Ghandi fu ucciso, con una pistola Beretta italiana, da un fanatico indù, per la sua apertura ecumenica agli indiani musulmani e la sua opposizione alla lacerante divisione della «madre India» tra indù e musulmani (il Pakistan).

Gandhi si chiedeva, dubitando: «Ho in me la nonviolenza dei forti? Solo la mia morte lo dirà. Se morirò pregando per il mio assassino e conservando in cuore il sentimento della presenza di Dio, allora soltanto sarà possibile dedurne che io ho la nonviolenza dei coraggiosi».