Esiste un problema sulla “Legge islamica” nel mondo: Arabia Saudita, commutata la condanna a morte di un minorenne al momento del reato

Noi abbiamo interrotto da anni i dialoghi coi laici sufi perchè anche loro non solo negano lo sterminio armeno dei cristiani ma ritengono valida la applicazione della “legge islamica” dove governano. Per chi sostiene i diritti umani è inconcepibile questa posizione e non recitiamo parti di dialogatori con chi rifiuta l’inviolabilità della vita umana. Di tutti perchè tutti hanno la particella di Dio in loro. E sono sacri.

07.02.2021 – Riccardo Noury

Arabia Saudita, commutata la condanna a morte di un minorenne al momento del reato
(Foto di Amnesty International)

Una rara buona notizia è arrivata dall’Arabia Saudita. L’ha data, la sera del 7 febbraio, la sua famiglia: la condanna a morte di Ali al-Nimr è stata commutata in 10 anni di prigione e, considerati i nove anni già trascorsi in carcere, la scarcerazione dovrebbe aver luogo entro il 2022.

Ali al-Nimr, nipote del leader della minoranza sciita Nimr al-Nimr messo a morte nel gennaio 2016, era stato arrestato nel febbraio 2012 per reati relativi alle proteste degli sciiti nella Provincia orientale. All’epoca aveva 17 anni.

Era stato condannato a morte nel 2014, insieme ad altri due minorenni, Dawood al-Marhoun e Abdullah al-Zaher, rispettivamente 17 e 15 anni all’epoca del reato.

Nel 2020 un decreto reale aveva ordinato che le condanne a morte emesse nei confronti di rei minorenni venissero commutate. Intorno alla metà del 2021 la Procura dello Stato aveva disposto la revisione di tutte le condanne a morte di questo genere.

Non è chiaro se la revisione delle condanne di Dawood al-Marhoun e di Abdullah al-Zaher sia terminata e se le loro sentenze siano state a loro volta commutate.