Meeting minutes serale

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In questa data nel 1834 (20 gennaio), nasce Michael Waldner. Ministro hutterita. È stato Michael, insieme a Jakob Hofer, a guidare gli Hutteriti, mentre hanno ristabilito la comunità di beni a Hutterdorf, Russia, nel 1859. (gli Hutteriti avevano abbandonato la comunità di beni 40 anni prima a Radichev, Ucraina. ))Michael era un fabbro per commercio. Così, i suoi seguaci diventarono noti come Schmiedeleut. Nel 1874, il suo gruppo è migrato nel South Dakota, vicino a Yankton, dove hanno fondato la colonia di Bon Homme (vedi foto). Fu il primo insediamento hutterite in America. Michael è morto a Bon Homme il 13 ottobre 1889. La colonia di Bon Homme è ancora lì. È la più antica di oltre 500 colonie hutterite negli Stati Uniti e in Canada.~ La Marginal Mennonite Society Hutterite History Series

L'immagine può contenere: abitazione, albero e spazio all'aperto

E’ l’immagine che usiamo su Facebook nel gruppo di preghiera che è stato hackerato da oltre un anno.

In questa data, nel 1758 (20 gennaio), un ex schiavo noto come Macandal fu bruciato sul rogo nella piazza principale di Cap Francais (ora Cap Haitien) a St. Domingue (ora Haiti).Dodici anni prima, quando aveva circa 18 anni, Macandal scappò dalla piantagione dove era stato ridotto in schiavitù. Per il decennio successivo, ha guidato un movimento sulle colline che ha energizzato migliaia di schiavi. Divenne noto come il ′′ Messia nero.” Il suo obiettivo era il finale della schiavitù ovunque. Ha profetizzato che i francesi sarebbero stati cacciati dal paese e che i neri avrebbero preso il controllo del proprio destino. Per anni dopo l’esecuzione di Macandal, diversi schiavi venivano bruciati ogni mese nella piazza della città per mantenere uno spirito di paura e intimidazione.~ La serie Marginal Mennonite Society Executions Heroes

Siamo costretti a leggere su Il Giornale la verità nascosta dal Governo italiano e dalle forze politiche che lo sostengono; lo riportiamo sapendo che non solo di preghiere per Patrick Zaki e i genitori di Giulio Regeni non sono tutto quello che può fare un cristiano. In primis mai odiare il “nemico” a volte è il tuo prossimo.

Leonardo consegna cinque elicotteri all’Egitto. Né il caso Regeni, né Zaki frenano il business

L’ordine è del 2019, per 24 pezzi. Al Cairo forniture militari per 10 miliardi

La notizia arriva dal Cairo e rimbalza in Italia grazie a un report di Banca Akros: l’Egitto, in affari con Leonardo, sta «silenziosamente» costruendo la sua flotta con gli elicotteri AW149 del gruppo italiano, avendo ricevuto 5 velivoli dei 24 super-medium-twins relativi a un ordine del 2019 per 871 milioni di euro.

Come racconta http://www.egyptdefenceexpo.com, citando documenti del ministero degli Esteri, l’affare è stato registrato nel rapporto 2019 sulle esportazioni di armi stilato dalla Farnesina per il Senato.

Una notizia positiva per Leonardo «dal momento che il gruppo italiano – spiega Akros – ha avuto problemi nella consegna dei suoi prodotti finiti a causa delle restrizioni legate alla pandemia». Ma che imbarazza il governo. I rapporti geopolitici nel Mediterraneo orientale si stanno muovendo velocemente, anche a causa delle mire espansionistiche della Turchia, e questo ha fatto riavvicinare Roma e Il Cairo. Tutta questa vicenda si intreccia però, inevitabilmente, con le indagini sull’omicidio di Giulio Regeni e con il caso di Patrick Zaki, lo studente egiziano iscritto all’Università di Bologna, detenuto da quasi un anno al Cairo. Un quadro che sta generando malumori e imbarazzo: è evidente, infatti, che al di là dei rapporti formali tra le istituzioni dei due Paesi, il business tra Italia e Egitto va avanti. D’altra parte, Leonardo è una società al 30,2% in mano al ministero del Tesoro, che indica i vertici e la maggioranza del cda. Le relazioni politico economiche sono buone anche se, ovviamente, si evita di pubblicizzarle. Si tratta, infatti, della seconda consegna «in sordina» di forniture militari all’Egitto da parte di industrie italiane. Il 23 dicembre Fincantieri ha consegnato alla Marina Militare dell’Egitto la fregata multiruolo Fremm Spartaco Schergat, ora ribattezzata «Al-Galala».

Tornando a Leonardo, le consegne più recenti sono avvenute alla fine del 2020, quando una coppia di elicotteri utility da 8,6 tonnellate è arrivata in Egitto tramite cargo dall’aeroporto di Milano Malpensa ad Alessandria Borg El Arab. Quei due velivoli numeri di serie 49066 e 49067 sono stati avvistati mentre effettuavano voli di prova pre-consegna in livrea dell’aeronautica egiziana dall’aerodromo di Venegono nel Nord Italia a novembre. Come si legge sul sito di Leonardo, l’AW149 è progettato per svolgere varie missioni tra le quali trasporto truppe, rifornimento, trasporto carichi, operazioni delle forze speciali, supporto aereo/scorta armata, comando e controllo, sorveglianza e ricognizione.

A inizio giugno 2020 il settimanale panarabo The Arab Weekly aveva scritto che l’Italia potrebbe vendere all’Egitto ben 6 fregate Fremm (4 nuove oltre le 2 citate all’inizio) e 20 pattugliatori d’altura di Fincantieri, oltre a 24 caccia Eurofighter Typhoon e numerosi velivoli da addestramento M-346 di Leonardo, più un satellite da osservazione, per 10,7 miliardi di dollari.