Meeting Minutes del 25/5/2020: Forza Italia, coraggio

Meeting Minutes del 25 maggio 2020

“Non posso scrivere, ma faccio esperienza di questa vita con il corpo e con l’anima, di minuto in minuto, in tutti i suoi aspetti e fluttuazioni, in tutti i suoi colori e suoni. Faccio esperienza delle persone e anche della loro sofferenza. E da quell’esperienza, forse, un giorno si faranno strada a fatica le parole che dovrò dire, e che sgorgano da una sorgente talmente vera che dovranno trovare la loro via. Saranno forse parole molto impacciate, ma vorranno essere dette.”
Etty Hillesum

Spirito Santo , dammi l’amore per Dio e per gli uomini , che stirpa ogni odio e amarezza
Dietrich Bonhoeffer

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Northside Friends Meeting a Chicago IL ha chiesto un giorno di lutto il 25 maggio 2020 per riconoscere il dolore e la perdita causate dalla pandemia finora. Questi #Quaccheri ci invitano a unirci a loro nell’azione visibile al tramonto ovunque tu sia, di uscire e accendere una candela e tenere un momento di silenzio per quello che abbiamo perso insieme.

” Non c’è stata alcuna chiamata dal governo degli Stati Uniti per un giorno di lutto per riconoscere il dolore e la perdita causata dalla pandemia finora. Come gente di fede, tocca a noi.

La nostra testimonianza di integrità ci costringe a dire la verità – non negheremo il nostro dolore né rifiuteremo di riconoscere la nostra perdita. La nostra testimonianza di uguaglianza ci costringe a vedere il privilegio goduto da coloro che la pandemia ha toccato con leggerezza e testimoniare il dolore di coloro che la pandemia ha ferito profondamente La nostra testimonianza della comunità ci obbliga a riunirci – come quaccheri, Chicagoani, americani, umani e figli della Terra.

Invitiamo tutte le persone a tenere il Memorial Day, lunedì 25 maggio 2020, come giorno di lutto. Vi invitiamo a prendervi del tempo e a condividere i vostri oneri con i vostri cari e le comunità da cui trarre conforto e forza. Anche noi adoreremo in quel giorno e ci riuniremo con voi nello spirito ”

* Giorno della Libertà Africana p Giorno dell’Unità-
* Vesak , la ricorrenza buddista più importante, in cui si celebrano la nascita, l’illimuninazione e la scomparsa del Buddha

“E’ meglio tacere ed essere, che parlare senza essere. E’ cosa bella insegnare, se chi parla mette in pratica”
Ignazio d’Antiochia

Poesia

IN THIS PLACE

In this place

God is near

May I pause

And linger here

David Herr


IN QUESTO POSTO

In questo posto

Dio è vicino

Posso mettermi in pausa?

E resta qui

Davide Herr

In ricordo:

 

In questa data nel 1911 (25 maggio), Cyrus Pringle morì. (Nato il 6 maggio 1838.) #Quaker#Pacifist. Botanico. Obiettore di coscienza durante la guerra civile. Dopo essere stato arruolato, gli amici lo hanno esortato a pagare i “soldi della commutazione” per non dover andare. Ma si rifiutò, dicendo che era ” un mezzo ancora più peccatore di quello di servire noi stessi, come fornendo denaro per assumere un sostituto.” Cyrus e due compagni quaccheri furono inviati in Virginia dove si rifiutarono di trattenere o portare un’arma, o svolgere qualsiasi compito militare. Per questo sono stati imprigionati e trattati crudelmente. Cyrus ha tenuto un diario che in seguito venne pubblicato come ” The Record of a Quaker Conscience.” Born a Charlotte, Vermont. Morto a Burlington, Vermont. Seppellito nel cimitero di Morningside, Charlotte, Vermont.
~ La serie di cimiteri di Marginal Mennonite Society Heroes.
L'immagine può contenere: erba, albero, pianta, cielo, spazio all'aperto e natura

Appunti on line:

<<Osservazioni critiche sul concetto di tradizione (A.Destro-M.Pesce, Il racconto e la scrittura, Carocci editore, pp.71-75.

“Il punto debole del concetto di tradizione è che alla tradizione è essenziale l’idea di una catena di tradenti necessari. Il concetto di tradizione implica un’idea di continuità tra soggetti interrelati e tra ciò che viene trasmesso oggi e quello che veniva trasmesso in passato.

È inevitabile che ogni tradizione sia in realtà anche una nuova costruzione. Ogni atto di memoria che ha autorità è dipendente dal movimento, dalla fluttuabilità, dall’incertezza del presente, non solo dalla sicurezza di ciò che è accaduto:

Molti antropologi e storici, da una trentina di anni, hanno cominciato a decostruire la nozione di ‘tradizione’. Da quel momento, si concepisce la tradizione presente in ogni società non tanto come un insieme fisso di credenze e di costumi trasmessi attraverso un passato comune, ma piuttosto come una reinterpretazione operata nella generazione contemporanea da parte degli attori sociali che l’adottano. Si tratta di una reinterpretazione continua di fatti e di attributi significanti, veicolati da pratiche determinate.

È così che nelle tradizioni, molte parti degli accadimenti di ieri sono di fatto cadute nell’oblio e permane in vita solo ciò che si vuole o si ha bisogno di ricordare o riattualizzare.
Più che di ricorso alla tradizione bisognerebbe parlare, quindi, di “costruzione della tradizione”. Hobsbawn ha parlato di “invenzione,” nel senso etimologico del termine:

“Le ‘tradizioni’ che ci appaiono, o si pretendono, antiche hanno spesso un’origine piuttosto recente, e talvolta sono costruite o riformulate di sana pianta”.

“L’invenzione di una tradizione è essenzialmente un processo di ritualizzazione e formalizzazione caratterizzato dal riferimento al passato, se non altro perché impone la ripetitività”.

Per lui, le tradizioni sono diverse dalle consuetudini delle società antiche o arcaiche che non escludono “a priori l’innovazione e il cambiamento”, pur cercando “di farli apparire compatibili o addirittura identici”. Non sono neppure espressione di “una convenzione o una routine”. Le tradizioni sarebbero atti o pratiche, basate sulle norme e sulla ritualità, che inculcano valori e regole ritenute in continuità col passato, che riproducono convinzioni da considerare intoccabili.
Nei primi scritti dei seguaci di Gesù il concetto di tradizione appare nelle lettere di Paolo o a lui attribuite ma si tratta di un modo di trasmissione che non riguarda tutte le parole di Gesù, bensì alcune di esse o alcuni gesti di carattere rituale da lui compiuti.
La trasmissione delle parole di Gesù avviene generalmente in modi diversificati. Non si può pensare che tutti i materiali relativi a Gesù, perciò, siano stati tramandati secondo uno schema formale di ripetizione fedele (una serie di formule di fede) come sembra supporre Paolo in 1 Cor 15,3-5. I conflitti fra le varie interpretazioni del messaggio di Gesù (testimoniati dall’epistolario di Paolo e dagli Atti degli Apostoli) smentiscono l’esistenza di un’unica “tradizione” e di un sistema di trasmissione normativo e controllato.
In conclusione, ipotizziamo che i discepoli, immediatamente dopo la morte di Gesù, abbiano voluto neutralizzare lo shock attraverso la verbalizzazione (e poi in alcuni casi anche attraverso la messa per scritto) delle emozioni provate in quella circostanza e di notizie su quanto era accaduto a Gesù. In un momento successivo, i vangeli (e i flussi di trasmissione di notizie di differente natura a loro precedenti) da un lato, rielaborarono in modo creativo la vicenda di Gesù e, dall’altro, composero una storia che mirava a costruire una nuova consapevolezza per il futuro. Essi intendevano costruire – tramite la loro scrittura una memoria collettiva, basandola su una visione che vuole essere la più vicina possibile ai fatti.” >>

E ancora su Facebook…

Facendo esegesi dei vangeli bisogna compararli con TUTTI i vangeli non solo con quelli canonici. idea poco accettata e ancor meno praticata.

Una volta quando l’esegesi non era solo narrativa si usavano le sinossi Zeba Crook è l’autore di questa bellissima sinossi molto accurata. uno strumento ottimo.

Ci sono due modi di studiare, comprendere, leggere testi come ad es. i vangeli. Uno modo è quello del teologo o credente il quale ritiene di possedere quello stesso Spirito Santo da cui i vangeli sarebbero sati scritti. Il teologo o credente li legge per costruire su di essi una visione della vita alla luce della volontà di Dio. Esiste un altro modo. Lo storico legge i testi per trovare in essi ciò che è attendibile al fine di ricostruire una storia plausibile. Inoltre lo storico legge i testi in sè stessi non per ricostruire una storia, ma per comprendere il messaggio che l’autore di quel testo, tramite quel testo, ha voluto significare. Metodi di lettura e scopi sono differenti. Lei dice inoltre che l’autore dei testi canonici è Dio. Secondo la teologia di praticamente tutte le chiese cristiane, ci sono invece due autori: Dio e gli esseri umani. La cosiddetta natura teandrica delle Scritture. Solo la teologia islamica sostiene che il Corano ha per autore solo Dio, e anche tutte le teologie fondamentaliste cristiane pensano la stessa cosa del Nuovo Testamento. Allo storico, quando fa il suo lavoro, cosa pensino le teologie non deve interessare proprio nulla. Però come storico registro che Lei sembra ignorare che da almeno due secoli schiere di credenti sacerdoti e non hanno interpretato i testi canonici comparandoli con quelli non canonici e con mari di letteratura religiosa non cristiana e non ebraica coeve. E questo non intaccava la loro fede. Basterebbe leggere la enciclica di Pio XII del 1941 che autorizza la interpretazione dei testi delle Scritture alla luce dei testi dell’Oriente antico e dei loro generi letterari. Possibile che 80 anni dopo ci siano cattolici che non se ne rendono conto?

Mauro Pesce, biblista

L’angolo della Memoria

HANA BRADY; MORTA A 12 ANNI AD AUSCHWITZ – BIRKENAU.

23 ottobre 1944.
Hana Brady arriva nel campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau a 12 anni, con un trasporto proveniente dal ghetto di Therezin.
Sola, con una valigia con sopra una scritta in vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, “Waisenkind” – “Orfana”.
Hana è immediatamente selezionata per le camere a gas.
– –

Hana Brady è nata il 16 maggio 1931 in Cevoslovacchia, dove viveva con i suoi genitori – Markéta (nata Dubsky) e Karel Brady -, e suo fratello George, di tre anni più grande di lei.
In seguito all’invasione del Paese da parte dell’esercito tedesco e all’arresto e alla deportazione dei genitori, Hana e George furono affidati alle cure degli zii.
Seguì la tragica deportazione dei piccoli a Terezin dove poco dopo Hana rimase sola, costretta a separarsi da suo fratello. Successivamente, viene deportata nel campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau.

George Brady è Sopravvissuto al dramma della Shoah. La memoria di Hana rivive oggi nella testimonianza di suo fratello.

Per NON dimenticare.
Per portare giustizia a tutte le vittime.
Per costruire oggi una società priva di discriminazioni e indifferenza.

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