La persecuzione dei cristiani in Cina peggiorerà nel 2021

È l’allarme lanciato da un recente rapporto pubblicato da Release International, organizzazione che sostiene i cristiani perseguitati in tutto il mondo

Neanche la pandemia ha arrestato la persecuzione in India e Cina, ed è probabile che le cose peggiorino nel 2021: è l’allarme lanciato da un recente rapporto pubblicato da Release International, organizzazione che sostiene i cristiani perseguitati in tutto il mondo.

Secondo Release International la Cina ha «comprato il silenzio della comunità internazionale» attraverso i rapporti commerciali. Durante il 2020 le chiese non registrate hanno continuato a subire saccheggi o sono state costrette a chiudere. I controlli sono aumentati: in alcune aree le autorità governative hanno costretto le chiese registrate a installare telecamere a circuito chiuso. I cristiani riferiscono anche che alcune chiese sono costrette a affiggere manifesti che proclamano le credenze comuniste.

«Il governo del presidente Xi Jinping accresce la sua “pulizia” di tutto ciò che rallenta l’agenda comunista», hanno detto i partner di Release. Le autorità cinesi «hanno comprato la libertà dalla censura attraverso il commercio che per molti paesi è essenziale per le proprie economie», hanno aggiunto. Il rapporto di Release International avverte che la Cina ha sfruttato la pandemia per aumentare la sua presa sulle chiese, in particolare quelle non registrate.

Bob Fu, leader di China Aid, organizzazione che quest’anno ha affrontato attacchi terroristici per il suo lavoro in difesa della libertà religiosa, ha affermato che il governo cinese ha accelerato la rimozione forzata delle croci dalle chiese durante la pandemia. «Il governo cinese sta cercando in tutti i modi di sfruttare il virus aumentando la repressione contro le chiese cristiane», ha detto. Mentre in India, il crescente nazionalismo indù è alla base dell’aumento della violenta persecuzione dei cristiani da quando il Bharatiya Janata Party (BJP) è salito al potere nel 2014. Gli attacchi a cristiani e chiese sono continuati solo dopo la rielezione del primo ministro del Bjp, Narendra Modi, con una schiacciante vittoria nel maggio 2019. Gli attacchi non si sono fermati neanche durante la pandemia: l’Alliance Defending Freedom ha registrato 225 episodi di violenza di matrice religiosa contro i cristiani nel 2020, rispetto ai 218 del 2019.

Nel rapporto si fa riferimento anche ad altri paesi come la Malesia, dove il governo appena formato sta utilizzando l’epidemia di Covid per i propri scopi. «Hanno chiuso chiese in tutto il Paese, dove la persecuzione è decisamente in aumento», hanno detto.

In Nigeria, i cristiani continuano ad essere attaccati dal gruppo terroristico Boko Haram e da militanti fulani armati. I partner di Release International affermano che gli attacchi stanno assumendo sempre più la caratteristica di una jihad. «Abbiamo assistito ad attacchi sistematici ben pianificati, ben orchestrati contro le comunità cristiane che non hanno nulla a che fare con la lotta per i pascoli», ha dichiarato Hassan John. «Questi attacchi sono guidati da un’ideologia islamista, volta a distruggere “gli infedeli” e, in molti luoghi, a cacciarli dalle loro comunità; mentre il governo, intenzionalmente o per omissione, chiude un occhio sulla carneficina in atto».

Nonostante le enormi sfide, quest’anno sono emerse anche alcune buone notizie. In Corea del Nord, uno dei paesi più duri nei confronti del cristianesimo, i credenti hanno visto nella pandemia un’opportunità: c’è stato ad esempio un raddoppio delle Bibbie distribuite quest’anno nonostante le restrizioni dovute al Covid. «Questo è stato l’anno più creativo a cui abbiamo assistito nella chiesa sotterranea fino ad oggi». E in Iran, i cristiani sono stati in grado di evitare la sorveglianza del governo incontrandosi online. «La persecuzione è in aumento in Iran: le autorità stanno vedendo la crescita del numero di convertiti e delle chiese domestiche e sono determinati a tutti i costi ad arginare questa crescita. Non c’è dubbio che il governo sia preoccupato per il fatto che i musulmani disillusi stiano diventando cristiani».

Commentando i risultati del rapporto, l’amministratore delegato di Release International, Paul Robinson, ha dichiarato: «I nostri partner ci dicono che gli attacchi contro i cristiani sono in aumento. Tuttavia, nonostante la persecuzione e la pandemia, vediamo chiare prove dell’audacia, del coraggio e della fiducia in Dio dei cristiani sotto pressione in tutto il mondo».