Esporre crimini di guerra dovrebbe sempre essere legale. Commetterli e nasconderli no

22.09.2020 – Redazione Italia

Esporre crimini di guerra dovrebbe sempre essere legale. Commetterli e nasconderli no

Il processo di estradizione kafkiano del fondatore di WikiLeaks Julian Assange continua, e ogni frustrante giorno che passa rende più chiaro del giorno prima che ciò a cui stiamo assistendo non è altro che uno show messo in scena dai governi degli Stati Uniti e del Regno Unito per farci capire che va bene che i governi potenti mettano in carcere i giornalisti che espongono verità scomode sul loro conto.

La squadra della difesa di Assange si sta comportando in modo ammirevole, fornendo le argomentazioni di cui necessita per cercare di prevenire un’estradizione che creerà un precedente in grado di mettere in pericolo la libertà di stampa, con una devastante ricaduta su tutto il giornalismo investigativo che paia minare la sicurezza nazionale in giro per il mondo. Queste argomentazioni sembrano però cadere nel vuoto dinanzi alla giudice Vanessa Baraitser, che sin dall’inizio si è comportata come qualcuno che ha già emesso un verdetto, oltre ad essere stata vista leggere sentenze pre-scritte al processo, indipendentemente dagli argomenti presentati (un comportamento insolito, reso ancora più sospetto dall’enorme conflitto d’interessi della giudice capo Emma Arbuthnot sul caso specifico).

E mentre è essenziale combattere questa battaglia con tutte le intenzioni di vincere, mi permetto anch’io di emettere un facile verdetto: l’intero processo è illegittimo fin dalle sue fondamenta.

In mezzo a tutte le pedanti discussioni su quando è o non è legale secondo la legge statunitense per un giornalista rivelare i crimini di guerra americani, non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che A: dovrebbe essere sempre legale esporre i crimini di guerra, B: dovrebbe essere sempre illegale per i governi nascondere le prove dei loro crimini di guerra, C: i crimini di guerra dovrebbero essere sempre puniti, D: le persone che iniziano guerre criminali dovrebbero sempre essere punite, E: i governi non dovrebbero essere autorizzati ad avere un livello di segretezza che consenta loro di iniziare guerre criminali e F: potere e segretezza dovrebbero sempre essere inversamente proporzionali.

Il caso Assange deve essere combattuto con i denti e gli artigli, ma dobbiamo tenere a mente che siamo davvero molto, moltissimo indietro rispetto a dove dovremmo essere come civilizzazione. In una situazione ideale, il popolo dovrebbe avere governi che temono di nascondergli segreti; invece qui stiamo implorando il governo più potente del mondo di non incarcerare un giornalista perché verosimilmente non ha infranto le regole che quello stesso governo si è dato.

Vedete quanto siamo lontani da dove dovremmo essere?

È importante ricordarlo. Così com’è importante ricordare che la quantità di azioni malvagie che gli apparati del potere commetteranno è direttamente proporzionale alla quantità di informazioni che sono autorizzati a nascondere al pubblico. Non avremo un mondo sano fino a quando il potere e la segretezza non saranno inversamente proporzionali: privacy per la gente comune e trasparenza per i governi e i loro funzionari.

“Ma come la mettiamo sui segreti militari?” si potrebbe obiettare. Sì, e i segreti militari? Che dire del fatto che praticamente tutta la violenza militare perpetrata dai maggiori apparati mondiali del potere è basata sulle bugie? Che dire del fatto assolutamente inconfutabile che più segretezza permettiamo alla macchina da guerra, più guerre saranno iniziate sulla base del pubblico inganno?

In un mondo sano, il governo più potente della terra non chiuderebbe tutti e due gli occhi davanti alle sue stesse leggi, consentendo un processo a un giornalista per aver detto la verità.

In un mondo sano, il governo più potente della terra non perseguirebbe nessuno mai per aver detto la verità.

In un mondo sano, i governi perseguirebbero i propri crimini di guerra invece di quelli che li denunciano.

In un mondo sano, i governi non commetterebbero affatto crimini di guerra.

In un mondo sano, i governi non inizierebbero affatto le guerre.

In un mondo sano, i governi vedrebbero la verità come qualcosa da desiderare e ricercare attivamente, non qualcosa da reprimere e punire.

In un mondo sano, i governi non avrebbero segreti rispetto al pubblico e non avrebbero motivo di volerlo.

In un mondo sano, se i governi esistessero, esisterebbero esclusivamente come strumenti affinché le persone possano servire se stesse, con piena trasparenza e responsabilità verso le medesime.

Siamo ovviamente molto, molto lontani dal mondo ideale in cui tutti vorremmo trovarci un giorno. Ma dovremmo sempre tenere a mente come sarebbe questo mondo e considerarlo come un obiettivo reale al fine di tracciare la giusta rotta.

Caitlin Johnstone

Traduzione dall’inglese di Veronica Tarozzi