Pensiero del 29 ottobre

29 ottobre

Nella misura in cui troverete un essere sopra di voi al quale guardare con sentimento di devozione o di profonda considerazione diverrete anche più nobili e felici. Se poteste vivere sempre fra gli arcangeli sareste più felici che nella società umana. E viceversa se vi condannassero tra una folle di idioti, di essere muti, deformi, maligni, sareste infelici per la costante consapevolezza della vostra origine. Così ogni gioia autentica e tutta la forza del progresso umano dipende dal fatto che gli umani trovano un oggetto meritevole di venerazione, e tutta l’abiezione e la sventura umana comincia dall’abitudine di disprezzare tutto.

John Ruskin

La protesta contro l’oleodotto Dakota Access invade il quartier generale di Hillary Clinton

28.10.2016 – Democracy Now! Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese (Foto di Democracy Now!) Giovedì 27 ottobre si sono verificati arresti di massa quando giovani attivisti nativi americani hanno invaso il quartier generale della campagna di Hillary Clinton a Brooklyn per chiederle di schierarsi contro l’oleodotto Dakota Access. Dopo che lo staff della Clinton si […]

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Happy birthday, Levi Coffin # quaker — Ecumenics and Quakers

Originally posted on Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene: Marginal Mennonite Society Happy birthday, Levi Coffin (Oct. 28, 1798 – Sept. 16, 1877)! #Quaker. #Pacifist. #Abolitionist. The home he shared with his wife, Catherine, in Fountain City, Indiana, was known as the “Grand Central Station of the Underground Railroad.” The house is today a…

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I quaccheri – Eversione e nonviolenza: raccolta di Giorgio Viola – Thomas Ellwood

I quaccheri – Eversione e nonviolenza: raccolta di Giorgio Viola

Thomas Ellwood

Dalla Biografia (1714) Prima parte

… In quel periodo, mentre mi trovavo a Londra, mi recai a una piccola riunione di Amici, che si teneva allora in casa di un certo Humphrey Bache, orefice, all’insegna della lumaca di Tower Street. Era quello un momento molto difficile, non tanto a causa di iniziative vessatorie del governo, quanto per le bande di delinquenti, uomini e ragazzi, che , data la confusione – il re era appena ritornato – , si prendevano la libertà di fare ogni sorta di prepotenze.

…Successivamente scrisse al mio amico Thomas Loe per fargli sapere che avevo trovato un luogo per le riunioni e che volevo invitarvi un gruppo di persone; gli chiedevano se voleva fissare la data e se mi dava qualche speranza che sarebbe intervenuto.

Questa lettera, invece di essere consegnata a chi era diretta, venne intercettata e portata – così mi dissero – a Lord Falkland, che era allora il governatore di quella contea.

Le lettere in quel periodo venivano intercettate a seguito della follia di quegli esaltati quintomonarchisti che, usciti armati dalla loro sede di Colemann Street a Londra, al comando del loro capo Venner, avevano tentato una insurrezione in città col pretesto di instaurare il regno di Gesù che – così si diceva- esse si aspettavano scendesse dal cielo per guidarli. Così poco comprendevano la natura del suo regno, che Cristo stesso aveva dichiarato non essere di questo mondo.

Il re, poco prima del suo ritorno in Inghilterra, aveva dato, con la dichiarazione di Breda, garanzia di libertà di coscienza; nessuno sarebbe stato perseguitato o chiamato in giudizio per diversità di opinione in materia di religione, salvo che ciò turbasse la pace del regno. I dissidenti di ogni tipo videro con favore questa dichiarazione e si ritennero al sicuro. Ora , però, a seguito del folle gesto di pochi esaltati, alcuni ritenevano che il re non fosse più vincolato alle promesse e alle parole della precedente pubblica dichiarazione. Di conseguenza le lettere venivano intercettate e aperte per scoprire presunti complotti e trame antigovernative. Non si limitavano solo a disturbare le riunioni dei dissidenti di ogni tipo, ma moltissimi quasi ovunque venivano imprigionati. In tutte le contee ci si dava alla caccia delle persone sospette; se non le trovava alle riunioni, venivano prelevate dalle proprie case. (Ellwood fu così imprigionato a Oxford).

… Dopo essere uscito di prigione, mi recai qualche volta in casa di Isac Pennington a Chalfont per far visita alla sua famiglia e agli Amici di quei luoghi. In questa casa avevano luogo in genere due riunioni alla settimana.

…Dopo il folle gesto di questi forsennati, il clima del paese si era fatto agitato e la calma tardava a tornare; la bufera, come le piogge temporalesche , si spostava da una costa all’altra. Non potevamo così aspettarci tranquillità e sicurezza durante le riunioni, anche se da un po’ di tempo non c’erano più state molestie. Un giorno, tuttavia, avvenne che un reparto di cavalleria, a ciò comandato, intervenne a sciogliere una riunione. Non ne sapemmo nulla finché non li udimmo e li vedemmo arrivare.

La partecipazione alla riunione era ancora scarsa quando arrivarono. Noi che stavamo con la famiglia e diversi altri eravamo riuniti in gran pace e tranquillità, quando all’improvviso gli zoccoli dei cavalli ci avvertirono che il fulmine era vicino…I soldati entrarono : erano un reparto dello squadrone della contea al comando di Matthew Archdale di Wycombe. Questi si comportò educatamente, dicendo che gli era stato ordinato di interrompere la riunione e di portare i partecipanti davanti al giudice di pace. Aggiunse tuttavia che non intendeva arrestare tutti, e quindi cominciò a scegliere a casaccio, perché suppongo che non conoscesse quasi nessuno.

Prese Isac Penington e suo fratello, e poi George Whitehead, l’amico di Colchester e me, oltre a tre o quattro persone della contea che erano intervenute a quella riunione.

Il giudice si comportò in modo civile con tutti noi, cortesemente con Isaac Penington , in quanto gentiluomo nei paraggi. Nulla ci venne imputato, se non che ci eravamo riuniti senza averne fatto richiesta. Essendo ciò contrario a una recente ordinanza, emessa in seguito all’insurrezione del quinto monarchisti, in cui si vietavano tutte le riunioni dei dissidenti, il giudice non poteva fare a meno di procedere nei nostri confronti.

Pertanto ci interrogò tutti uno per uno, dato che non ci si conosceva personalmente, chiedendoci il nome e il luogo delle nostre rispettive residenze. Quando li seppe e vide da quali distanze provenivamo, mostrò di meravigliarsi. Infatti G. Whitehead era del Westmorland, nell’Inghilterra del nord, c’era un droghiere dell’Essex, io sono dell’Oxfordshire e W, Penington di Londra.

Il giudice ci disse allora che la nostra situazione era critica e che ne era dispiaciuto. Come si poteva infatti pensare – egli continuò – che tante persone si trovassero tutte insieme in un luogo e in un momento determinati e che provenissero da parti così remote del regno, se non per un preciso appuntamento?

Incalzò quindi dicendo che di recente degli uomini armati avevano tentato un’insurrezione, pretendendo di essere più religiosi degli altri, che l’insurrezione era stata tramata e organizzata nelle case ove si riunivano col pretesto di pregare il Signore; e infine che dalle loro case erano usciti armati e avevano ucciso parecchie persone, tanto che il governo non poteva ritenersi sicuro finché tali riunioni non fossero state soppresse (Ellwood fu rilasciato dopo un paio di giorni)

Pensieri del 28 ottobre

28 ottobre

L’amore non è il principio fondamentale della nostra vita. L’amore è una conseguenza, non una causa. La causa dell’amore è la conoscenza, in se stessi, del divino, del principio spirituale. Questa consapevolezza richiede amore e produce amore

L.T.

La vita è quello che si rivela attraverso la coscienza, ed essa c’è sempre e dovunque. Il nostro errore è di chiamare vita quel che ce la nasconde.

L.T.

SI’ al bando delle armi nucleari nel 2017: un giorno storico all’ONU per il disarmo “atomico”

28.10.2016 Alfonso Navarra
SI’ al bando delle armi nucleari nel 2017: un giorno storico all’ONU per il disarmo “atomico”

Ieri, alle 18.00 circa dell’ora di New York (le 24.00 per l’Italia), il 27 ottobre 2016, al Palazzo di Vetro è passata la risoluzione presentata dal Messico (co-sponsor per la redazione l’Austria, Brasile, Irlanda, la Nigeria e il Sud Africa) e da altri 57 Paesi per il bando delle armi nucleari con una Conferenza ONU da tenere nel 2017.

E’ un giorno storico per tutta l’Umanità che desta sincero stupore, oltre che gioia, negli attivisti per la pace (e per il diritto di tutti alla sopravvivenza della nostra specie e dell’ecosistema): fino a qualche anno fa, prima che prendesse il via, con Oslo nel 2013, il “percorso umanitario”, poi proseguito con Nayarit (marzo 2014) e Vienna (dicembre 2014), un risultato del genere sarebbe stato inimmaginabile, nel contesto dei negoziati internazionali prigionieri del quadro bloccato del TNP.

Ma questo sogno si è realmente realizzato alla Prima Commissione, riunita nell’Aula 4: hanno votato per il SI 123 Stati, per il NO 38, e si sono astenuti in 16. Va precisato il non peso dei voti di astensione ai fini del quorum necessario dei 2/3 per la validità giuridica della decisione.

La risoluzione approvata (per il testo andare alla URL: http://reachingcriticalwill.org/images/documents/Disarmament-fora/1com/1com16/resolutions/L41.pdf) istituisce una conferenza delle Nazioni Unite a partire dal marzo del prossimo anno, aperta a tutti gli Stati membri, con il compito preciso di negoziare uno “strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti verso la loro eliminazione totale”. I negoziati, da tenersi a New York, continueranno nel mese di giugno e luglio.

Il voto delle Nazioni Unite è arrivato poche ore dopo che il Parlamento europeo ha adottato la propria risoluzione su questo medesimo tema – 415 a favore e 124 contro, con 74 astensioni – invitando gli Stati membri dell’Unione europea a “partecipare in modo costruttivo” nei negoziati del prossimo anno.

Gli arsenali nucleari nel mondo contengono ancora circa 16.000 testate, in possesso soprattutto di due nazioni: gli Stati Uniti e la Russia. Sette altre nazioni possiedono armi nucleari: Gran Bretagna, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord. E’ notevole stavolta che le nove nazioni con armi nucleari si sono divise nel voto: sei hanno votato contro ma Cina, India e Pakistan si sono astenute. Molti dei loro alleati, compresi quelli in Europa che ospitano armi nucleari sul loro territorio come parte di un accordo NATO, si sono accodati come è ormai loro costume.

Per quanto riguarda l’Italia, essa non ha fatto eccezione tra i Paesi cosiddetti “ombrello”: non si è astenuta, come l’Olanda (come pure la Svizzera e la Finlandia), ha votato proprio contro!

Ma le nazioni dell’Africa, America Latina, Caraibi, Sud-Est asiatico e del Pacifico hanno votato a grande maggioranza a favore della risoluzione, e si apprestano ad essere protagoniste in occasione della conferenza di negoziazione a New York il prossimo anno.

Per quanto riguarda i voti, la lista completa si trova al link :

http://www.ican.org/campaign-news/live-updates-from-the-first-committee-of-the-un-general-assembly/

In Italia – sollecitati da Rete Italiana Disarmo e dai Disarmisti Esigenti (Campagna OSM-DPN, Energia Felice, Armes Nucléaires Stop, WILPF Italia, Peacelink, Accademia Kronos, Pressenza e altri) al Parlamento sono state presentate due mozioni per sosstenere il bando delle armi nucleari.

Alla Camera una mozione con prima firmataria Donatella Duranti. Altri firmatari: Scotto, Marcon, Carlo Galli, Piras, Ricciatti, Costantino, Franco Bordo, Placido, Sannicandro, Pannarale, Airaudo

Al Senato una mozione con primo firmatario Roberto Cotti. Altri sottoscrittori: AIROLA, BLUNDO, CAPPELLETTI, GIROTTO, NUGNES, PUGLIA, SCIBONA, BAROZZINO, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, DE PETRIS, MINEO, PETRAGLIA.

I disarmisti esigenti si sono accordati con la Senatrice Loredana De Petris ed hanno ottenuto, su sua iniziativa, la sala Nassirya al senato il 3 novembre alle ore 14.00 per una conferenza stampa.

La conferenza stampa sarà introdotta da Antonia Sani di WILPF Italia e conclusa da Alfonso Navarra, obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari.

Interverranno rappresentanti delle associazioni promotrici dei “disarmisti esigenti”, esponenti delle associazioni sostenitrici della campagna per il bando giuridico internazionale delle armi nucleari e alcuni parlamentari che hanno presentato le mozioni citate.

Un problema urgente che sarà affrontato è quello della mobilitazione per influenzare già il voto di dicembre (l’Assemblea generale dell’ONU deve confermare quanto è uscito dalla Prima Commissione Disarmo) e soprattutto per ottenere una svolta diplomatica dell’Italia.

I disarmisti esigenti insisteranno nel sottolineare, stimolando un ecopacifismo alquanto “dormiente” nel nostro Paese, che certi risultati non sono frutto di gruppi che guardano al loro ombelico muovendosi sulla semplice reazione (anche se spesso sacrosanta) a ciò che li colpisce direttamente sul territorio, bensì di un movimento mondiale organizzato della società civile che ha saputo stimolare e sostenere una “disobbedienza” degli Stati non nucleari alle potenze nucleari finalmente decisa ad andare fino in fondo.

Un Trattato che vieta le armi nucleari servirebbe a colmare il “vuoto giuridico” attualmente esistente in materia di armi nucleari, come riconosciuto e sottolineato da alcuni anni dalla Iniziativa Umanitaria (Humanitarian Pledge  – http://www.icanw.org/pledge/) promossa da diverse organizzazioni internazionali. Una grave anomalia: quelle nucleari sono le uniche armi di distruzione di massa non ancora vietate dal diritto internazionale in modo globale e universale.
Le armi chimiche, armi biologiche, mine antiuomo e bombe a grappolo sono tutti armamenti espressamente proibiti attraverso Convenzioni internazionali. La maggior parte delle Nazioni concorda con il fatto che la proibizione delle armi nucleari sia oggi l’unico piano di azione adeguato alla luce delle conseguenze umanitarie catastrofiche del loro uso.

Ma noi “disarmisti esigenti” siamo andati oltre questa considerazione ispirando l’approvazione della “mozione Zaratti” alla Camera dei deputati perché riteniamo sia da condannare lo stesso possesso delle “armi” nucleari (in realtà “ordigni” che provocano cataclismi) come implicita minaccia d’uso: il disarmo nucleare non va considerata una semplice necessità ma un diritto perché l’autodifesa degli Stati non può mettere a rischio la sopravvivenza dell’Umanità. La vicenda di Stanislav Petrov il 26 settembre 1983 (il falso allarme di attacco nucleare cui l’ex colonnello sovietico decise di non dare seguito) dimostra che la possibilità della guerra nucleare non intenzionale è concretissima e che la “deterrenza” non può essere ammessa COME CONCETTO perché, NEL CASO DEGLI ORDIGNI NUCLEARI,  è garanzia di distruzione ed autodistruzione …

This Day in History: October 27th- Puritans vs. Quakers, The Boston Martyrs — Ecumenics and Quakers

October 27, 2015 Kathy Padden Comments This Day In History: October 27, 1659 Although the Puritans partially came to America to escape religious persecution, there was an abundance of it to be found in the Massachusetts Bay Colony… except it was them doling it out this time. On the receiving end were the Quakers- members […]

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Referendum: votare fuori sede attivato il sito per esercitare il proprio diritto di voto — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Sono centinaia di migliaia, dal Sud al Nord dell’Italia, coloro che per motivi di lavoro o di studio vivono lontano da casa, in un’altra città diversa da quella di residenza. In Italia non esiste la possibilità per queste persone di votare fuori sede, che si tratti di elezioni amministrative, politiche o referendum. E anche il […]

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150 comitati territoriali e ambientalisti per il NO al Referendum — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Il 28 ottobre conferenza stampa di presentazione dell’appello “Sui nostri territori decidiamo NOi!” Venerdì prossimo 28 Ottobre alle 11.30 presso la Fondazione Lelio Basso in via della Dogana Vecchia n.5, Roma, verrà presentato alla stampa l’appello “Sui nostri territori #decidiamoNOi”, attraverso il quale oltre 150 realtà territoriali hanno scelto di esprimere la propria posizione sulla riforma costituzionale. L’appello dei “Territori […]

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Pensiero del 27 ottobre

27 ottobre

Strano pensare che le scienze fisiche possano qualche volta essere ostili alla religione. Le scienze, come tutto quello che è vano, sono ositili non solo alla religione, ma alla verità. Ma la vera scienza non solo avversa la religione, ma prepara un sentiero per coloro che vanno a portare un annuncio al mondo.

John Ruskin

Sapere ciò che sai e sapere che non sai quel che non sai, ecco la vera scienza.

Sapienza cinese (Lun- yu)

Meglio non esser nato per colui che spera di sollevare la cortina di quel che è sopra e di quello che è sotto di no, di quel che fu prima e di quello che sarà dopo

Talmud