Rebecca

 

Rebecca

Rebecca non incontra lo sposo promesso, Giacobbe, prima del matrimonio.  Proprio  come accadeva allora. Era la nipote di Abramo e viveva col fratello Labano.  Ma sentiva di non aver subito la scelta ed offre ad esempio acqua in abbondanza al pozzo, luogo decisivo in tutta la Scrittura, al servo di Abramo e a tutto il seguito.

Il fedele Ezier, in missione per cercare una giovane sposa ebrea a Isacco, rimane da lei ammaliato e legge in quel incontro la volontà di Dio. Lei accetta i doni sponsali prima ancora di aver consultato la famiglia, mettendola sul fatto compiuto. Il padre ha solo funzione notarile su tutto anche i tempi della sua partenza.

Forse Isacco non era l’uomo che aveva sognato. Ma fu un matrimonio d’amore contraccambiato. Solo grazie a Rebecca Isacco riesce a superare la morte della madre e trova consolazione. Nonostante la sua sterilità. Isacco prega (e non Rebecca) per avere un erede. Avrà un figlio a fronte di sofferenze (“Se Dio che ha voluto questo, perchè mi trovo in una condizione simile?). Dio risponde con due gemelli da cui derivano due popoli.

La peluria che ricopre il corpo del primogenito, Esaù, fa forse intuire alla madre che quel ragazzo diventerà abbastanza forte da affrontare la vita con o senza la benedizione di Dio. Come, di fatto, accadrà. Esaù riconosce in Gen 33 di essere stato benedetto con mogli, figli e beni materiali. Giabobbe risulta invece perfino incapace di cacciare con la sua indole tranquilla. Si allontana con difficoltà dalla tenda dell’accampamento e usare l’astuzia per sopravvivere . Esaù è visto come una figura capace di autonomia che lui non ha che gli procura anche la cacciagione che adora. Un vero beduino. Per questo motivo Rebecca si affeziona più al secondo genito che sente di dover aiutare ad affrontare la vita.

La logica del clan non segue la benedizione o la logica materna: ha il criterio di chi viene prima.  Giacobbe deve prendersi con l’astuzia ciò che la vita non gli ha dato, altrimenti soccomberà.

Rebecca cerca di amarlo fornendo tutte le possibilità per camminare da soli. Oggi un manuale di pedagogia la metterebbe in luce  per la sua capacità materna di coniugare amore, astuzia e autonomia? Esaù può farcela da solo. Giacobbe cambierà radicalmente dopo le parole benedicenti del padre.

 

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