Leonardo, il kolossal Rai NON censura l’omosessualità di Da Vinci: “Ecco perché era importantre parlarne”

Quattro prime serate evento, per un totale di otto puntate. È davvero tutto pronto per l’arrivo su Rai1 dell’attesissimo Leonardo, dal 23 marzo in onda. La storia di un genio la cui personalità complessa ed enigmatica rimane ancora oggi un segreto avvincente, quella raccontata da Lux Vide con Rai Fiction, Big Light Productions in associazione con France Télévisions, RTVE e Alfresco Pictures, co-prodotta e distribuita nel mondo da Sony Pictures Television, con un cast d’eccezione guidato da Aidan Turner, Matilda De Angelis, Giancarlo Giannini, Freddie Highmore e un budget da 30 milioni di euro.

Una miniserie che non avrà timori a mostrare il vero io del genio Da Vinci, omosessuale, come spiegato dallo sceneggiatore Frank Spotnitz nella conferenza stampa di lancio: “Abbiamo attinto da tantissime fonti, ci siamo convinti, proprio partendo dalle varie fonti, che fosse reale l’omosessualità di Leonardo. L’obbligo di verità nel ritrarre l’artista e l’uomo comprendeva anche questo aspetto della sua vita. La storia d’amore con Caterina diventa così in questo modo ancor più commovente, perché non si fondava sul sesso, sull’attrazione fisica, aprendo questa dimensione affettiva così profonda. Molto più di quanto possa essere una relazione estemporanea. Ecco perché era importantre parlarne“.

Anche Aidan Turner, che interpreta magistralmente Leonardo, ha apprezzato la verità della miniserie sul Da Vinci privato: “In base alle fonti a cui abbiamo attinto la sua omosessualità appare chiara, non mostrarla sarebbe stato strano. Al di là dell’intento drammatico e di come si inserisca nella narrazione, non c’era motivo per cui non mostrare questo aspetto della sua vita personale. Evitarlo sarebbe stato molto sbagliato e strano, sono contento che non sia stata fatta questa scelta“.

Leonardo, il kolossal Rai NON censura l'omosessualità di Da Vinci: "Ecco perché era importantre parlarne" (Leonardo 2 1)

Leonardo era il figlio illegittimo di un notaio, Piero Da Vinci: non riconosciuto dal padre e abbandonato dalla madre, il bambino fu affidato ai nonni paterni, che lo crebbero in condizioni durissime. Osservare la natura divenne la sua ragione di vita, per Leonardo l’unica via di fuga possibile. La solitudine impostagli da bambino, una volta adulto diventa un’esigenza: la condizione indispensabile per inseguire e soddisfare la sua curiosità. Usava l’arte per realizzare opere che glorificassero Dio e la scienza, per creare armi mappe e opere d’ingegneria, che rafforzavano il potere di brutali tiranni. Nessun sacrificio era troppo grande per inseguire la verità, ma nessun risultato era mai sufficientemente vicino ad essa. Realizzò capolavori come l’Ultima cena, ma molte altre opere rimasero incompiute, perché non raggiungevano, secondo il suo severissimo giudizio, i traguardi impossibili che Leonardo aveva imposto a sé stesso. La serie ha inizio con Leonardo poco più che ventenne; lavora come apprendista nella bottega di Andrea Del Verrocchio a Firenze, dove incontra Caterina Da Cremona, che posa come modella. Ogni episodio si concentra su una delle opere di Leonardo, alcune radicate nella memoria collettiva, altre meno note al grande pubblico: non solo dipinti, ma anche invenzioni, macchine da guerra, grandi sculture in bronzo. In ogni episodio si svela la vicenda che si nasconde dietro ogni opera per raccontare il serrato dialogo che si stabilisce tra questa, la formazione intellettuale di un grande artista e la complessità di un uomo, quale è stato Leonardo. Ogni episodio metterà in luce la relazione tra vita e opera d’arte, tra la formazione intellettuale e la complessità umana di un grande artista come Leonardo.

Cresciuto in solitudine, Leonardo si tiene lontano da tutti. Quelle che lui ritiene ‘debolezze’, lo tormentano. Pronti, via e già nel secondo episodio in onda martedì 23 marzo va in scena il processo per sodomia che coinvolse un giovane Da Vinci, beccato insieme ad un prostituto, Iacopo Santarelli. Ad un passo dalla condanna, le accuse vennero archiviate. “Non sono innocente, lui ha destato delle emozioni in me, che non sapevo di avere. Sono spaventato, confuso”, confessa Aidan Turner a Matilda De Angelis, da lui rifiutata e con il tempo diventata amica e confidente. Il maestro Andrea del Verrocchio, interpretato da Giancarlo Giannini, lavorando a stretto contatto con la Chiesa lo caccia, perché spaventato dalle accuse di sodomia, e la carriera di Leonardo rischia di finire ancor prima di iniziare. Ma il suo genio è talmente imponente dall’andare oltre potenziali scandali sessuali.

Sin dalle prime puntate, e in attesa dell’arrivo di Salai, storico apprendista nonché apparente amante di Leonardo, l’omosessualità di Da Vinci non viene taciuta nè edulcorata dalla miniserie Rai. Quel che si temeva, quando il progetto venne annunciato, è stato fortunatamente evitato. Il primo incontro con Iacopo Santarelli, i baci e la passione, prendono plasticamente forma all’interno di una miniserie Rai prodotta da Lux Vide, famosissima per aver realizzato film su santi e Papi, fiction come Don Matteo, Che Dio ci aiuti e Un passo dal cielo. Segno dei tempi che cambiano, finalmente, anche in Rai.

Federico Boni