Berlino decolonizza alcune strade

24.05.2018 – Berlino Colonialism Reparation

Berlino decolonizza alcune strade
(Foto di http://eineweltstadt.berlin)

Colonialism Reparation si rallegra che la città di Berlino abbia deciso di decolonizzare i nomi di alcune strade, commemorando ormai gli eroi della resistenza e non più i protagonisti coloniali, e chiede a tutte le altre città di seguirne l’esempio.

Il 19 aprile 2018 l’Assemblea del distretto di Mitte della città di Berlino ha deciso, dopo due anni di preparativi, di cambiare i nomi di alcune strade del quartiere africano commemorando ormai gli eroi della resistenza al colonialismo e non più i protagonisti coloniali. Entro il 10 agosto 2018 saranno quindi effettuati i cambiamenti necessari per la trasformazione in Cornelius-Frederiks-Straße dell’ex Lüderitzstraße, in Bell-Platz dell’ex Nachtigalplatz, in Anna-Mungunda-Allee e Maji-Maji-Alleedell’ex Petersallee.

Questo risultato arriva dopo anni di lavoro da parte di iniziative e associazioni per la decolonizzazione, iniziato il 3 ottobre 2010 con l’Appello per un cambiamento fondamentale nella gestione dell’eredità coloniale della Germania, per il cambiamento del nome di strade che onorino protagonisti coloniali così come per la promozione di culture postcoloniali di commemorazione. Le attività sono poi proseguite sul territorio con, ad esempio, l’organizzazione annuale a partire dal 2014 dellaFesta del cambiamento di nome e la produzione nel 2016 del video musicale Rinomina le strade.

La notizia della decolonizzazione di alcune strade della città di Berlino, appena resa pubblica, ha avuto grande diffusione, oltre che in Germania (Deutsche WelleDie Welt, ecc.), anche a livello internazionale (BBCCGTNDaily SabahDaily TrusteNCAGulf TimesLe MondeLe Nouvel ObservateurL’Orient-Le JourPrensa LatinaPúblicoRaiNews, ecc.).

Colonialism Reparation si rallegra che la città di Berlino abbia deciso di decolonizzare i nomi di alcune strade, commemorando ormai gli eroi della resistenza e non più i protagonisti coloniali, e chiede a tutte le altre città di seguirne l’esempio, come già hanno iniziato a fare BruxellesNew Orleans e Bordeaux.