Sosteniamo una pagina facebook per la promozione delle persone disabili, di un collega corsista

Promozione della Pagina Facebook Business no profit nell’ambito del nuovo Piano
Editoriale del Corso Progetti Digitali e Web: “Amici per far attuare la Convenzione delle
Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili”: https://www.facebook.com/Amici-per-farattuare-la-Convenzione-ONU-sui-diritti-delle-persone-disabili-108172964207935/
Marco Farinelli per Progetti Digitali e Web, di cui il contributo di tutti è benvenuto e benedetto, con la premessa che non so perché oggi 11 febbraio stresso mi sono così “riscaldato” in aula virtuale, non è da me perché la mia indole è pacifica, e non è nemmeno un tono politico che utilizzo, essendo per Facebook soggetto politico a tutti gli effetti, forse anche l’emozione di aver risolto i problemi audio
bypassandoli con il cellulare e l’opportunità e la liberazione di poter tornare a parlare in pubblico,
essendo timido a voce, ma di una cosa che mi sta veramente a cuore. Tutto ciò non è una scusante, e
chiedo perdono alla Project Manager Dottoressa Stefania Del Vecchio, con la Docente la Dr.ssa Silvia
Calvi e gli altri Docenti e Voi tutti colleghi Corsisti, e vi assicuro che questo mio comportamento non si
ripeterà più e al massimo la Pagina Facebook è assertiva, e altresì validata alla fonte, ma totalmente
pacifica: così come lo sono io, peraltro definito da una psicologa “avvocato e psicologo di me stesso”
ma non avevo tra l’altro preso il tranquillante maggiore della mattina.


INTRODUZIONE: Pagina Facebook Business per il no Profit, “Amici per far attuare la
Convenzione ONU dei diritti delle persone disabili”:
“Amici per far attuare la Convenzione ONU dei diritti delle persone disabili” nasce spontaneamente da
una mia esigenza di giustizia durante il primo lockdown dell’aprile scorso, il 24 aprile 2020, creando la
mia prima Pagina Facebook in autoapprendimento, e si vede perché è lungi dall’essere perfetta,
parlando al plurale come Comunità Virtuale nel linguaggio del loro padre fondatore Howard Rheingold
e riprendendo il linguaggio delle “amicizie” su Facebook, avendo immediatamente contato e ricevuto le
adesioni dei miei amici reali, così facendo chiamandoci al plurale per sensibilizzare più persone possibili,
a non lasciare indietro i disabili bambini e disabili adulti, come è successo durante il pieno del
coronavirus, e di attuare senza ulteriore indugio, come da un decennio, ciò che è appunto già esistente
stato dell’arte dell’ONU sui Diritti Umani e al contempo Legge dello Stato sui diritti delle persone
disabili, dove con la Legge 3 marzo 2009, n. 18 il Parlamento Italiano ha autorizzato la ratifica della
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e del relativo Protocollo
Opzionale – che testimonia la libera volontà dell’Italia di adempiere in assoluto alla Convenzione ONU –
quando la Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili è stata sottoscritta dall’Italia in prima
istanza il 30 marzo 2007.

La Convenzione ONU è stata recentemente anche ripresa dall’Unione Europea avente “duplice” valore
vincolante per gli Stati Membri quali l’Italia rispetto al Diritto Internazionale nell’ambito dell’Unione
Europea e nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili stesse, che
è una misura strutturale del quale il Paese ha ora più che mai bisogno invece di lasciare indietro le
persone disabili compresi i bambini tutti, disabili compresi, come già rivelatomi all’epoca da addetti ai
lavori: osando chiedere pubblicamente e mettendomi in gioco in prima persona come soggetto politico,
l’implementazione almeno dell’articolo 28 che ho individuato io come articolo “protettivo” della
Convenzione ONU, per non sottrarre ai non disabili in difficoltà ingenti risorse che l’attuazione della
Convenzione ONU richiederebbe. L’articolo 28 da me individuato, e che non nego affatto che qualsiasi
esperto potrebbe fare di meglio: “Adeguati livelli di vita e di protezione sociale delle persone disabili” e
inserito nel “Cura Italia” oramai storia, arrivati senza alcuna sensibilità politica per le persone disabili
tutte in almeno al 5° Ristori più il bis e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di cui nessuna misura
specifica per il disabili tutti o nemmeno quelli della Legge 68/99, mentre 300.000 bambini disabili già
allora sono stati relegati all’insegnamento a distanza con la chiusura delle scuole, avendo già
ovviamente senza loro colpa alcuna, gravato sulle rispettive famiglie, mentre i disabili adulti, soprattutto
i disabili gravi e gravissimi, dapprima hanno sofferto della chiusura dei Centri Diurni senza assistenza
domiciliare, ma poi è parso andare meglio sebbene non nella formulazione estensiva e vaga del Decreto
dell’ex-Premier Conte del 26 aprile u.s., tanto criticata dagli educatori dei Centri Diurni che queste zone
protette le animano e che vogliono linee guida nazionali. Ricapitolando in conclusione al paragrafo,
essendoci già lo stato dell’arte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi, dove rientra la
Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, perché non implementare quella che è una misura
strutturale e Legge dello Stato da oltre 10 anni invece di fare interventi selettivi, spot e ad hoc? La
recente sentenza della Cassazione sugli invalidi totali è veramente preziosa, però se non estesa a tutti i
disabili bisognosi, come a mio avviso è giusto che sia anche e proprio nello spirito della Convenzione
ONU sui diritti di tutte le persone disabili, potrebbe tra l’altro innescare una “guerra tra poveri”, che non
mi riguarda, ma che è bene sottolineare.
Rispetto quindi a chi è già svantaggiato, come i bambini disabili e i disabili adulti dove non si intendono
solo i disabili al 100% e/o coloro gravi e gravissimi con o senza la L.104 per cui grazie alla Cassazione
qualcosa è stato fatto, ma è la punta di un iceberg rispetto alla quale sta montando nell’opinione
pubblica anche l’aiuto almeno ai disabili dal 74-99%, cioè della L.104, di cui anche per loro vivere con
287 euro al mese e salvo tetto di reddito è simmetricamente un pari trattamento come prima
dell’intervento della Cassazione ai disabili totali, ed è grave perché rappresenta una violazione della
legge a tutti gli effetti, irrispettosa dei diritti umani e della dignità umana della disabilità e della malattia,
così come l’Italia, repetita iuvant, da più di 10 anni deve implementare tutta la Convenzione delle
Nazioni Unite compreso il Preambolo, i 40 articoli e il Protocollo Opzionale (tutti reperibili dalla Pagina
Facebook), e così come facilmente prevedibile, non solo un disabile al 100% con 285 euro al mese non
vive, come da sentenza della Cassazione, ma non bastano per alcun disabile.
Grazie alle tecniche di Facebook marketing apprese nel corso ABEA in Social Media Marketing abbiamo
ottenuto risultati straordinari, e con l’aggiunta di 473 “Mi Piace” dell’inserzione come da piano
editoriale, siamo arrivati a 746 “Mi Piace” con quasi altrettanti follower, e con l’effetto moltiplicatore sui
post organici esistenti, e con il “diritto di avere diritti” (Stefano Rodotà) stamattina eravamo circa 1.250
adesioni (follower), e grazie a voi ora siamo 1.256.

Principali aggiornamenti dalla decennale ratifica dell’Unione Europea della
Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, e aggiornamento dal terzo settore
per la “coesione sociale” voluta esplicitamente anche dal Premier Incaricato Draghi:
Premesso che è di grande attualità, e speranza, che a dieci anni dall’entrata in vigore nell’Unione Europea
della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, nelle prossime settimane la
Commissione Europea presenterà una nuova strategia per le persone con handicap. Così in una nota
l’Esecutivo Europeo. Negli ultimi anni l’Unione, attraverso la strategia per la disabilità 2010-2020, si è
impegnata a trasferire in realtà le disposizioni contenute nella Convenzione ONU e a sostenere gli sforzi
degli Stati membri nel proteggere i diritti e l’eguaglianza delle persone disabili.
L’inserimento di questo tema in cima all’agenda dell’Unione Europea ha portato all’elaborazione di
politiche per migliorare l’accessibilità degli 87 milioni di persone con handicap in Europa a diversi settori,
come l’istruzione e la formazione, oltre che ai diritti sociali e all’assistenza sanitaria, compresa la
questione critica anche in Italia delle vaccinazioni anti-Covid 19.
“L’Unione Europea ha più di 87 milioni di persone con disabilità” – ha ribadito Helena Dalli, Commissaria
dell’Unione Europea per la Parità. Possiamo riuscire a migliorare la situazione delle persone con disabilità
solo con il pieno sostegno degli Stati membri dell’Unione Europea e con misure nazionali rafforzate”.
La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) che è l’organizzazione ombrello che
raggruppa le più rappresentative Associazioni di persone con disabilità e dei loro familiari, dopo la lettera
ufficiale inviata qualche settimana fa al governo, ha chiesto di nuovo chiarimenti sui tempi e modalità. “È
urgente e prioritario, diceva la lettera, che le principali Federazioni di Associazioni di persone con
disabilità possano dare concrete risposte alle migliaia di richieste di informazioni che stanno giungendo
in questi giorni”. In linea con le preoccupazioni dell’Unione Europea, La FISH aveva inoltre chiesto
delucidazioni, “su come si potranno vaccinare le persone con disabilità, con quale iter procedurale,
presentando quale documentazione”. Domande che erano rimaste senza alcuna risposta. Per questo, la
FISH si è rivolta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo che Mario Draghi ascolti il
mondo della disabilità, insieme alle parti sociali.
“Se oggi l’obiettivo del nostro Paese è la coesione sociale – ha sottolineato infine la portavoce del Forum
Terzo Settore, Claudia Fiaschi, in carica dal febbraio 2017 e da sempre attiva nel settore della
cooperazione sociale, con particolare attenzione al mondo dell’educazione e dell’infanzia – che ha
incontrato il Premier incaricato Draghi il 10 febbraio, “È stata l’occasione per rappresentare al Presidente
incaricato il contributo che il Terzo Settore (indubbiamente, N.d.R.) sta dando nell’emergenza sociale ed
economica che attraversa il Paese e le proposte per sprigionarne il potenziale nella fase di rilancio”— e
quindi rafforzare le relazioni sociali e i legami di fiducia, organizzare le aspirazioni di benessere e di
sviluppo delle persone, facendo convergere verso tali prospettive l’iniziativa di tutti gli attori della
comunità, dove il Terzo settore è pronto a dare un contributo importante. Questo richiede una grande
consapevolezza da parte delle istituzioni, e un forte investimento per consolidare questa grande risorsa
del Paese”. Tipologie di contenuti da creare per il raggiungimento degli obiettivi – indicando risorse
aggiuntive se necessarie.

(essendo molto lungo il contributo si da spazio ad una parte di esso: si può chiedere a quaccheri@libero.it)