Nature: “neanche un virologo nel Cts”!!!! Vaccino Covid: l’allarme dei pazienti fragili

Chiedono di sapere se e quando saranno immunizzati. Le associazioni incalzano Speranza


I PAZIENTI con una malattia reumatologica, immunologica e rara sono preoccupati. Molto. Perché non vedono alcuna chiara organizzazione della vaccinazione anti SARS-COV 2 per chi si trova nella loro condizione. E chiedono di poter avere priorità in una lettera diretta al Ministro Speranza e ai vertici delle istituzioni sanitarie italiane: “L’attuale emergenza ha richiesto un sacrificio per tutti i pazienti, reumatologici e non, e l’impatto sulla popolazione che rappresentiamo chiede ora con determinazione la loro inclusione nelle priorità vaccinali al fine di tutelarne la salute e la buona gestione delle patologie”, scrive il Coordinamento di Associazioni di pazienti affetti da patologie reumatologiche, immunologiche e rare, per mano di Silvia Tonolo e Maddalena Pelagalli. Che ricordano come molte strutture sanitarie di reumatologia siano state chiuse a causa dell’emergenza COVID, e il riferimento per molti pazienti è ora il medico di medicina generale.


“La nostra preoccupazione – si legge sempre nella lettera del Coordinamento – è legata proprio alla disomogeneità, alla poca conoscenza delle nostre patologie e soprattutto perché secondo le linee guida nazionali sulla vaccinazione a cui fanno riferimento le regioni, i pazienti che rappresentiamo dovrebbero essere inseriti dopo gli over 80, nella II fase, tra le persone estremamente vulnerabili. Si tratta ovvero di pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e conviventi, grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza e conviventi; immunodepressione secondaria a trattamento terapeutico e conviventi. Siamo a chiedere più trasparenza e chiarezza su questi punti, le nostre patologie hanno dei codici di esenzione, che spesso vengono sostituiti da un’esenzione totale o esenzione per reddito e non viene riconosciuta la patologia principale, quindi si rischia lo slittamento della vaccinazione”.


Inoltre, dal momento che molti pazienti sono pediatrici, le associazioni chiedono di inserire nella II fase di vaccinazione anche i genitori e caregiver: “I tempi non certi e la mancanza di comunicazione univoca stanno creando ansia e stress che certo non giovano alle loro fragilità. Molti pazienti, inoltre, pur con gravi difficoltà, svolgono una vita lavorativa attiva e l’arrivo desiderato e tanto auspicato dei vaccini anti-COVID-19 ha aperto una strada di speranza per tutti e, in particolar modo – conclude il coordinamento – per chi sconta una condizione di salute compromessa e precaria”.


Oltre al ministro della Salute, la missiva è indirizzata anche al Presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini, al Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo, al Presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, al Segretario XII Commissione Affari Sociali e Sanità Camera dei Deputati Onorevole Fabiola Bologna, al Presidente FNOMCeO Filippo Anelli e al Segretario Nazionale FIMMG Silvestro Scotti.

Di Letizia Gabaglio – La Stampa