Cambio del numero per ricevere la meditazione su whatsapp

Vi informiamo che il numero di cellulare usato per le meditazioni su whatsapp cambia dal 18 maggio  351/5040158 a 392/1943729 – Non sono stati fatti passaggi in automatismo, che possono recare noie.
Si deve inviare espressamente un messaggio per iniziare a riceve i Meeting Minutes su smartphone. Kena purtroppo in 3 mesi ha raddoppiato la tariffa e non è gradita la cosa.

Principali informazioni a tutela dei propri diritti in caso di abuso o danno da T.S.O.

17.05.2020 – Redazione Italia

Principali informazioni a tutela dei propri diritti in caso di abuso o danno da T.S.O.

Una lettrice di Pressenza ci scrive in merito ad ulteriori informazioni su come tutelarsi nei casi di abuso operato tramite T.S.O. Per spirito di servizio e di aiuto pubblichiamo questo documento in risposta alla richiesta fatta sperando possa risultare di utilità anche per altri lettori.

Le informazioni relative all’esercizio dei propri diritti nei casi di T.S.O. non sono questione semplice.
Oltre alle principali informazioni che è necessario conoscere, per brevità già contenute in forma ridotta all’interno dell’articolo aggiungiamo queste ulteriori informazioni che speriamo possano essere utili. E rimandiamo comunque alle varie associazioni e collettivi antipsichiatrici presenti sul territorio di cui a fine di questa breve riportiamo i principali riferimenti e i contatti di due di queste realtà che operano in materia di tutela dei diritti per coloro che sfortunatamente si trovino ad avere a che fare con i T.S.O. (per loro stessi, o propri parenti, o amici).

In linea generale qualora per sfortunate circostanze ci si venga a trovare a essere sottoposti a T.S.O. e per di più magari si sia in uno stato di debolezza o di confusione dato dalle terapie farmacologiche, oppure nel caso (avviene sovente nei casi di T.S.O.) in cui il nostro diritto alla comunicazione sia calpestato dagli operatori che ci impediscono di incontrare chi vogliamo o di fare telefonate per comunicare il nostro stato o per essere legalmente e materialmente assistiti è assolutamente necessario ricorrere a qualcuno, amici, parenti o associazioni antipsichiatriche operanti sul territorio, di modo possano iniziare le pratiche di revoca o di ricorso avverso al Trattamento Sanitario Obbligatorio.
In particolar modo le associazioni antipsichiatriche presenti sul territorio hanno un loro avvocato attraverso il quale è possibile presentare (tramite l’assistenza dei tale associazione) ricorso al Giudice o al responsabile del reparto della struttura sanitaria in cui una persona venga trattata e obbligata in modo coatto al trattamento sanitario obbligatori. L’associazione può quindi aiutarci a scrivere una lettera sia al sindaco che al Giudice Tutelare, specificando le irregolarità e anche gli articoli di legge che sono stati trasgrediti. Si propongono di seguito i modelli di revoca e ricorso avverso al T.S.O., elaborati dal Telefono Viola di Catania:

Cit.
“Revoca e Ricorso Avverso al T.S.O.
Stralcio della legge 833/78
Art. 33 – Norme per gli accertamenti ed i trattamenti sanitari volontari e obbligatori
Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari.
Nei casi di cui alla presente legge e in quelli espressamente previsti da leggi dello Stato possono essere disposti dall’autorità sanitaria accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, secondo l’articolo 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici, compreso per quanto possibile il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura.
Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari obbligatori sono disposti con provvedimento del sindaco nella sua qualità di autorità sanitaria, su proposta motivata di un medico.
Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori sono attuati dai presidi e servizi sanitari pubblici territoriali e, ove, necessiti la degenza, nelle strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate.
Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori di cui ai precedenti commi devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi vi è obbligato. L’unità sanitaria locale opera per ridurre il ricorso ai suddetti trattamenti sanitari obbligatori, sviluppando le iniziative di prevenzione e di educazione sanitaria ed i rapporti organici tra servizi e comunità.
Nel corso del trattamento sanitario obbligatorio, l’infermo ha diritto di comunicare con chi ritenga opportuno.
Chiunque può rivolgere al sindaco richiesta di revoca o di modifica del provvedimento con il quale è stato disposto o prolungato il trattamento sanitario obbligatorio.
Sulle richieste di revoca o di modifica il sindaco decide entro dieci giorni. I provvedimenti di revoca o di modifica sono adottati con lo stesso procedimento del provvedimento revocato o modificato.

Art. -34 Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori per malattia mentale.
La legge regionale, nell’ambito della unità sanitaria locale e nel complesso dei servizi generali per la tutela della salute, disciplina l’istituzione di servizi a struttura dipartimentale che svolgono funzioni preventive, curative e riabilitative relative alla salute mentale.
Le misure di cui al secondo comma dell’articolo precedente possono essere disposte nei confronti di persone affette da malattia mentale.
Gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali sono attuati di norma dai servizi e presidi territoriali extraospedalieri di cui al primo comma.
Il trattamento sanitario obbligatorio per malattia mentale può prevedere che le cure vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dall’infermo e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere.

Art. 35. Procedimento relativo agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale e tutela giurisdizionale.
Il provvedimento con il quale il sindaco dispone il trattamento sanitario obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera, da emanarsi entro 48 ore dalla convalida di cui all’articolo 34, quarto comma, corredato dalla proposta medica motivata di cui all’articolo 33, terzo comma, e dalla suddetta convalida deve essere notificato, entro 48 ore dal ricovero, tramite messo comunale, al giudice tutelare nella cui circoscrizione rientra il comune.
Il giudice tutelare, entro le successive 48 ore, assunte le informazioni e disposti gli eventuali accertamenti, provvede con decreto motivato a convalidare o non convalidare il provvedimento e ne da comunicazione al sindaco. In caso di mancata convalida il sindaco dispone la cessazione del trattamento sanitario obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera.
Se il provvedimento di cui al primo comma del presente articolo è disposto dal sindaco di un comune diverso da quello di residenza dell’infermo, ne va data comunicazione al sindaco di questo ultimo comune, nonché al giudice tutelare nella cui circoscrizione rientra il comune di residenza. Se il provvedimento di cui al primo comma del presente articolo è adottato nei confronti di cittadini stranieri o di apolidi, ne va data comunicazione al Ministero dell’interno, e al consolato competente, tramite il prefetto.

Nei casi in cui il trattamento sanitario obbligatorio debba protrarsi oltre il settimo giorno, ed in quelli di ulteriore prolungamento, il sanitario responsabile del servizio psichiatrico della uniti sanitaria locale è tenuto a formulare, in tempo utile, una proposta motivata al sindaco che ha disposto il ricovero, il quale ne da comunicazione al giudice tutelare, con le modalità e per gli adempimenti di cui al primo e secondo comma del presente articolo, indicando la ulteriore durata presumibile del trattamento stesso.
il sanitario di cui al comma precedente è tenuto a comunicare al sindaco, sia in caso di dimissione del ricoverato che in continuità di degenza, la cessazione delle condizioni che richiedono l’obbligo del trattamento sanitario; comunica altresì la eventuale sopravvenuta impossibilità a proseguire il trattamento stesso. il sindaco, entro 48 ore dal ricevimento della comunicazione del sanitario, ne da notizia al giudice tutelare.
Qualora ne sussista la necessità il giudice tutelare adotta i provvedimenti urgenti che possono occorrere per conservare e per amministrare il patrimonio dell’infermo.
La omissione delle comunicazioni di cui al primo, quarto e quinto comma del presente articolo determina la cessazione di ogni effetto del provvedimento e configura, salvo che non sussistano gli estremi di un delitto più grave, il reato di omissione di atti di ufficio.

Chi è sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, e chiunque vi abbia interesse, può proporre al tribunale competente per territorio ricorso contro il provvedimento convalidato dal giudice tutelare.
Entro il termine di trenta giorni, decorrente dalla scadenza del termine di cui al secondo comma del presente articolo, il sindaco può proporre analogo ricorso avverso la mancata convalida del provvedimento che dispone il trattamento sanitario obbligatorio.
Nel processo davanti al tribunale le parti possono stare in giudizio senza ministero di difensore e farsi rappresentare da persona munita di mandato scritto in calce al ricorso o in atto separato. il ricorso può essere presentato al tribunale mediante raccomandata con avviso di ricevimento.
Il presidente del tribunale fissa l’udienza di comparizione delle parti con decreto in calce al ricorso che, a cura del cancelliere, è notificato alle parti nonché al pubblico ministero.
Il presidente del tribunale, acquisito il provvedimento che ha disposto il trattamento sanitario obbligatorio e sentito il pubblico ministero può sospendere il trattamento medesimo anche prima che sia tenuta l’udienza di comparizione.
Sulla richiesta di sospensiva il presidente del tribunale provvede entro dieci giorni. il tribunale provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, dopo avere assunto le informazioni e raccolto le prove disposte di ufficio o richieste dalle parti. I ricorsi ed i successivi provvedimenti sono esenti da imposta di bollo. La decisione del processo non è soggetta a registrazione.

Art. 64. Norme transitorie per l’assistenza psichiatrica.
La regione nell’ambito del piano sanitario regionale, disciplina il graduale superamento degli ospedali psichiatrici o neuropsichiatrici e la diversa utilizzazione, correlativamente al loro rendersi disponibili, delle strutture esistenti e di quelle in via di completamento. La regione provvede inoltre a definire il termine entro cui dovrà cessare la temporanea deroga per cui negli ospedali psichiatrici possono essere ricoverati, sempre che ne tacciano richiesta, coloro che vi sono stati ricoverati anteriormente al 16 maggio 1978 e che necessitano di trattamento psichiatrico in condizioni di degenza ospedaliera; tale deroga non potrà comunque protrarsi oltre il 31 dicembre 1980.
Entro la stessa data devono improrogabilmente risolversi le convenzioni di enti pubblici con istituti di cura privati che svolgano esclusivamente attività psichiatrica.

E’ in ogni caso vietato costruire nuovi ospedali psichiatrici, utilizzare quelli attualmente esistenti come divisioni specialistiche psichiatriche di ospedali generali, istituire negli ospedali generali divisioni o sezioni psichiatriche e utilizzare come tali divisioni o sezioni psichiatriche o sezioni neurologiche o neuro-psichiatriche.
La regione disciplina altresì con riferimento alle norme di cui agli articoli 66 e 68, la destinazione alle unità sanitarie locali dei beni e del personale delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza ~AB) e degli altri enti pubblici che all’atto dell’entrata in vigore della presente legge provvedono, per conto o in convenzione con le amministrazioni provinciali, al ricovero ed alla cura degli infermi di mente, nonché la destinazione dei beni e del personale delle amministrazioni provinciali addetto al presidi e servizi di assistenza psichiatrica e di igiene mentale. Quando tali presidi e servizi interessino più regioni, queste provvedono d’intesa.

Le regioni, a partire dal 1 gennaio 1979, istituiscono i servizi psichiatrici di cui all’articolo 35, utilizzando il personale dei servizi psichiatrici pubblici. Nei casi in cui nel territorio provinciale non esistano strutture pubbliche psichiatriche, la regione, nell’ambito del piano sanitario regionale e al fine di costituire i presidi per la tutela della salute mentale nelle unità sanitarie locali, disciplina la destinazione del personale, che ne faccia richiesta, delle strutture psichiatriche private che all’atto dell’entrata in vigore della presente legge erogano assistenza in regime di convenzione, ed autorizza, ove necessario, l’assunzione per concorso di altro personale indispensabile al funzionamento di tali presidi.
Sino all’adozione dei piani sanitari regionali di cui al primo comma i servizi di cui al quinto comma dell’articolo 34 sono ordinati secondo quanto previsto dal D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128, al fine di garantire la continuità dell’intervento sanitario a tutela della salute mentale, e sono dotati di un numero di posti letto non superiore a 15. Sino all’adozione e di provvedimenti delegati di cui all’art. 47 le attribuzioni in materia sanitaria del direttore, dei primati, degli aiuti e degli assistenti degli ospedali psichiatrici sono quelle stabilite, rispettivamente, dagli artt. 4 e 5 e dall’art. 7, D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128.
Sino all’adozione dei piani sanitari regionali di cui al primo comma i divieti di cui all’art. 6 del D.L. 8 luglio 1974, n. 264, convertito, con modificazioni, nella L.17 agosto 1974, n. 386, sono estesi agli ospedali psichiatrici e neuropsichiatrici dipendenti dalle IPAB o da altri enti pubblici e dalle amministrazioni provinciali. Gli eventuali concorsi continuano ad essere espletati secondo le procedure applicate da ciascun ente prima dell’entrata in vigore della presente legge.
Tra gli operatori sanitari di cui alla lettera i) dell’art. 27, D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, sono compresi gli infermieri di cui all’art. 24 del regolamento approvato con RD. 16 agosto 1909, n. 615. Fermo restando quanto previsto dalla lettera a) dell’art. 6 della presente legge la regione provvede all’aggiornamento e alla riqualificazione del personale infermieristico, nella previsione del superamento degli ospedali psichiatrici ed in vista delle nuove funzioni di tale personale nel complesso dei servizi per la tutela della salute mentale delle unità sanitarie locali.
Restano in vigore le norme di cui all’art. 7, ultimo comma, L.13 maggio 1978, n. 180.”


Qui i riferimenti e i contatti di alcuni dei principali comitati, associazioni e collettivi che si occupano di antipsichiatria e tutela dei diritti dei pazienti psichiatrici che possono fornire informazioni utili e assistenza legale gratuita in caso di abuso o danno da T.S.O.

 

Telefono Viola Roma:

La Segreteria di Telefonoviola si trova al 4° piano di Viale Manzoni, 55, Roma 

Tel: 3483659857

Assistenza Legale Gratuita:  link per informazioni
Le persone che si trovano in TSO possono inviare un SMS nei giorni feriali sul numero 3483659857 per comunicare la loro condizione e chiedere un possibile interessamento al loro caso.
Il TelefonoViola si avvale della consulenza e dell’intervento dell’avvocato Gioacchino Di Palma, grazie al quale sono riusciti

– ad evitare numerosi TSO illegittimi,-

– a fare uscire dai reparti psichiatrici vari pazienti forzatamente ricoverati negli SPDC ( servizio psichiatrici di diagnosi e cura)-

– ad intervenire positivamente in molte altre situazioni di vera e propria “contenzione farmacologica” ( nonostante sia sempre più difficile ” liberare” i pazienti dal “manicomio farmacologico”).

L’avvocato segue attualmente per il TelefonoViola il processo Mastrogiovanni, nel quale l’associazione si è costituita parte civile.L’assistenza legale è, oggi, per il l’associazione, un elemento fondamentale nell’intervento per la difesa e per il riconoscimento dei diritti del paziente psichiatrizzato.

Chi vuole può contattare l’associazione tramite segreteria telefonica e/o chiamare direttamente in sede allo 06- 59606630 il giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19.30.


CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus

Sede legale: Via Vincenzo Monti 47
20123 Milano

Codice Fiscale: 973 782 501 59

Segreteria telefonica: 02 871 96 730 (Lasciate un messaggio e poi vi richiameremo)

Cliccare qui per Modulo di contatto e di segnalazione danni e/o abusi


Collettivo Antipsichiatrico Violetta Van Gogh
Per comunicazioni con il collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh contro gli usi e gli abusi della psichiatria.
Telefono Viola di Milano: 334 3968947 (mercoledì dalle 17 alle 20)

Oppure scrivere a: telviola@ecn.org o violettavangogh@inventati.org

 


Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa:
Telefono per le prime urgenze: 335 7002669
Oppure scrivere a: antipsichiatriapisa@inventati.org

 


Centro di Relazioni Umane Bologna:

Telefono: 3393040009

L’indirizzo mail a cui scrivere è il seguente:

centrorelazioniumane@gmail.com

Omofobia. Il pregiudizio anti-omosessuale dalla Bibbia ai giorni nostri

Omofobia. Il pregiudizio anti-omosessuale dalla Bibbia ai giorni nostri

Paolo Pedote e Giuseppe Lo Presti

(collana Eretica speciale)

Stampa Alternativa, 2009

€ 12,00

pp.161

DescrizioneIn questo testo sono raccolte oltre 500 citazioni che tracciano una storia del pregiudizio nei confronti delle persone omosessuali.

L’omofobia ha descritto gli omosessuali come portatori di una tara psico-fisica, come individui che si sono opposti alla volontà divina, all’umana ragione e alla natura stessa.

Dalla ‘pioggia di fuoco’ di biblica memoria, questa condanna fa ancora parte del tessuto connettivo della nostra società.Raccogliere citazioni omofobe significa rovistare tra le macerie di Sodoma, la città distrutta da Dio per l’infame delitto.

Ma da dove partire per ricostruirla? Paradossalmente dalle stesse macerie della vecchia città, attraverso la storia della persecuzione di questo comportamento umano.

Questo saggio è il tentativo di ricostruirne un pilastro, anche attraverso le parole di chi ha espresso la dignità e il valore della diversità omosessuale, contribuendo a demolire i muri della prigione millenaria che è il contra naturam.

Il sito http://www.omofobia.info, gestito dagli autori, raccoglie tutto il materiale inedito e si propone di diventare un piccolo ‘archivio dell’omofobia’ con l’aiuto degli utenti.

La mailing list omofobia@yahoogroups.com , con le riflessioni che potranno arrivare – si propone di contribuire ad un cantiere per ricostruire frammenti di memoria – personale e collettiva – del crescere nell’omofobia sociale, dello scoprire l’omofobia interiorizzata, del vivere e confrontarsi con questo pregiudizio, del trovare un proprio posto in questo mondo.

Gli autori:

Giuseppe Lo Presti, (Catania,1964) ­ e’ stato libraio per sette anni alla Libreria Babele di Milano, ha diretto la prima collana di narrativa erotica gay italiana per Il dito e la Luna, ha scritto per diverse riviste; per passione fa l’editor di narrativa per gli amici; lavora in una societa’ di produzioni radio-televisive a Milano, dove vive. giu_lopresti@yahoo.it

Paolo Pedote, (Milano,1966) ­ laureato in Filosofia, ha scritto su L’indipendente e Fabula review, ha pubblicato – sotto pseudonimo ­ due libri di narrativa; ha realizzato le sceneggiature di tre cortometraggi, sta scrivendo la sceneggiatura di un lungometraggio e il suo terzo romanzo; vive e lavora a Milano. p_pedote@yahoo.it

Meeting Minutes del 17 maggio 2020: buona domenica e auguri in ritardo a un quacchero coraggioso

Meeting Minutes del 17 maggio 2020: buona domenica e auguri in ritardo a un quacchero coraggioso

“M’immagino che certe persone preghino con gli occhi rivolti al cielo: esse cercano Dio fuori di sè. Ce ne sono altre che chinano il capo nascondendolo fra le mani, credo che cerchino Dio dentro di sè (..)”
Etty Hillesum

Dio ci ha dato da conoscere i suoi precetti: non abbiamo dunque vie d’uscita, come se non conoscessimo la sua volontà. Egli non ci fa vivere in conflitti insolubili, non rende la nostra vita una tragedia etica, ma ci fa conoscere la sua volontà
Dietrich Bonhoeffer

* 1961 Inizia l’embargo USA contro Cuba. Dopo la visita di Obama, nel 2016, verrà tolto. Oggi è di nuovo messo in discussione con Trump. Non è questione di essere comunisti o anticomunisti ma di un gigante che affama solo il popolo di un minuscolo paese. Logiche di morte più che politiche.

L’uomo scopre se stesso quando si misura con l’ostacolo.
Antoine De Saint -Exupery

Non siamo preoccupati non solo dell’attacco a una sinagoga di San Diego, di matrice suprematista, di un recente passato ma soprattutoo dall’attuale (di questi tempi!) clima di intolleranza e violenza antiebraica e antisionistica in Polonia. Nota per il suo cattolicesimo buio e tremendo contro anche contro  le minoranze LGBT. Vogliono portare indietro di secoli l’Europa e non si capisce proprio le ragioni dell’allargamento ad Est dell’Unione Europea. Puro ideologismo liberale, imperiale, in funzione anti Russia. …Hanno portato solo miseria e pregiudizi e non civiltà, questa è la realtà.

Chiediamo scusa per gli auguri in ritardo di un giorno….Seguiamo tutti i giorni comunque i martiri anabattisti ed abbiamo pubblicato in inglese sui nostri siti il martirologio distinto per paese (incluso l’Italia ovviamente). Unici in Europa, pur non essendo loro.

Buon compleanno !

Happy birthday, Larry Gara (May 16, 1922 – Nov. 23, 2019)! #Quaker#Pacifist. Conscientious objector. Peace activist. Longtime history professor at Wilmington College, Wilmington, Ohio. Served three years in prison for refusing to register for the draft during World War II. In 1948 he was teaching at Bluffton College (Bluffton, Ohio) when he was convicted of counseling a student to not register for the draft. For this he was sent back to prison for seven months. Author of “The Liberty Line: The Legend of the Underground Railroad” (1961), among other works.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

Buon compleanno, Larry Gara (16 maggio 1922-Novembre. 23, 2019)! #Quaker#Pacifist. Obiettore di coscienza. Attivista per la pace. Professore di storia di lunga data al Wilmington College di Wilmington, Ohio. Privato della liberà per tre anni di carcere per aver rifiutato di iscriversi all’arruolamento durante la seconda guerra mondiale. Nel 1948 insegnava al Bluffton College (Bluffton, Ohio) quando fu condannato per aver consigliere uno studente per non iscriversi al draft. Per questo è stato rimandato in prigione per sette mesi. Autore di “The Liberty Line : The Legend of the Underground Railroad” (1961), tra le altre opere.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes.
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Poesia

PRAISE

Offer praise

To God above

For God offers us

Endless love

David Herr

Possiamo parlare con Dio solo se e quando stringiamo il mondo nelle nostre braccia.
Martin Buber, ebreo amico stretto del socialismo religioso e di Ragaz in particolare. Le edizioni ebraiche Giuntina chiedevano a me materiale sulla sua amicizia… purtroppo non è conosciuto e capito nell’ebraismo italiano. Hanno preferito seguire altri filoni redazionali. Un vero peccato per una loro punta di diamante ma io conosco male il tedesco….

La prosecuzione della manovra militare Defender Europe 2020 va fermata

16.05.2020 – Pressenza Berlin

Quest’articolo è disponibile anche in: Tedesco

La prosecuzione della manovra militare Defender Europe 2020 va fermata

“L’esercito americano sembra condurre una vita propria, distaccato da qualsiasi altro ambito della vita e della realtà. Non c’è altro modo per spiegare come si possa pensare di riprendere i giochini militare nei confronti della Russia quando ci si trova nel pieno di una pandemia accompagnata da una crisi economica e sociale”, così dichiara Alexander S. Neu, rappresentante del comitato di sicurezza del gruppo DIE LINKE riguardo al piano di realizzazione della manovra militare americana Defender Europe 2020.

Neu continua: “Oggi il ministero federale della difesa ci ha comunicato che tra i 5 e il 9 giugno l’esercito americano e quello polacco condurranno, in territorio polacco, delle esercitazioni militari binazionali con lievi modifiche che prenderanno il nome di “DEFENDER Europe 20 Plus” e a cui prenderanno parte 4000 soldati americani e 2000 soldati polacchi. Inoltre, l’esercito americano sta cercando un modo per poter svolgere delle esercitazioni comuni nel campo di addestramento di Bergen e per permettere al personale statunitense di raggiungere la Germania. L’interruzione di Defender Europe 2020 annunciata qualche settimana fa non era altro che un diversivo. E questo è del tutto inaccettabile.

Il gruppo DIE LINKE sta esortando il governo a non tollerare alcuna manovra militare in territorio tedesco, tanto più finché ci troveremo nel mezzo di una pandemia. Allo stesso modo l’esercito tedesco non dovrà prendere parte né a livello materiale, né a livello logistico o del personale al proseguimento di questa pazzia militare. Al momento, la priorità assoluta spetta al superamento della pandemia da nuovo coronavirus e delle sue conseguenze economiche e sociali. I giochi di guerra non sono per nulla d’aiuto, semmai il contrario: non soltanto aumentano il rischio di un’ulteriore diffusione di coronavirus, ma potrebbero anche alimentare un’escalation militare. Entrambe non devono essere in alcun modo permesse.

Traduzione dal tedesco di Veronica Simeone

Meeting Minutes del 16/5/2020

Meeting Minutes del 16/5/2020

Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Ezio Bosso, un disabile vincente. Ma proprio lui avrebbe detto in primis ad un altro disabile come me di continuare a lavorare; i quaccheri del futuro sapranno fare un confronto fra i siti quaccheri creati nei decenni da una persona disabile cristiana e dagli altri (tutti quaccheri liberali, tra l’altro), non disabili. Giudicheranno loro … Non ha importanza se quasi ogni giorno ricevo segnalazioni di ricerca di miei articoli in siti di Accademie internazionali. Non mi faccio condizionare…
Ricevo molti messaggi di amicizia da “Un ponte per Anne Frank”: conoscono l’impegno personale pur non avendomi mai incontrato di persona. Questo mi riempe di gioia. E ripaga la fatica.

L’amore è forte come la morte,
la gelosia è dura come il soggiorno dei morti.
I suoi ardori sonoardori di fuoco,
fiamma dell’Eterno.
Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore:
e dei fiumi non potrebbero sommergeremo
(Cantico di Cantici 8,6b-7a) riportato nel testo consigliato Per lavorare e amare – Una teologia della Creazione di Dorothee Soelle. Una protestante scomoda. La maggiormente ostacolata dalle chiese in ogni epoca moderna. Ieri e oggi.

Post di Mauro Pesce su Facebook:

Nel mio precedente post ho sostenuto la necessità di una comprensione dei singoli vangeli in se stessi, per comprenderne il loro messaggio.
RISPONDO A ALCUNE REAZIONI anche se hanno usato a volte modi aggressivi e a volte insulti. Ricordo che Tommaso Moro (che la chiesa cattolica ha proclamato Santo) diceva che nell’Isola di Utopia venivano arrestati non solo i violenti ma anche chi nel discutere alzava la voce. Discutiamo, ma con tolleranza e con simpatia.
1. Un sacerdote cattolico ha scritto che dico cose “trite e ritrite”, che già nel passato hanno causato il destino di molte “anime perse”. “ANIME PERSE” come dice questo sacerdote cattolico non può significare altro che la condanna divina al momento del giudizio finale L’inferno”. In altre parole io sarò condannato da Dio all’inferno perché raccomando di leggere i vangeli uno per uno per comprenderne il significato. La cosa è talmente assurda che non merita commento, ma la dice lunga su certi settori minoritari del cattolicesimo attuale.
2.
Nella ricerca sulla formazione del Canone una delle tesi è che DOPO Marcione sia per la prima volta nata l’esigenza di definire quali fossero i libri prodotti da seguaci di Gesù da ritenere normativi. Ma una definizione di un canone dovette attendere molto tempo. È dottrina notissima. In ogni caso nel 140 non esisteva il canone neotestamentario.

Quanto alla serietà dei miei libri e saggi che qualcuno ha detto essere scemenze basta leggere le opinioni positive espresse più volte da molte riviste scientifiche, o dal fatto che ho diretto per circa 10 anni seminari ai congressi annuali della SBL o dal fatto che varie volte la cattolicissima ABI mi ha inviato a tenere relazioni nei suoi congressi. Sulla rivista che dirigo (ASEJournal.net) pubblicano autorità delle scienze bibliche di tutto il mondo.

Perché screditare ? perché offendere?
3. La stessa cosa vale per chi ha scritto che scrivo cose ”spericolate”
4. C’è poi uno che pensa che il Canone del Nuovo Testamento sia antichissimo perché secondo lui tutti gli scritti in esso contenuti sono del I secolo. Il NT incomincia a esistere dal momento in cui qualcuno raccolse in una unica collezione 27 scritti che esistevano già da molti decenni e si erano acquistati una certa notorietà e diffusione. La data della messa per scritto di ciascuno dei 27 scritti NON è la data della collezione in cui vennero riuniti. Non sapere non è una colpa. Ma pretendere di criticare gli esperti, senza avere alle spalle pubblicazioni accettate da una comunità internazionale di specialisti, è ingenuità, nel migliore dei casi.
5. Informo che in futuro cancellerò gli interventi di chi fa polemica insultando. Invece sono molto molto opportune osservazioni critiche, informazioni, questioni, dibattito amichevole.

In me c’è amarezza, ma in te c’è pazienza; io non capisco i tuoi percorsi, ma tu conosci quello giusto per me.
Dietrich Bonhoeffer

Per chi sa leggere il francese può essere utile il testo di Henry Yan Etten “Geeorge Fox e le Quakers”.

Dio non parla solo a noi, ma anche attraverso di noi
Hans Peter Royer

Ringrazio Gesù che il tampone di mia sorella sia negativo: non mi viene sottratto un aiuto personale importante per chi non guida più per scelta. Nella sua attuale  struttura RSA nessun caso di infetti; in quella precedente decine di morti per il virus. A pochi km di distanza.

Un disabile vincente: grazie Ezio

Ezio Bosso, una vita per la musica

Ieri la notizia della scomparsa di Ezio Bosso il musicista compositore e direttore d’orchestra che ha sempre lottato per la sua passione

Lo abbiamo incrociato per le strade di Torino, per le strade d’Italia e del mondo; qualcuno l’ha fermato per salutarlo e per fargli i complimenti. Altri, più timidi non lo hanno fatto, per questo oggi sono dispiaciuti. Molti l’hanno ascoltato in teatri, o in piccoli pub, altri invece l’hanno conosciuto in tv.

La malattia l’ha reso noto al grande pubblico e di questo lui non era contento. La sua musica, la sua passione e la sua forza espressa sul palco quella malattia la sopprimevano, la sovrastavano, la annientavano. Sul palco.

Lui se la dimenticava e il pubblico non la vedeva più.

Una malattia che però c’era, degenerativa, e che l’ha portato via.

È morto all’età di soli 48 anni il musicista e compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso.

In questi ultimi tempi giravano sul web i suoi video. Anche lui già affaticato dalla vita era come tutti noi costretto a vivere in casa, a non poter fare più concerti, una costrizione che l’ha certamente condizionato, seppur la sua forza in tutti questi anni sia stata la resilienza. Il suo insegnamento: la libertà, che è la musica, vince sulla malattia.

In un’intervista rilasciata a Fanpage Bosso diceva: «Dal mondo della musica classica ho subito tanti schiaffoni, ingiustizie, insulti, come quello di esistere artisticamente solo perché avevo una malattia: è evidente, non posso negarlo, è ovvio. Dunque la prima reazione porta alla rabbia, l’altra invece è quella di guardarmi le ruote… ho messo delle ruote bellissime. La mia è stata una vita dedicata alla lotta al pregiudizio. Sin da bambino ho dovuto lottare per il fatto che un povero non può fare il direttore d’orchestra perché il figlio di un operaio deve fare l’operaio, così fu detto a mio padre».

Invece, Bosso è riuscito a coronare il suo sogno e lo ha regalato anche a chi crede di non potercela fare: le tante persone che sperano di poter soddisfare le loro aspirazioni.

Mancherà Bosso. Mancheranno la sua presenza, la sua vivacità, il suo sorriso, la sua forza. Resterà la sua musica. Vivrà il suo insegnamento.

Ciao Ezio!

Meeting Minutes del 15-5-2020

Meeting Minutes del 15 / 5 / 2020

” E così dev’essere una persona per te, e restare per tutta la vita: un libro che sfogli di continuo, nel quale, dietro le parole note, si spalancano orizzonti sempre più ampi ”
Etty Hillesum

Oggi la notizia del giorno è stata diffusa ieri sera e riguardava la Memoria di Otto Frank. Se non lo facciamo noi, difficilmente in Italia lo fanno altri…Ho conosciuto ad es. una coppia gay di giovanissimi ebrei riformati, che aveva fondato negli anni passati il gruppo gay Etz Cahol (oggi sparito) di Padova che mi faceva notare la barba che parlassi ancora  di Shoah, Una sola precisazione meditiamo ogni giorno Bonhoeffer che è noto a tutti per la sua posizione contro la preghiera per il Dio tappabuchi, in questo caso specifico mi riferisco alla preghiera di ieri congiunta del papa con le altre religioni contro la pandemia, Non ci associamo e non preghiamo mai  con islamici. Il Dio di Maometto non è Gesù. Non ci interessa la loro fede. Gesù è un ebreo e “lo rimarrà per sempre”, scrivevano i cattolici dell’ultimo Concilio, che riparava secoli e secoli di errori teologici. Compreso l’antisemitismo – ben inteso – di Lutero con la sua violenza verbale scritta contro gli ebrei negli scritti che è possibile leggere in libreria oggi.

Non nascondo di aver partecipato a culti battisti a Milano in Moscova, incentrati nel 21 secolo in continua  polemica dal pulpito (SENZA CONTRADITORIO QUINDI) contro gli ebrei. Un altra ragione per cui ho preso le distanze da decenni da loro. Non sono graditi qui. Ma anche dai pentecostali delle Adi di Castellanza. Stessa solfa.
Ho frequentato inizialmente a mia insaputa, di ex cattolico troppo ingenuo, la chiesa luterana che durante l’occupazione nazista in Italia ospitava ogni domenica le truppe naziste di invasione della metropoli: per uno di loro, anziano vivente, interrogato espressamente da me mi disse che “era possibile che il Dio (luterano) se un SS avesse chiesto perdono dei crimini razziali e di guerra potesse essere in Paradiso.”
Ebbene in quel Paradiso io non voglio andarci.Questo mi è consentito di chiederlo a Gesù.

“Non posso credere che per Dio conti un dato giorno più di un altro .Per questo motivo si può attendere fiduciosamente la disposizione amichevole di Dio su una certa cosa per poi fare con fede più forte ciò che prima si era ritenuto soltanto legge gravosa”
Dietrich Bonhoffer

Benedizione a chi legge,ricordando (mi pare che al Governo se ne dimenticano da tempo)  che la democrazia matura non si fonda solo sulla pluralità di forze politiche ma anche sull’alternanza al Governo! in UK e ovunque nel mondo liberato dal nazifascismo. Altro che Sardine pro PD.

Che il Dio dei profeti seduca anche il tuo cuore

Che il maestro di misericordia di cui sei discepolo

ti preceda nei tuoi passi

E che lo Spirito che suscita vocazioni e provoca rivolgimenti

renda la tua fede feconda e inquieta. Amen

Non dimentichiamo

OTTO FRANK: 12 MAGGIO 1889 – 19 AGOSTO 1980.
Grazie, Otto.

Otto Heinrich Frank nasce il 12 maggio 1889 a Francoforte sul Meno. Ha due fratelli, uno maggiore, Robert, uno minore, Herbert, e una sorella, Helene. Il padre, Michael Frank, è proprietario di una banca specializzata in servizi cambiavalute. La famiglia è ebrea liberale. Otto non frequenta una scuola ebraica, ma il ginnasio pubblico Lessing e dopo la maturità frequenta per un semestre estivo la facoltà di storia dell’arte presso l’università di Heildelberg. Otto lavora un anno in una banca e poi fa dei tirocini e dei lavori negli Stati Uniti, incluso presso i grandi magazzini Macy’s.

Nel 1909 muore suo padre e nell’autunno 1911 torna in Germania dove trova lavoro in un’azienda di Düsseldorf. Nel 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale e un anno dopo Otto e i fratelli vengono chiamati nel’esercito tedesco. Otto viene mandato a combattere sul fronte occidentale, ottenendo la promozione al grado di tenente. La Prima Guerra Mondiale si conclude nel 1918, causando milioni di vittime, ma Otto, i suoi fratelli, sua madre e sua sorella sopravvivono. Dopo il primo conflitto mondiale, Otto, seppur controvoglia, subentra insieme al fratello Herbert e alla madre nella direzione della banca.

Il 12 maggio 1925 sposa Edith Hollander. Le nozze si celebrano ad Aquisigrana, in Germania. Il 16 febbraio 1926 nasce la loro primogenita, Margot Frank, e il 12 giugno 1929 nasce la loro secondogenita, Anne Frank. Dopo che Otto e la sua famiglia si sono trasferiti ad Amsterdam, città in cui Otto fonda la ditta Opekta, divenendone direttore, e dopo l’arrivo dell’antisemitismo, il 6 luglio 1942 Otto e la sua famiglia entrano in clandestinità, rifugiandosi nell’Alloggio Segreto.
Dopo l’arresto e la deportazione nel campo di transito di Westerbork, Otto viene deportato ad Auschwitz.

Otto Frank è l’unico membro della famiglia Frank a essere sopravvissuto al dramma della Shoah.

Nel 1945 nei giornali e nei cinegiornali americani comparivano le prime immagini dei lager, dei cadaveri, di quella silenziosa, orrenda realtà ormai impossibile da non vedere.
Dopo la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe russe, in nave Otto si recò a Marsiglia via Odissea. Fino a prima di potersi trasferire in Svizzera, nel 1953, rimase ad Amsterdam. Otto riuscì a scrivere a sua madre, esternando la sua speranza di potersi riunire presto a sua moglie Edith e alle bambine, Margot e Anne, che credeva ancora in vita. Scrisse sul retro di un formulario con le disposizioni del comando del lager. Il mittente riportato sulla lettera era “Otto Frank, nato il 12-5-1889, pr. Nr. 9174”. Quello era il numero tatuato sul braccio sinistro di Otto.

“Carissima mamma, spero che queste righe possano raggiungerti e portare a te e a tutti i cari la notizia che sono stato salvato dai russi (…) Non so dove si trovino Edith e le bambine, dal 5 sett. ’44 siamo separati. Ho sentito dire solo che le hanno portate in Germania. Speriamo di rivederle sane e salve.”

Anche nella cartolina successiva, che Otto scrisse da Katowice, egli confida ancora che Edith, Anne e Margot siano in vita.

“Ancora non so decidermi a raccontarvi nei particolari le mie esperienze, per voi l’importante sarà sapere che sono vivo e in buona salute. Certo comprenderete quanto mi tormenti il pensiero di non sapere dove si trovino Edith e le bambine. Nutro comunque di ritrovarle tutte in buona salute e non voglio lasciarmi scoraggiare (…) Quasi non riesco a immaginare una situazione normale. Ancora non voglio pensare al futuro. Qui sono un mendicante e ne ho anche l’aspetto (…) penserò sempre con gratitudine alla liberazione da parte dei russi. Se non mi fossi trovato in ospedale per deperimento organico – pesavo 52 chili – sarei morto senz’altro (…)”

Nella lettera successiva Otto scrive ancora da Katowice, ma stavolta ha scoperto una straziante verità:

“Non sono in grado di scrivere molto, perché naturalmente la notizia, appena ricevuta, della morte di Edith, avvenuta il 6-1-1945, mi ha colpito tanto che non sono più lo stesso. Il pensiero delle bambine mi sostiene. Edith è morta in ospedale per la debolezza causata dalla denutrizione, e il suo corpo non ha retto a un disturbo intestinale sopraggiunto in seguito. In realtà anche questo è un assassinio perpetrato dai tedeschi. Se avesse resistito ancora due settimane, fino alla liberazione da parte dei russi, tutto sarebbe andato in modo diverso.”

Nei mesi successivi, a causa della guerra e a causa del fatto che Otto fosse apolide (richiese la nazionalità olandese ma riceverla era molto difficile) non poté spostarsi con facilità e raggiungere i suoi cari, in pena per lui e per Anne e Margot. Otto si aggrappava disperatamente alla possibilità che le sue figlie fossero ancora in vita e pur di ricevere qualche risposta, e magari ricongiungersi a loro, interrogava tutte le persone che tornavano dai lager, studiava gli elenchi che venivano pubblicati sui giornali e si informava presso la Croce Rossa (dove si conservavano le liste dei sopravvissuti e si raccoglievano anche le testimonianze delle vittime).
Il 18 luglio 1945, Otto Frank scoprì la verità sul destino delle figlie. Sugli elenchi della Croce Rossa, accanto ai nomi di Margot Betti Frank e Annelies Marie Frank, scoprì la funesta croce. Le sue bambine erano morte. Margot non era arrivata a compiere diciannove anni e Anne non era arrivata a compierne neanche sedici. Di loro era rimasto poco o niente, la guerra e i nazisti si erano portati via ogni cosa. Tra le poche cose rimaste di Anne, c’è anche il suo diario. Quel diario cui Otto si aggrapperà per continuare a sentirsi vicino alla figlia, e che poi deciderà di far pubblicare, almeno in parte, sperando che le parole di Anne, e la sua positività, potessero aiutare gli altri quanto hanno aiutato lui.

Il 25 giugno 1947 Otto fa pubblicare il diario di Anne. Nel 1952 egli si trasferisce a Basilea, in Svizzera, e il 10 novembre dell’anno successivo sposa Elfriede (Fritzi) Geiringer, nata Markowitz, viennese come lui e sopravvissuta ad Auschwitz, che aveva perso il figlio e il marito a Mauthausen. Il 19 agosto 1980 Otto muore a Birsfelden, nei pressi di Basilea, dopo aver dedicato gran parte della vita al diario di sua figlia Anne e alla diffusione dei suoi messaggi.
“E chi poteva saperlo?” disse Otto alla sua famiglia, dopo la sua deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz e l’aver scoperto di aver perduto per sempre sua moglie Edith e le sue bambine, Margot e Anne: “Chi avrebbe potuto immaginare una cosa del genere?”

Nessuno piange per noi

Nessun ministro al Governo piange per gli invalidi civili 100% con 297euro mese per sopravvivere?
Lacrime solo per gli stranieri da sfruttare nei campi. Turo il naso e voto Salvini. Vediamo quali sono gli interlocutori affidabili per noi disabili italiani

Meeting Minutes del 14/5/2020

Meeting Minutes del 14/5/2020

” Quanto più si tenta di vivere solo il proprio “io” negli stati d’animo, e non il cosmico, tanto più si è esclusi da tutte le impressioni che ci raggiungono e tanto più ci si impoverisce, alla lunga ”
Etty Hillesum

In un post precedente ho affermato che i seguaci di Gesù hanno fatto a meno del Nuovo Testamento per circa due secoli. Il NT è fatto di 27 scritti diversi, scritti da autori molto spesso diversi, in epoche diverse, per scopi diversi, con contenuti diversi. Siccome però le chiese dicono che il NT nella sua totalità è espressione della Volontà di Dio, questi 27 scritti diversi devono necessariamente – afferma la teologia- dire cose che siano in qualche modo unitarie. Ne deriva così che sia una chiesa che decide quale è la dottrina principale del Nuovo testamento alla luce della quale tutte le opinioni degli altri scritti devono essere interpretati anche se dicono cose diverse. Per di più la chiesa deve necessariamente ritrovare nel NT il fondamento della propria organizzazione, del proprio sacerdozio e struttura gerarchica e della propria teologia.
PERCIO’:
Ognuno dei 27 scritti contenuti nel NT non deve essere letto alla luce di quello che dicono gli altri 26 scritti neotestamentari: SE vogliamo comprenderlo, dobbiamo capire solo quello che realmente dice in sé. Ma questo è molto difficile.
Credo che quelli che hanno maggiore difficoltà a capire cosa dice un singolo vangelo, ad esempio il Vangelo di Marco, siamo proprio i cristiani perché credono di sapere già tutto e invece conoscono soltanto un miscuglio di cose indistinte.
Faccio un esempio se il vangelo di Marco fosse una pera, Luca una mela, Giovanni un’arancia e Matteo una banana, potremmo dire che il cristiano medio non ha mai gustato separatamente la mela dall’arancia, perché ha sempre bevuto un succo di frutto derivato dal frullare insieme i quattro frutti. Io stesso, dopo 50 anni di esegesi dei testi mi accorgo di continuare in certi casi ad essere ancora influenzato dal frullato di vangeli imparato da bambino e da giovane.

Mauro Pesce, biblista e storico (ieri su Facebook)

E’ meschino soddisfarci con le parole ” Non sono portato per la religione” se c’è un Dio che vuole averci. . E’ una scusa.
Dietrich Bonhoeffer

1980 El Salvador :massacro del fiume Sumpul. Oltre 600 morti.

E’ tanto difficile per i ricchi acquisire saggezza quanto per i saggi acquisire ricchezza.
Epitteto

Poesia

CHOICE

The best choice

We can make

Is the path

God would have us take

David Herr

A seguito della posizione ONU, ripresa oggi sui nostri blog, che accerta torture e violenze. preghiamo perchè l’Italia interrompa gli accordi con la Libia. Non possiamo rimanere indifferenti al dolore o indifferenti.

A TUTTE LE TESSITRICI DEL MONDO

Dio è seduta e piange,
la meravigliosa tappezzeria della creazione
che aveva tessuto con tanta gioia è mutilata,
è strappata a brandelli, ridotta in cenci;
la sua bellezza è saccheggiata dalla violenza.

Dio è seduta e piange.
Ma, guardate, raccoglie i brandelli,
per ricominciare a tessere.
Raccoglie i brandelli delle nostre tristezze,
le pene, le lacrime, le frustrazioni
causate dalla crudeltà, dalla violenza,
dall’ignoranza, dagli stupri, dagli assassinii.

Raccoglie i brandelli di un duro lavoro,
degli sforzi coraggiosi, delle iniziative di pace,
delle proteste contro l’ingiustizia.
Tutte queste realtà che sembrano piccole e deboli,
le parole, le azioni offerte in sacrificio,
nella speranza, la fede, l’amore.

Guardate!
Tutto ritesse con il filo d’oro della gioia.
Dà vita ad un nuovo arazzo,
una creazione ancora più ricca, ancora più bella
di quanto fosse l’antica!

Dio è seduta, tesse con pazienza, con perseveranza
e con il sorriso che sprigiona come un arcobaleno
sul volto bagnato delle lacrime.
E ci invita a non offrirle soltanto i cenci
ed i brandelli delle nostre nostre sofferenze
e del nostro lavoro.

Ci domanda molto di più;
di restarle accanto davanti al telaio della gioia,
ed a tessere con lei l’arazzo della nuova creazione.


     M. Riensiru

PS: dai pomposi discorsi di ieri sera di Conte sulle due manovre o leggi di bilancio, nessuna novità per gli invalidi 100%, che continueranno a percepire e vivere con 297 euro al mese. Sono convinto che sia arrivato il momento dell’alternanza al Governo. Basta con le promesse non mantenute.  Mandiamoli presto a casa! La sinistra NON CAPISCE LE PRIORITA’ DEGLI ITALIANI FRAGILI.