USA: 100 pubblici ministeri chiedono a biden di abolire la pena di morte

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USA: 100 PUBBLICI MINISTERI CHIEDONO A BIDEN DI ABOLIRE LA PENA DI MORTE FEDERALE

In rosso gli Stati che prevedono la pena di morte e la appplicano

USA: 100 PUBBLICI MINISTERI CHIEDONO A BIDEN DI ABOLIRE LA PENA DI MORTE FEDERALE
Dopo la follia delle esecuzioni di Trump, i pubblici ministeri vogliono che il presidente Joe Biden commuti le condanne di coloro che si trovano nel braccio della morte federale e ponga fine alla pena capitale una volta per tutte.
Durante l'ultima settimana in carica di Donald Trump, il governo federale ha giustiziato tre detenuti del braccio della morte federale. In sette mesi, nella parte terminale del suo mandato, l'amministrazione Trump aveva supervisionato un numero record di 13 esecuzioni, una follia omicida senza precedenti nella storia moderna degli Stati Uniti.
Ora, una coalizione di pubblici ministeri e procuratori generali chiede a Biden di porre immediatamente fine alla pena di morte federale, definendola "un attacco alla dignità umana e un affronto ai valori americani".
In una lettera inviata lunedì (25 gennaio), quasi 100 leader della giustizia penale hanno implorato Biden di commutare le condanne di tutti i condannati a morte federali e di istruire i pubblici ministeri federali affinché non chiedano la pena di morte in casi futuri.
"La pena di morte è un'istituzione arcaica e fallita che ha le sue radici nel razzismo e troppo spesso punisce gli innocenti", ha detto Miriam Krinsky, direttore esecutivo di Fair and Just Prosecution ed ex procuratore federale, che ha organizzato la lettera. "La crudele e spietata follia omicida della precedente amministrazione ha minato la già fragile fiducia nel sistema giudiziario e ha rivelato che una semplice sospensione delle esecuzioni non è affatto sufficiente".
L'amministrazione Trump ha riavviato le esecuzioni federali la scorsa estate, nel bel mezzo della pandemia di coronavirus. Erano 17 anni che il governo federale non effettuava esecuzioni.
Tra le persone giustiziate dal governo federale c'era Lisa Montgomery, una donna malata di mente che è stata torturata sessualmente da bambina; Dustin Higgs, che ha sostenuto la propria innocenza fino alla sua morte; e Corey Johnson, che aveva una disabilità intellettiva. Sia Higgs che Johnson si stavano riprendendo da COVID-19 al momento della loro morte.
La lettera, firmata da un certo numero di avvocati statunitensi ed ex funzionari del Dipartimento di giustizia, tra le altre cose dice: "Ora sappiamo anche che non abbiamo giustiziato il peggio del peggio, ma spesso invece abbiamo messo a morte i più sfortunati tra gli sfortunati - gli impoveriti, i mal rappresentati e i più distrutti".
“Di volta in volta abbiamo giustiziato persone con una lunga storia di malattie mentali debilitanti, infanzia segnata da indicibili abusi fisici e mentali e disabilità intellettive che hanno impedito loro di condurre una vita adulta indipendente. Abbiamo giustiziato individui con avvocati così trascurati nei loro doveri e obblighi che non si sono mai preoccupati di scoprire lunghe storie di malattie e traumi. Probabilmente abbiamo anche giustiziato degli innocenti".
Secondo il Death Penalty Information Center nel braccio della morte federale dovrebbero essere rimaste 49 persone, anche se nei giorni scorsi la condanna a morte di uno dei 49, quella di Kenneth Barrett, è stata annullata da una corte d’appello federale.
Durante la sua campagna presidenziale, Biden si è impegnato ad abolire la pena di morte federale, e a far riesaminare tutti i casi del braccio della morte federale. Non è chiaro se per “rivedere i casi” si debba intendere che commuterà le condanne. C’è da dire che la soluzione più facile sarebbe limitarsi a non ordinare nuove esecuzioni, ma probabilmente l’orrore suscitato dalle troppe esecuzioni ordinate da Trump potrebbe indurre Biden a mosse più decise. Se la pena di morte federale venisse abolita, la legge non sarebbe necessariamente retroattiva, ma nel corso degli anni successivi tutte le condanne verrebbero comunque riviste, seppure una per volta, e passando dai tribunali. È già successo in diversi stati: quando il Governatore non ha ritenuto di intestarsi provvedimenti di commutazione collettiva (che negli Usa vanno sotto la definizione di “clemenza”), negli anni successivi i tribunali hanno preso atto che nello stato non era più possibile compiere esecuzi
 oni, e quindi le condanne a morte dovevano essere rimodulate.
Le esecuzioni federali hanno luogo in una prigione a Terre Haute, Indiana, che ospita l'unica camera della morte federale negli Stati Uniti. La lettera chiede a Biden anche di ordinare che la camera della morte venga smontata in modo che non venga mai più utilizzata.
"Le chiediamo non solo di sostenere gli sforzi legislativi per porre fine alla pena capitale federale, ma di prendere tutte le misure in suo potere per smontare la macchina della morte e garantire che i futuri presidenti non possano giustiziare a volontà le dozzine di persone nel braccio della morte federale", dice la lettera. "Mantenere intatta la camera della morte a Terre Haute lascia il palcoscenico ancora pronto per indicibili crudeltà che dice più su di noi come società che su coloro che giustiziamo".
Contestualmente all’entrata in carica di Biden il 20 gennaio, anche 40 membri del Congresso hanno firmato una lettera in cui si chiede al nuovo presidente di commutare le condanne delle restanti persone nel braccio della morte federale.
(Fonte: Huffington Post, 26/01/2021)