Senegal: la fine del regno?

06.03.2021 – Dakar – N’diaga Diallo

Senegal: la fine del regno?
(Foto di Energia per i diritti umani)

L’eliminazione degli oppositori politici dalla corsa alle elezioni presidenziali è un dato permanente in Senegal, lo sport preferito del presidente Macky Sall dal 2012…

Ousmane Sonko è il presidente del partito Pastef (Patriotes du Sénégal pour le Travail, l’Ethic et la Fraternité) e deputato dal luglio 2017, arrivato terzo alle ultime elezioni presidenziali con il 15,67% dei voti. Al momento è vittima di un complotto di Stato attraverso un’accusa di presunta violenza sessuale. Questa accusa spregevole non sta in piedi, con un fascicolo vuoto e con un coinvolgimento di persone appartenenti alla cerchia di Macky Sall – che giocano agli apprendisti dittatori – divenuto palese agli occhi di chiunque. La sua immunità parlamentare è stata revocata nonostante il fatto che i verbali delle audizioni dei poliziotti non abbiano portato a nulla. Dopo il caso Khalifa Sall (ex sindaco di Dakar) questa nuova offensiva verso un leader dell’opposizione è un esempio dei costumi politici del regime. Del gangsterismo di Stato!!!

Quando un potenziale candidato dà fastidio si usa la giustizia come strumento per eliminarlo. L’unica colpa di Sonko è quella di essere il potenziale futuro presidente. Macky Sall ha intenzione di candidarsi per un terzo mandato, cosa illegale per la costituzione. Nella sua ottica bisogna dunque tentare di liquidare Sonko in qualche modo, rendendolo ineleggibile dopo aver macchiato la sua fedina penale.

La sua convocazione da parte del decano dei giudici è stata un momento di forti mobilitazioni, soprattutto di giovani, per accompagnare il suo convoglio di auto, tra le provocazioni della polizia istigata dal prefetto di Dakar. La conseguenza è stata il suo sequestro da parte del GIGN (Forze speciali della gendarmeria) che gli ha notificato uno stato di fermo in caserma. Il suo arresto e le proteste che lo hanno seguito rivelano frustrazioni accumulate soprattutto tra i giovani, ai quali la gestione economica e sociale del regime ha proposto come uniche prospettive la capacità di cavarsela o la tentazione della traversata quasi suicida dello Stretto di Gibilterra.

Questa violenza, il cui principale responsabile è il regime, con la sua polizia politica e i suoi giudici “non indipendenti e deboli”, ha avuto come effetto l’apertura di un nuovo capitolo di manifestazioni popolari contro il dispotismo, a Dakar e in tutte le regioni del paese. Senza contare i fattori acceleratori delle conseguenze sociali, sanitarie, economiche, psicologiche del Covid-19, il coprifuoco da due mesi dell’asse Dakar-Thiés…

I simboli del capitalismo francese sono stati saccheggiati o distrutti (i grandi centri commerciali Auchan, i distributori di benzina Total)… Del resto, il problema tra la Francia e il Senegal non è sicuramente la solidarietà tra i due popoli. Arrivano messaggi di vicinanza, per esempio da Jean Luc Mélenchon e da molte organizzazioni del mondo politico-sociale francese, il partito comunista francese e molti amici da tutto il mondo, come dall’Italia, dall’Argentina e dalla diaspora senegalese. Il capitalismo francese sfrutta e opprime il popolo francese tanto quanto quello senegalese ed altri ancora…non si faccia di tutt’erba un fascio colpevolizzando tutti i francesi in quanto tali.

Alcuni militanti del movimento sociale – come il nostro fratello Guy Marius di FRAPP-France Dégage (Front de Lutte Panafricanisme et anti-impérialiste) sono stati arrestati e sottoposti a sevizie e torture tra le più degradanti. Lasciati nudi in cella d’isolamento per giorni. Alcuni segnali televisivi sono stati interrotti, internet è stato rallentato e a tratti chiuso in alcune località.

Le mobilitazioni in corso nei distretti di Dakar, all’università Cheikh Anta Diop e in tutte le regioni hanno visto molti arresti, feriti e alcune vittime. Ciò ha l’effetto di galvanizzare ulteriormente i manifestanti – compresi anche adolescenti di 15 anni, 16 anni – di fronte alle forze della repressione. Tutte le regioni del paese sono coinvolte…Un momento di insurrezione popolare…

Ieri, 5 febbraio, il bilancio delle vittime è stato di 9 manifestanti caduti sotto i proiettili delle forze di sicurezza. Le manifestazioni e le marce sono state oggetto di provocazioni da parte delle milizie al soldo della coalizione presidenziale sotto gli occhi benevoli della polizia. È come se “la violenza legittima” di cui si sta vergognosamente avvalendo il regime morente di Macky Sall fosse attualmente subappaltata a orde di assassini armati di mazze, sbarre di ferro e fucili a pompa. È uno sforzo inutile!!!! Il regime è colpito al cuore, si cominciano a sentire voci dissonanti, anche nelle sue stesse file. La testa è stata colpita. Un’atmosfera di fine regno galleggia nell’aria inquinata dai gas lacrimogeni.

Questa mobilitazione diversificata e plurale assomiglia ovviamente a qualsiasi insurrezione conosciuta. Forze guidate dal regime si infiltrano nelle nostre manifestazioni. Ci sono scontri e molti danni, come è tipico di queste situazioni. Per il regime è un’ottima chance per cercare di demonizzare e screditare il movimento sociale, presentandolo come “bande di teppisti e terroristi”. In questa terminologia, i metodi di Macky ricordano ciò che sta accadendo nel mondo quando i governi perdono il controllo delle popolazioni.

Da un anno a questa parte il contesto generato dal Covid19 ha sottoposto le persone a condizioni difficili, perdita di reddito, carestia dilagante. Il governo ha approfittato delle misure sanitarie per limitare molte conquiste democratiche e sociali. Il popolo era stufo e il caso Sonko è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il detonatore…l’esplosione sociale era prevedibile.

È in corso la realizzazione di un nuovo paradigma. Negli ultimi anni abbiamo sperimentato un netto indietreggiamento nel campo delle conquiste democratiche raggiunte. Anche una semplice autorizzazione a manifestare sembra un miracolo. Dobbiamo fermare questa caduta impegnandoci per una democrazia reale che è l’unica a poter aprire la prospettiva di una società solidale in cui nessun essere umano sia al di sopra di un altro…

Bisogna sapersene andare in pace e senza violenza Macky!!! No al terzo mandato!!!

Forse l’odore del petrolio e del gas scoperti ci rende folli?

Liberazione di tutti i detenuti politici e abbandono di tutte le cause legali!