Tecnologia per l’ambiente, un pezzo importante della soluzione

08.03.2021 – Olivier Turquet

Tecnologia per l’ambiente, un pezzo importante della soluzione
(Foto di Jonix, ufficio stampa)

La crisi impone nuove risposte e l’Italia è sempre stata all’avanguardia nella creazione di nuove soluzioni. In questo caso parliamo di soluzioni di tecnologia avanzata a problemi ambientali e ne abbiamo parlato con Michele Dotti, co-fondatore di Ecofuturo e Direttore de “L’Ecofuturo Magazine” e Dario De Rosa, responsabile comunicazione di Eless.

Per prima cosa, Michele, in quali settori state lavorando in questo momento?

«Come Ecofuturo stiamo seguendo diversi filoni, sempre con un approccio propositivo, di speranza, che considera l’ecologia un’opportunità più che un problema. L’ambiente infatti diventa un problema solo quando si fanno scelte che non considerano o non rispettano i principi fondamentali della Natura.

Noi siamo specializzati in ecotecnologie ed innovazione, ma non siamo così ingenui da pensare che la tecnologia da sola potrà salvarci. Sono fondamentali anche le scelte consapevoli e responsabili a tutti i livelli.

Ecco perché cerchiamo sempre di portare avanti in parallelo -con una visione sistemica- una corretta informazione sulle tematiche ambientali e la diffusione delle migliori tecnologie che possono contribuire a risolvere i tanti problemi che ci circondano: dall’abitare alla mobilità, dall’energia all’alimentazione, dall’agricoltura alla salute.

Ci sono soluzioni tecnologiche davvero straordinarie, vere e proprie eccellenze Made in Italy di cui dovremmo essere tutti orgogliosi e che invece faticano a farsi conoscere nel nostro Paese e spesso devono andare all’estero per affermarsi.

È un enorme spreco di risorse, se pensiamo che molte di queste sono frutto di un investimento che abbiamo fatto in ricerca qui da noi (e prima ancora a livello formativo sui nostri giovani), e anche di opportunità, se pensiamo ai benefici che potrebbero portarci e che invece vediamo espatriare.

Noi cerchiamo di farle conoscere e sostenerle in ogni modo, attraverso tutti i nostri canali: dal Festival alla rivista online, dalla trasmissione tv alla Fiera Virtuale EXCO.

Stiamo anche spingendo la politica affinché semplifichi al massimo gli iter burocratici in modo da permettere a chiunque abbia soluzioni concrete di farle valere. E per fortuna molto spesso ci riusciamo.

Un esempio di eccellenza assoluta è proprio quello della sanificazione d’aria in continuo attraverso la ionizzazione al plasma freddo, frutto di anni di ricerche dei Laboratori Archa dell’Università di Pisa che hanno perfezionato questa tecnologia raggiungendo risultati davvero entusiasmanti, certificati da innumerevoli test.

Parliamo proprio di questo. Dario, quanto incide, a tuo avviso, il tema della sanificazione degli ambienti nella diffusione del Covid e dei virus patogeni in generale?

Non solo a mio avviso, ma anche nelle indicazioni dell’ISS e nel recente aggiornamento del Piano strategico operativo pandemico nazionale del Ministero della Salute è sottolineato come siano necessarie delle prassi adeguate di corretta igiene delle mani e disinfezione accurata delle superfici e degli ambienti.

Per chi come noi si occupa di ambiente, sostenibilità, efficienza energetica è noto da tempo un nemico invisibile che ora è balzato all’attenzione finalmente dell’opinione pubblica: l’inquinamento indoor. Gli addetti ai lavori ed i medici sanno benissimo che questo nemico nelle nostre case, negli uffici e nelle strutture sanitarie, provoca da sempre gli stessi allarmanti numeri di morti all’anno. È importante cogliere quindi l’unica nota positiva della pandemia in corso, ossia l’accresciuta attenzione e consapevolezza dell’importanza dell’aria che respiriamo e dell’igiene dei luoghi che frequentiamo, perché rimangano vive così come rimarranno tutti gli altri virus, batteri con la loro sempre accresciuta antibiotico resistenza e patogeni che convivono con noi.

Michele, quanto l’ottimizzazione energetica può incidere nel tema del risparmio energetico? E quali possono essere le strategie?

«L’efficienza energetica è fondamentale. Prima ancora di parlare di produzione di energia, che ci auguriamo possa arrivare presto ad essere al 100% da fonti rinnovabili, sarebbe bene parlare proprio di riduzione degli sprechi, enormi, che ancora esistono in tantissimi ambiti della nostra quotidianità. Se pensiamo all’abitare, ad esempio, possiamo efficientare casa in molti modi, dall’involucro con un cappotto termico, al soffitto, ai doppi vetri. E non pensiamo che siano per forza interventi complessi e costosi, esistono anche soluzioni rapidissime e davvero economiche: penso ad esempio all’insufflaggio nelle intercapedini e nei sottotetto, un intervento che si può realizzare in una giornata, senza cantiere e senza neppure dover liberare la casa. O alla stessa centralina per il risparmio energetico di Eless, un vero gioiello tecnologico, che può portare a un risparmio fino al 30% e si installa all’impianto esistente con molta facilità e costi ridicoli. Molto spesso si tratta solo di conoscere queste tecnologie!

Se pensiamo ai trasporti, è possibile convertire l’enorme parco veicoli – specialmente quelli pesanti – dal diesel al dual-fuel col metano o ancora meglio col biometano che è carbon neutral, una soluzione che può abbattere drasticamente le emissioni e i costi.

Praticamente in ogni ambito è possibile ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza, generando un importante risparmio energetico, oltre che tanta occupazione e una riduzione significativa degli inquinanti.

Dario, il tipo di interventi che voi proponete che tipo di impatto ambientale e/o energetico hanno?

I sanificatori in continuo Jonix che stiamo proponendo alle P.A. oltre che alle aziende di trasporto pubblico, hanno un basso impatto ambientale. Gli apparecchi hanno consumi tra i 10W per un’aula e un appartamento medio e i 36W per una palestra; nessun prodotto chimico; nessun filtro da smaltire; pochissima manutenzione e ricambi dopo anche 2 anni. Nelle scuole e negli uffici in particolare si eviterebbero gli sprechi energetici e la creazione di ulteriore inquinamento indotti dalle disposizioni di obbligo di apertura delle finestre, (oltre all’evidente disagio di lezioni al freddo) e di divieto di ricircolo dell’aria interna per gli impianti aeraulici.

Come più volte anche suggerito anche dall’ex Ministro Lorenzo Fioramonti, oggi le tecnologie permettono interventi immediati perché la scuola e le attività possano rimanere aperte in sicurezza. La nostra proposta come Eless – formulata per le amministrazioni che avessero terminato i fondi a disposizione per il Covid – e che ha riscosso notevole interesse dei dirigenti scolastici soprattutto dell’associazione Scuole in Rete, è stata quella di coniugare la necessaria installazione dei sanificatori Jonix di cui siamo rivenditori autorizzati, con il nostro Sistema di Termogestione Eless Calor per efficientare, con risparmi dal 10% al 30%, gli impianti di riscaldamento e ACS. Il Sistema è infatti proposto anche in condivisione di risparmio, offrendo l’opportunità così alle P.A. di rientrare in pochi anni della spesa.

Michele, girando per il mondo si vedono situazioni intollerabili di igiene e di spreco energetico: è possibile e auspicabile prevedere strategie di sanificazione ed efficientamento per zone più svantaggiate del pianeta? Voi state lavorando anche in questo senso?

Essendo stato oltre 20 volte in Africa occidentale come volontario, ho visto di persona quello a cui ti riferisci. I problemi principali per la salute derivano dalle carenze igieniche, spesso legate alla povertà e ancor più alla mancanza di consapevolezza su questo punto fondamentale. La soluzione in questo caso è soprattutto nell’istruzione e nell’educazione alla salute per i giovani e nella sensibilizzazione per gli adulti.

Oppure, per quanto riguarda la qualità dell’aria, dall’uso di legna da ardere all’interno di spazi chiusi, specie nelle capanne per quanti abitano nei villaggi, da cui derivano problemi anche molto gravi alla respirazione (fino al tumore ai polmoni) e agli occhi.

I numeri a livello globale sono impressionanti: i decessi prematuri causati dall’inquinamento ambientale superano quelli causati da tutte le guerre in corso (fonte: Unep).

Di sprechi in realtà non ne ho visti molti, sono molto più attenti di noi, più che altro spesso mancano le alternative alla legna o al carbone; alternative che però ora si stanno diffondendo molto rapidamente, specialmente per quanto riguarda l’energia solare, anche grazie a una volontà politica locale che spesso si incontra con le strategie degli organismi internazionali.

Noi come Ecofuturo abbiamo raccolto negli anni tante eco-tecnologie lowcost che trovano applicazione nei Paesi del sud del mondo, sempre con l’intento di farle conoscere affinché possano diffondersi sempre più.

Dario, vale lo stesso discorso anche per la questione della sanificazione d’aria in continuo?

Certamente! C’è un mercato estero di sanificazione in continuo dell’aria in sud e nord Africa, centro e sud America, Asia e Medio Oriente in continua e importante espansione, con notevole interesse. La tecnologia della ionizzazione è forse per noi una novità, ma è ormai una realtà affermata nella prevenzione da anni, soprattutto in Asia.