Omosessuali “soggetti a rischio”: bufera nella Asl ligure, poi le scuse.

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Per la Asl5 della Spezia l’omosessualità è un comportamento considerato “a rischio” come la tossicodipendenza e la prostituzione.

A denunciarlo è il giornalista e consigliere della regione Liguria Ferruccio Sansa su Facebook, mostrando un modulo di richiesta di somministrazione del vaccino contro il Covid-19, prodotto dalla stessa ASL, dove vengono elencate 30 categorie di persone maggiormente sensibili all’esposizione al virus.

Al punto numero 10, incredibilmente, si nota la dicitura “omosessuale” come specifica di “soggetto con comportamento a rischio“, accanto a “tossicodipendente” e “soggetto dedito alla prostituzione“.

A ben vent’anni dalla cancellazione dell’omosessualità come comportamento a rischio per la donazione del sangue, ci si trova ancora a combattere contro pregiudizi ingiustificati nei confronti dei cittadini LGBT+. Una discriminazione in piena regola che dimostra, oggi come non mai, quanto sia importante portare a casa la legge Zan contro l’omotransfobia.

È poi pleonastico ricordare che ad essere considerati “a rischio” non sono gli orientamenti sessuali ma i comportamenti (come ad esempio avere rapporti sessuali non protetti), indipendentemente dal sesso di preferenza.

La denuncia di Ferruccio Sansa

«Ci augureremmo che fosse un fake», ha commentato Sansa sul suo profilo Facebook, riportando la tortuosa indagine per risalire ai responsabili «abbiamo cercato di chiedere informazioni all’Asl5: dopo 13 telefonate senza risposta – compresi l’ufficio relazioni con il pubblico e il servizio covid-19 – finalmente l’ufficio igiene pubblica e vaccinazioni ci ha risposto: “Sì, conosciamo quel foglio, ma l’ha fatto un altro ufficio”. Chiediamo alla Regione, ad Alisa e all’Asl5 come sia stato possibile inserire – senza la benché minima evidenza scientifica – l’essere omosessuali nelle categorie di comportamenti a rischio».

Come spiegato poi dal quotidiano la Repubblica, in una prima ricostruzione dell’Asl spezzina, l’ipotesi più accreditata era quella di aver elaborato “un vecchio documento usato per le donazioni di sangue, quando ancora l’omosessualità era indicata tra i comportamenti a rischio“, circostanza piuttosto dubbia perché, come già spiegato, in Italia non è più richiesto di dichiarare la propria omosessualità per donare il sangue dall’aprile del 2001, e suona decisamente poco credibile che in vent’anni non si abbia avuto modo di aggiornare un semplice file word.

Il documento, però, risulterebbe essere un modulo ufficiale e risalente ad ottobre del Ministero della Salute, scaricabile dalla rete Intranet della Asl e a disposizione degli operatori sanitari impiegati nell’anagrafe vaccinale.

Se si tratta di un errore o un’azione con un preciso intento discriminatorio non è dato saperlo, ma l’Asl non ha esitato a porgere le proprie scuse per aver utilizzato «classificazioni che nella nostra cultura non sono corrette».

Lo stesso direttore generale della Asl5 Paolo Cavagnaro, contattato dall’ANSA (che parla impropriamente di gaffe), ha ammesso l’errore e chiesto scusa alla comunità Rainbow ligure.

Le reazione politiche, Toti “errore inaccettabile”

Ben presto la questione si è trasferita dal piano sociale a quello politico.

Se i consiglieri di Articolo 1 e PD Davide Natale e Luca Garibaldi chiedono scusa ai cittadini liguri «per non essere riusciti ad evitare di essere governati da una classe dirigente di questa natura» e la deputata di Italia Viva Raffaella Paita urla alla vergogna su twitter, è il governatore Giovanni Toti, che detiene anche le deleghe alla Sanità, a gettare acqua sul fuoco stigmatizzando fermamente quanto accaduto in Asl5

In una nota del suo ufficio stampa, Toti parla di “comunicazione fortemente discriminatoria” e di “errore inaccettabile” Il presidente Toti, si legge nella nota, “ha dato immediatamente mandato alla Asl5 di ritirare la comunicazione e agli uffici di avviare un’indagine per individuare le responsabilità e adottare provvedimenti disciplinari“.