La bella Rai, anche con Rai Storia, che vogliono pretestuosamente chiudere

Ci sono dei momenti RAI, indimenticabili. Per uno sportivo è stata l’intervista su RAI 1 da Fazio della leggenda calcistica  di Roberto Baggio, che riprendiamo da You tube: il media in crescita vertiginosa e che dovremo usare come quaccheri nel 2022. La gente si raccoglie di questi tempi.

La “leggenda” segue sempre il calcio la domenica,” con grande invidia, per la sua passione infinita”, ricordando onestamente anche il rigore fallito in Brasile. Si ironizza sull’amico Aldo Biscardi, che non ricevette risposta, per caduta del satellite dopo 1,27 minuti di domanda-monologo. “Per fortuna non ho risposto”, ricorda il calciatore.

Baggio non nasconde di essere “una persona semplice”, “coi valori appresi dai genitori. Lo sa bene che anche Fazio. Gli farà anche delle domande classiche, come quale sia il goal preferito. Sarà poi detto quello nel match Napoli-Fiorentina nel 1999: Fazio ricorda ai telespettatori che è il calciatore è “fra i primi 10 giocatori della storia del calcio”, amato in tutto il mondo e “che perfino in Cina ha avuto difficoltà di muoversi”. Non ha caso sottolinea “che è il Pallone d’ora nel 1993”.  Parte subito una rassegna video, sulla carriera. Fazio ricorda che “ha giocato 706 partite ufficiali con 323 goal, 2 scudetti, 1 Coppa UEFA ed 1 Coppia Italia” Il giornalista subito lo apprezza come “persona credibile (dal suo Sanremo) e per questo amata con affetto”: ha precisato che “ha un’attenzione verso gli altri, oltre alla coerenza” Il giocatore lo asseconda subito dichiarando “spero di trasmettere qualcosa alle persone e nonostante gli incidenti, le operazioni: insomma desidero donare l’esperienza, affinché ciascuno superi i propri limiti”. Fazio fa presente che ha avuto anche “il problema dell’allergia agli antiinfiammatori”. Baggio ribadisce “che bisogna affrontare anche le difficoltà”.

Si gioca colla domanda sul luogo dove è custodito il codino “magico”, tagliato dopo il passaggio al Bologna, ma anche poi ricresciuto (tagliato 2 volte); si racconta comunque la storia delle sue origini, da quando giocava quando pioveva nell’officina del padre. Ha giocato poi coi fratelli e “poi nel Caldogno” e Fazio afferma anche “che non si contavano allora i goal, tanti che erano” e anche quando giocava nel Vicenza “continuava a lavorare”, Si mostra una foto dell’epoca, da giovanissimo, e Fazio ricorda che “quando giocava nella Juventus. l’Avvocato Agnelli era solito chiamare alle sei del mattino”. Baggio non smentisce anzi racconta “la sua telefona a lui alle 5, dopo una vittoria in coppa UEFA”.

Lo sportivo precisa, a domanda specifica, che ”non c’è stata alcuna possibilità di allenare la Nazionale perché non si è svolta la trafila necessaria”, anche se come Presidente del settore tecnico, ha “svolto tutti i corsi, per pura conoscenza personale”. Scorrono le immagini di 5 partite per lui immemorabili, fino al termine del suo calcio il 16/5/2004. Ora il suo impegno con una casa editrice ma anche con 2 università, cinese e ungherese, col ricordo commosso dell’allenatore Mazzoni. Seguono altri video della piena gioia, delle mani alzate in segno di vittoria….

Prima dell’entrata in scena finale della Littizzetto, dice col “pesante” pallone d’oro, un ricordo anche alla sua bambina che lo ha accompagnato all’epoca, anche a Disneyland.

Maurizio Benazzi