Grande mobilitazione in Catalogna

26.03.2018 – Barcellona Pilar Paricio

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Grande mobilitazione in Catalogna

Venerdì scorso, 23 marzo, il giudice della Corte Suprema Pablo Llarena ha emesso sentenza di incarcerazione incondizionata per il candidato alla Presidenza del governo catalano, Jordi Turull; l’ex presidentessa del Parlamento catalano Carme Forcadell e gli “exconsellers” Raül Romeva, Josep Rull e Dolors Bassa. Questa domenica, 25 marzo, l’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont è stato arrestato e imprigionato mentre attraversava il confine tedesco in direzione del Belgio, in risposta al mandato di arresto europeo emesso dallo stesso giudice, che ha anche emesso mandati di cattura contro i politici Antoni Comín, Meritxell Serret, Lluís Puig, Clara Ponsati e Marta Rovira, rispettivamente in Belgio, Scozia e Svizzera.

Può essere legale, ma è immorale che dei vengano incarcerati per le loro idee senza aver avuto un processo, mentre le persone giudicate e condannate per corruzione e riciclaggio di denaro rimangono libere.

In risposta alle incarcerazioni in centinaia sono scesi per le strade delle principali città catalane: a Tarragona hanno bloccato l’autostrada AP7 con slogan come “Puigdemont il nostro presidente” a Sallent hanno bloccato l’”Eix trasversale” e a Girona hanno manifestato davanti alla sub delegazione del governo spagnolo e successivamente interrotto l’autostrada AP7; ci sono state anche interruzioni in alcune città dei Pirenei come Sort o Puigcerdà e nel sud della Catalogna.

 

A Barcellona si è svolta una manifestazione di massa aperta da uno striscione con scritto “Libertà per i prigionieri politici”, iniziata di fronte alla delegazione dell’Unione europea e conclusasi con la lettura di una dichiarazione davanti al consolato tedesco. Sempre a Barcellona ci sono state manifestazioni davanti al palazzo della delegazione del governo spagnolo in Catalogna.

Il presidente del parlamento è apparso in TV per rilasciare un messaggio istituzionale che chiedeva ai cittadini di rispondere con la nonviolenza a questo oltraggio dello stato spagnolo, di fronte a questa involuzione democratica. Ha avvertito che la Catalogna è diventata un laboratorio in cui il governo spagnolo può sperimentare la repressione contro qualsiasi opinione contraria ai suoi interessi. Ha anche annunciato che si sta lavorando a una proposta politica congiunta tra tutti i partiti e le entità per rispondere alla repressione. Ha insistito sul fatto che la situazione richiede una risposta politica e non giudiziaria.

In questi momenti i partiti indipendentisti ventilano tre alternative: sciopero generale, mobilitazione permanente o investitura immediata di Carles Puigdemont.