Omotransfobia, slitta il ddl Zan. La rabbia di Arcigay e Mario Mieli: “decisione gravissima e incomprensibile”

“Non accetteremo più nessun rinvio, non accetteremo più nessun passo indietro”, ha tuonato Alessandro Zan.

|  253FEDERICO BONI | 18 OTTOBRE 2020

Ha inevitabilmente fatto rumore la decisione presa ieri da Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, che ha accettato la richiesta dei capigruppo d’opposizione di uno slittamento della legge contro l’omotransfobia e la misoginia, originariamente attesa martedì 20 a Montecitorio, causa quarantene e positività da Coronavirus.

Duro il commento di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay

È incredibile e incomprensibile la decisione di rinviare esclusivamente la discussione sulla legge contro omotransfobia e misoginia per i casi di positività al covid19 di alcuni capigruppo. Se l’attività legislativa non può proseguire per motivi sanitari si chiude tutto il Parlamento, lo slittamento selettivo della sola legge che riguarda i crimini verso le persone LGBTI suona come un trucchetto politico per rinviare ancora una volta la discussione su una legge attesa da 25 anni. Uno schiaffo alle 60 piazze che oggi in tutta Italia hanno chiesto con forza al Parlamento di fare presto e di fare bene nell’approvazione della legge. Le persone LGBTI non sono cittadini e cittadine di serie B ed è umiliante assistere alla noncuranza con cui le istituzioni democratiche del nostro paese continuano con una scusa o un altra a rinviare all’infinito il problema delle discriminazioni.

Durissimo anche Valerio Colomasi Battaglia, Presidente del Circolo Mario Mieli.È gravissimo che, ancora una volta, il Parlamento rinvii la discussione della legge contro l’omotransfobia. Siamo perfettamente consapevoli della situazione sanitaria e sociale drammatica attuale, la viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, eppure continuamo a fare il nostro dovere nei confronti della collettività. Perchè il Parlamento non è in grado di farlo? Chiediamo al Presidente Roberto Fico di prendere i provvedimenti idonei ad assicurare il funzionamento della Camera dei Deputati nonostante la crisi e di portare il ddl Zan all’esame dell’Assemblea subito. Crediamo che i parlamentari siano perfettamente in grado di assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini e delle cittadine: è il momento che lo facciano!

Netto, invece, Alessandro Zan, deputato Pd nonché relatore della legge ieri al Pantheon insieme a decine di manifestanti a favore del DDL: “Sia chiaro: anche se è stato deciso lo slittamento di una settimana della votazione sulla legge per assenza di molti deputati in isolamento non accetteremo più nessun rinvio, non accetteremo più nessun passo indietro”. E chi vuol capire, capisca.

Fonte Gay.it

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