzismo e dell’antisemitismo.

Per noi quaccheri proprio la natura della comprensione militare di una comunità cristiana ci pone fuori dal dialogo con essi: che siano cristiani, ebrei o islamici, ben inteso.

Ci vengono in mente i libri letti in francese e tedesco dei pastori/preti sul fronte della prima Guerra Mondiale: ognuno sosteneva che Dio era con loro. Ma Dio era altrove, nel grido di disperazione, nei lamenti dei morenti, senza distinzione di parte.

Noi non ci limitiamo a rifiutare la guerra ma l’esercito stesso.

Gesù è stato il nonviolento nel caso estremo del suo arresto e del tentativo fermato da lui stesso dei discepoli ad opporsi all’arresto con le spade. Questo non viene insegnato a Catechismo cristiano e si accetta come normali “gli alpini”, i marò, ecc. Si benedicono navi da guerra, caserme, carri armati…

No non sono Amici di Gesù ma semmai suoi nemici nonostante il battesimo e tutti i sacramenti ricevuti. La Chiesa o le chiese non contano nulla come segno di appartenenza a Cristo. Perfino a un consacrato o un ordinato.

Non ha senso associarsi ai cattolici che sono l’esatto nostro opposto, in reti per il disarmo e contro il militarismo.

Siamo gli unici come gruppo religioso ad essere Premio Nobel per la Pace e lo dimostriamo anche oggi e non solo nel 1947: con l’obiezione di coscienza e l’aiuto al nemico (gli italiani e tedeschi in primis).

Il Kenya ha più quaccheri di qualsiasi altro paese al mondo. È stato gravemente colpito dagli attentati terroristici e ora dalla pandemia. Come quaccheri ci connettiamo spiritualmente con la loro situazione (′′ tienili nella luce ′′) e come socialisti cristiani offriamo la nostra solidarietà internazionale.

Il terrorismo usa le stesse armi degli eserciti. Uno che ammazza ammazza e basta.

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