154 FRUSTATE IN PUBBLICO IN UNA MOSCHEA A DUE GAY IN INDONESIA… Altro che luoghi di culto!

Sì, abbiamo bisogno di una giornata dell’orgoglio gay. Dobbiamo continuare a rivendicare e a scendere in piazza per chi non può farlo, per chi non più con noi e per chi verrà. E per notizie come questa con cui è cominciata la giornata: una coppia gay di adulti in Indonesia è stata punita con 3 mesi di prigione e 154 frustate (77 per ognuno di loro) per aver fatto sesso consensuale.

Non si tratta più dell’impossibilità di adottare o di accedere al matrimonio egualitario, ma del fatto che ci sono paesi in cui essere gay è un crimine punibile con la morte, il carcere e anche con pene fisiche tipiche di tempi lontani che purtroppo hanno raggiunto i nostri giorni. L’Indonesia è proprio uno di questi paesi.

Questa coppia di ventenni, affittava una stanza per vedersi di nascosto e fare sesso, ed è stata una soffiata dei vicini ad allertare la polizia, che li ha colti in flagrante. Secondo la Sharia, la sodomia è punibile con la reclusione e 80 frustate… che sono state poi ridotte a 77. Sì, sì, avete letto bene.

Non c’è stata più clemenza di questa e la punizione è stata eseguita con loro inginocchiati in mezzo a una folla e con le loro rispettive madri che ne erano testimoni. Le immagini hanno fatto il giro del mondo e sono scioccanti, il suono, l’asta di legno, i carnefici con le maschere… tutto.

L’evento in sé è orribile, ma è ancora più scioccante che ci siano persone che vengono a vederlo o le dichiarazioni a cui abbiamo assistito dopo. Colpisce che due giovani donne spieghino che la punizione non è sufficiente, che dovrebbero fare qualcosa di più per rieducarli (sic).

Che esistano tali leggi è un’aberrazione contro i diritti umani, ma che ci siano persone che sentono il bisogno di denunciarle, andare alla giustizia e chiederne altre più dure rende chiaro che siamo ancora lontani dall’essere uguali alle persone eterosessuali (nel caso fosse necessario ricordarlo).

Fa infine riflettere che mentre all’estero la notizia e il video sono stati ampliamente diffusi per denunciare l’accaduto (il video è stato attinto dalla televisione nazionale spagnola), in Italia la notizia è passata totalmente inosservata nei mass media generalisti.

Per motivi di saggezza non mostriamo il video per le immagini cruente della fonte RTVE Noticias.