Karabach. Terra bruciata e gente in fuga

Xaliq Hümbetov, azero, cacciato 30 anni fa dal Karabach, ritorna a casa

Profughi nel Karabach, lo scorso autunno

La storia di Xaliq fa capire come l’esodo di massa di armeni e azeri dalla regione del Karabach, avvenuto tre decenni fa, abbia privato delle radici centinaia di migliaia di persone.

Ritorno dopo 27 anni

Il profugo azero ha avuto fortuna. Al suo ritorno nel villaggio di Suqovushan (in armeno: Madagiz), nel nordest del Karabach, riconquistato lo scorso autunno dall’esercito di Baku, Xaliq ritrova intatta la casa dov’è nato e cresciuto. Come la sua, anche altre case sono state risparmiate nel corso degli scontri.
Hümbetov dovette fuggire, nel 1993, all’epoca della prima guerra combattuta da Azerbaijan e Armenia per il controllo del Karabach. La regione, appartenente all’Azerbaijan, era abitata in prevalenza da armeni. “Vivevamo rispettandoci gli uni gli altri. Noi non siamo mai stati contro gli armeni”, dice Xaliq. Dopo la prima guerra, l’Armenia installò nel villaggio una base militare.
Nel 1993, quando dovette andarsene da Suqovushan, Xaliq Hümbetov aveva 14 anni. “Ho trascorso qui la mia infanzia”, dice. Dopo la recente riconquista azera, è tornato due volte a rivedere la sua casa, che durante la sua assenza era stata occupata da una famiglia armena.Xaliq Hümbetov

Prima della prima guerra, la famiglia di Xaliq possedeva pecore, cavalli e mucche. “Mio padre era un grande lavoratore”, afferma. Oggi i suoi genitori non ci sono più. Costretta a lasciare Suqovushan, la famiglia si trasferì in uno dei campi profughi nei pressi della città di Terter. Nel corso della seconda guerra, combattuta nell’autunno del 2020, l’artiglieria armena ha bombardato i campi di Terter. Molte famiglie sono state evacuate, ma Xaliq e altri uomini sono rimasti là, rintanati in un rifugio, mentre fuori esplodevano le bombe.

Parti invertite

La storia di Hümbetov rivela l’altra faccia del conflitto. È la storia dei profughi che durante la prima guerra del Nagorno Karabach, durata dal 1991 al 1994, sono stati scacciati dagli armeni. Ora, per fortuna, la guerra è cessata.
Xaliq Hümbetov si rallegra di poter ritornare a vivere a Suqovushan. Il villaggio non è ancora stato dichiarato agibile e può essere visitato solo con un permesso speciale. “Voglio ritornare con la mia famiglia”, dice il profugo azero. “I miei figli sono cresciuti col desiderio di ritornare qui”, aggiunge, “perché questa è la nostra terra”.
Nella seconda guerra del Karabach, le sorti si sono rovesciate. La maggioranza armena della popolazione ha dovuto fuggire, scacciata dall’avanzata delle truppe dell’Azerbaijan. Secondo fonti armene, lo scorso autunno circa 90’000 armeni sarebbero fuggiti, lasciando dietro di sé i propri averi e abbandonando le proprie case. Stando al ministero russo della difesa (dopo il cessate il fuoco del 9 novembre, la Russia ha inviato nel Karabach una forza di pace composta da duemila soldati, ndr.), circa 46’000 armeni sarebbero nel frattempo rientrati nella regione. Per quanto riguarda la popolazione azera, circa 40’000 civili sarebbero fuggiti dalle zone colpite dall’artiglieria armena.L’area degli scontri

Azeri più forti

La seconda guerra del Nagorno Karabach è terminata lo scorso 9 novembre, dopo 44 giorni di scontri durissimi. L’esercito armeno, chiaramente inferiore dal punto di vista tecnologico, ha dovuto cedere di fronte alla forza delle truppe dell’Azerbaijan. L’esercito azero ha conquistato i territori di Fizuli, Zangilan, Jabrail, Gubadli, la città di Shusha e altre località ancora. Durante i combattimenti sono caduti, stando a fonti ufficiali, oltre 3300 soldati armeni – ma molti sono ancora i dispersi -, e oltre 2800 soldati azeri. Tra i civili si contano più di cento vittime.
Molti di questi territori erano stati occupati dall’Armenia, durante la prima guerra, allo scopo di costituire una zona cuscinetto. L’Armenia non aveva infatti conquistato soltanto il Karabach, ma anche sette distretti appartenenti all’Azerbaijan, abitati in maggioranza da popolazione azera. La maggior parte delle migliaia di profughi della prima guerra del Nagorno Karabach proveniva da quei distretti.
Furono il crollo dell’Unione Sovietica e il susseguente inizio dei moti indipendentisti degli armeni del Nagorno Karabach a provocare, già nel 1988, una prima ondata di profughi armeni che lasciarono l’Azerbaijan.

André Widmer