Meeting Minutes

“..e forse sopporteremo insieme ogni cosa. Ma ‘sopportare’ è un’ arte che dev’essere imparata “

Etty Hillesum

In questa data nel 1534 (22 marzo), un piccolo gruppo di anabattisti corse per le strade di Amsterdam, Olanda, con spade sguainate, proclamando l’ira di Dio sulla città.Il gruppo era guidato da Willem de Cuyper (noto anche come William il Profeta), Bartel Boeckbinder e Pieter de Houtzager. Questi tre sono stati arrestati e giustiziati pochi giorni dopo.Foto: Dam Square, Amsterdam, settembre 2018.~ La Marginal Mennonite Society serie di storia anabattista

Una serie di testimonianze degli Amici sulla guerra, dal 1651 al 1943.

George Fox, 1651

Dissi (al comitato che mi proponeva arruolarmi) che vivevo per virtù di quella luce e di quella potenza che aveva eliminato l’occasione di ogni guerra…Dissi loro che era entrato nell’alleanza di pace che c’era prima che fosse le guerre e le contese.

Dichiarazione  a Carlo II, 1660

Il nostro principio è – e le nostre pratiche sono sempre state – di cercare la pace e di perseguirla e attenersi alla giustizia e alla conoscenza di Dio, cercando ciò che è bene e il benessere, e compiendo quanto mira alla pace di tutti. Ripudiamo tutti i principi e le pratiche sanguinose, con tutte le guerre e i combattimenti con armi esteriori, per qualsiasi fine o sotto qualunque pretesto, e questa è la nostra testimonianza al mondo intero. Lo spirito di Cristo dal  quale siamo guidati non è mutevole, così da comandarci  una volta una cosa come il male, e poi di farla, e sappiamo di certo, e così testimoniamo al mondo, che lo spirito di Cristo che ci conduce alla verità intera non ci spingerà  mai a combattere e a far guerra contro qualsiasi persona con le armi esteriori, né per il regno di Cristo, né per i regni di questo mondo. E quanto ai regni di questo mondo, noi non li desideriamo, e tanto meno possiamo lottare per loro, ma sinceramente desideriamo e attendiamo che con la parola della potenza di Dio e il suo efficace operare nel cuore degli uomini, i regni di questo mondo divengano e il regno del Signore e del suo Cristo, e che egli governare e regnare negli uomini nel suo spirito e nella sua verità e che in tal modo tutte le persone, di tutte le opinioni e convinzioni possano essere condotti all’amore e all unità con Dio e l’uno con l’altro, e che essi possano giungere a testimoniare com le parole del  profeta che ha detto, «Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra».

Giugno 1660, Margaret Fell a Carlo II

Siano un popolo che persegue quel che giova alla pace, all’amore e all’unità; nostro desiderio è che i piedi degli altri camminino sulla stessa via e neghiamo e testimoniamo contro ogni lotta, guerra e contesa che vengono dalle brame che fanno guerra nelle membra, che far guerra nell’anima…Tradimento, inganno, e falsità rigettiamo, falsità, sospetto o complotto contro ogni creatura sulla faccia della terra e diciamo la verità semplicemente, con cuore non doppio.

Robert Barclay, 1678

Chiunque può conciliare «non resistere al male»  e «resisti alla violenza con la forza», «porgi l’altra guancia» con «colpisci ancora» e anche «ama i tuoi nemici» con «rovinali, depredali,  inseguitali con il fuoco e  con la spada» o «pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano» con «perseguitateli con multe, incarcerazioni e la stessa morte», chiunque, dico, possa trovare un modo per riconciliare queste cose sarà capace, suppongo, di conciliare Dio con il diavoli, Cristo con l’Anticristo, Luce e Tenebre e il bene con il male. Ma se questo non è possibile, e in effetti non lo è, così anche il resto non è possibile e la gente inganna se stessa e gli altri, quando ha il coraggio di affermare cose tanto assurde e impossibili.

William Penn, 1693

Un buon fine non può santificare mezzi cattivi  e non possiamo fare del male affinché ne venga del bene…E’ una grande presunzione mandare ad effetto le nostre passioni come su commissione di Dio o attenuarne la gravità usando il nome di Dio. Siamo più pronti a reagire praticando il taglione che a perdonare, o a vincere con l’ amore e con la conoscenza. E tuttavia non potremmo offendere chi crediamo ci ami. Tentiamo  quindi di fare quel che l’Amore farebbe: perché se gli uomini vedessero una volta  che li amiamo, troveremmo ben presto che essi non ci vorrebbero far del  male. La forza può sottomettere, ma l’Amore vince: e che che perdona per primo, ottiene l’alloro.

William Rotch, Guerra di Indipendenza (1776)

Poco tempo dopo fui chiamato davanti a un Comitato nominato dal Tribunale che era a Watertown vicino a Boston, e fui interrogato tra l’altro a riguardo delle mie baionette. Diedi un resoconto completo delle mie azioni, e chiusi dicendo: «Le ho gettate in fondo al mare, l’ho fatto dal principio, e sono stato sempre contento di averlo fatto, e se sbaglio sono da compatire». Il Presidente del Comitato Maggiore Hawley (una degna persona) allora si rivolse alla commissione, e disse: «Credo che il signor Rotch abbia offerto un resoconto sincero e che ognuno abbia il diritto di agire in accordo con i suoi principi religiosi, ma sono dispiaciuto che non abbiamo potuto avere le baionette, perché ne avevamo molto bisogno.» Il Maggiore era desideroso di sapere di più dei nostri principi su cui lo informai nella misura in cui mi era chiesto. Uno del comitato in un modo arrogante osservò: «Allora i vostri principi sono obbedienza passiva e non-resistenza». Gli risposi: «No amico mio, i nostri principi sono Obbedienza attiva o sofferenza passiva». Avevo superato questa prova non piccola rispetto alle mie baionette, ma il clamore contro di me a lungo continuò.

Assemblea annuale a Londra 1804, 1805, Guerre napoleoniche:

La maggior parte delle persone, se non tutte, ammettono la trascendente eccellenza della pace.Tutti adottano l’invocazione: «Venga il tuo regno», pregano per la sua universale affermazione. Alcune persone allora devono cominciare ad adempiere la promessa evangelica e disimparare la guerra. Ora, amici, poiché questo è incontrovertibile, noi desideriamo che la nostra esistenza tutta sia come si conviene all’Evangelo e che, mentre tutti professano di avversare la guerra, non accada che qualcuno in qualche aspetto della sua condotta sia incoerente con questa professione…Amici, è cosa  meravigliosa e terribile  ergersi dinanzi alla nazione come avvocati dell’inviolabile pace; e la nostra testimonianza perde di efficacia in proporzione di un qualche difetto di coerenza…Non c’è modo più valido di servire il nostro paese, né più gradito a Colui che ne dispone la prosperità, che contribuendo, per quel che da noi dipende, ad accrescere il numero dei miti, umili cristiani, che rinnegano se stessi. Guardatevi dal dipendere da flotte ed eserciti; siate persone di pace, nelle parole e nelle azioni, e pregate il Padre dell’Universo che spiri lo Spirito della riconciliazione dei cuori delle sue creature, portate all’errore e alla contesa.

Assemblea annuale a Londra, 1900, durante la guerra sudafricana

Crediamo che lo Spirito di Cristo alla fine redimerà la vita sia nazionale che individuale. Crediamo inoltre che, come tutta la storia della chiesa dimostra, il mezzo umano (al tal fine) sarà la fedele testimonianza espressa dai discepoli di Cristo. E’ stato detto: «Sembra essere la volontà di colui la cui sapienza è infinita, che la luce, a proposito di grandi temi, debba prima sorgere ed essere gradualmente diffusa attraverso la capacità di alcuni individui di agire fedelmente rispetto alle proprie convinzioni». Fu questo il segreto del potere della chiesa primitiva. Il sangue dei Cristiani si dimostrò fecondo. Similmente, la coerenza dei primi Amici e di altri con le convinzioni della propria coscienza vinse la lotta per la libertà religiosa in Inghilterra. Agogniamo ad una simile fedele testimonianza contro la guerra da parte dei Cristiani oggi.

Assemblea annuale a Londra, 1915, Prima Guerra mondiale

Adunati in assemblea in un tempo in cui le nazioni d’Europa sono coinvolte in una guerra di dimensioni senza pari, siamo stati mossi a richiamare le basi della testimonianza di pace della nostra Società religiosa. Non basta accontentarsi di una testimonianza puramente negativa, di una mera proclamazione di non-resistenza. Dobbiamo cercare un messaggio positivo, vitale, costruttivo. Questo messaggio, un messaggio di supremo amore, lo troviamo nella vita e nella morte del nostro Signore, Gesù Cristo. Lo troviamo nell’insegnamento del Cristo interiore, questa riscoperta dei primi Amici, che porta come tale a riconoscere la fratellanza di tutti gli essere umani. Di questo insegnamento la nostra testimonianza è un risultato necessario e se lo comprendiamo rettamente e lo seguiamo nelle sue ampie implicazioni, troveremo che esso richiede lo spirito di pace e la sovranità dell’amore in tutte le ampie e variegate relazioni vitali. Così mentre l’amore, la gioia, la pace, la dolcezza e la santità sono quanto la vita e la morte di nostro Signore insegnano, a queste stesse cose siamo indotti in modo impellente dalla presenza del Divino negli esseri umani. Mentre questo spirito cresce in noi, sempre più siamo consapevoli di quel che significa vivere per virtù di quella vita e di quel potere che toglie di mezzo ogni occasione di guerra.

Assemblea annuale a Londra,  1943, durante la Seconda Guerra mondiale

Tutti gli uomini e le donne pensose hanno il cuore spezzato nella presente situazione. L’impeto selvaggio della guerra ci trascina nella sua scia. Desideriamo una pace giusta, eppure per giungere alla pace si pretende che, mentre Chungking, Rotterdam e Coventry sono stati devastati, così le dighe di Eder e Moehne  debbano essere distrutte e interi quartieri di Amburgo debbano essere cancellati. Il popolo di Torino e di Milano dimostra per la pace, ma il bombardamento continua. La guerra sta indurendo il nostro cuore. Per non rischiare la follia diventiamo apatici. In questa atmosfera non nessuna pace è concepibile e di fronte a noi scorgiamo mesi di terrore crescente. Quelli che prestano attenzione alle leggi morali, coloro che seguono Cristo possono accettare la tesi che l’unica via sia quella richiesta dalla necessità bellica? La vera pace comporta la libertà dalla tirannia e una generosa tolleranza, condizione che sono negate in una larga parte dell’Europa e non realizzate in altre parte del mondo. Ma la vera pace non può essere dettata, può solo essere costruita nella cooperazione tra tutti i popoli. Nessuno di noi, nessuna nazione, nessun cittadino è libero di qualche responsabilità con le sue difficoltà e conflitti. Cristo venne nel mondo con la sua confusione. Attraverso di lui sappiamo che Dio dimora con gli uomini e che distogliendoci dal male e vivendo nel suo spirito possiamo essere guidati alla sua via di pace. Quella via di pace non si trova in nessuna politica di «resa incondizionata» da chiunque sia richiesta. Richiede che gli umani e le nazioni riconoscano la loro comune fratellanza, che usino le armi dell’integrità, della ragione, della pazienza e dell’amore, senza mai accondiscendere alle modalità dell’oppressore, pronti a soffrire con l’oppresso. In ogni paese si aspira a una libertà dal dominio e dalla guerra che le persone lottano per esprimere. E’ il momento di rivolgere un aperto invito ad una creativa operazione di pace, di dichiarare la nostra disponibilità sacrificare il prestigio nazionale, la ricchezza e il livello di vita, per il bene comune degli uomini.