Dibattito acceso nel calcio

Premessa sul protocollo, in vigore nel Calcio italiano

Il protocollo in vigore in Italia ha subito diverse modifiche: è valido per la serie A, B e C maschile e la sera A femminile, sia per gli allenamenti che le partite. Oltre che per l’Associazione Arbitri. E tiene conto della continua emissione dei provvedimenti governativi e delle circolari del Ministero della Salute.

La novità primaria è che ai tradizionali tamponi c’è la possibilità per i club di usare i cd tamponi rapidi il cui risultato è noto entro i due giorni, anche per i gruppi squadra con positività documentata. Quindi test entro le 48 ore prima dallo svolgimento delle partite oltre ai gruppi di squadra chiamati a svolgere un match in caso di positività all’interno. Questi non dovranno più osservare i 10 giorni di quarantena e un tampone negativo.

Lo scopo è quello di facilitare lo svolgimento regolare delle competizioni. Solo i sintomatici si dovranno fermare 10 giorni e se risultano gli ultimi 3 giorni come asintomatici e con test negativo, potranno rientrare in squadra.

Forte polemica per i fatti accaduti da inizio ottobre a oggi

Nel pomeriggio di oggi la discussione alla Corte d’Appello Federale sul match vinto a tavolino dalla Juve per il forfait dei partenopei il 4 ottobre, che hanno subito anche la penalizzazione di un punto in classifica.

Il Patron del Napoli non ha escluso anche il ricorso al Coni, se non verranno oggi accolte le loro ragioni: è preannunciata una videoconferenza in cui si ribadiranno le due comunicazioni dell’Asl, sono state considerate come una imposizione di divieto a recarsi A Torino. È evidente che la squadra punta a recuperare la penalizzazione, portandosi così al secondo posto di classifica e ribaltando la sentenza del Giudice sportivo.

Dall’altro versante, Walter Tacconi consulente scientifico della Lazio oltre socio di Futura Diagnostica, ha lasciato la dichiarazione, che specifica a titolo personale, riferendosi alla Procura di Avellino: “Ho l’impressione che qualcuno (…) debba metterci lo zampino laddove c’è una situazione di per sè trasparente (…) andando a sindacare a Roma e in casa della Lazio”.

Dice di aver lavorato col massimo della trasparenza come anche per le società Perugia, Salernitana e Viterbese. Proprio questa è stata da loro bloccata per alcuni casi di positività. Tecnicamente, dice che analizzano tutti e tre i geni più un quarto controllo in provetta”. E precisa “che se compare soltanto uno , come accaduto a Ciro Immobile, segnaliamo solo la presenza del gene “N”.

La Gazzetta di fatto aveva smentito affermando che col nuovo laboratorio ci sono tre positivi: questi sono i dati del Campus Biometico (Synlab). La Lazio dopo le recenti polemiche sollevate sui media aveva infatti deciso di sottoporre a nuovi tamponi alcuni giocatori fermi per situazione legate alla prevenzione del coronavirus. Per motivi di privacy non vengono dichiarati i nomi alla stampa, ma è certo che il giocatore immobile era positivo il 26 ottobre per la Synlab, negativo il 30 e 31 per il laboratorio di Avellino e poi di nuovo positivo per entrami, anche se definito “debolmente positivo”. Il mondo della politica si estranea: interviene oggi il Ministro Spadafora solo per aprire i termini delle richieste di rimborsi a fondo perduto delle dilettantistiche. Umberto Calcagno, Presidente dell’AIC a” Radio anch’io”, dice che “le cose che emergono potrebbero avere conseguenze molto gravi, non solo sulla salute, ma anche sulla regolarità delle competizioni”. “I Protocolli vanno rispettati”.