William Penn introduce George Fox

E’ stata ampliatala pagina di George Fox con la prefazione di W. Penn, esclusa da Bori ma meritevole di lettura: https://quaccheri.wordpress.com/autori-george-fox/

George Fox (1624-1691)

 

George Fox dettò il suo Journal a Thomas Lower nel 674-1675, ed esso fu poi pubblicato nel 1694 da Th. Ellwood. I numeri tra parentesi quadre rinviano all’edizione Nickalls (Oxford 1952)-Il diario si apre con la prefazione (1694) di William Penn (1644-1718, il fondatore della Pennsylvania) Una versione completa del diario disponibile in italiano è quella a cura di Giovanni Pioli, Il Giornale di George Fox, Roma 1969. Il Diario è di difficile traduzione, sia per l’essenziale e talvolta rude semplicità del linguaggio, sia per il fondo biblico, non più percepibile dalla nostra cultura.

 

Dalla prefazione di William Penn

 

Era un uomo che Dio aveva dotato di una chiara e straordinaria profondità, in grado di discernere lo spirito degli altri, e di dominare assai bene il proprio. Sebbene la sua intelligenza, dal unto di vista più mondano, e specialmente in modo di esprimersi, potesse sembrare alle sensibilità raffinate sgraziata e fuori moda, la sostanza era molto profonda e non solo reggeva ad un attento esame, ma quanto più era considerata, tanto più risultava consistente e istruttiva. Le sentenze sulle cose divine che da lui talvolta venivano, per quanto improvvise e frammentarie, erano spesso come testi da cui si potevano sviluppare spiegazioni assai belle. Il fatto che non vi fosse ne arte ne parte che potesse influire sul contenuto o sul modo di esercizio del suo ministero e che le tanto straordinarie , eccellenti e necessarie verità che era venuto a predicare al genere umano non avessero nulla dell’intelligenza e della sapienza umana a raccomandarle, era davvero , tutto questo, una dimostrazione, al di là di ogni contraddizione, che era stato Dio ad inviarlo : sicché dal punto di vista umano egli era originale , di nessun uomo era la copia. Il suo ministero e isuoi scritti mostrano che erano espressione di uno che non aveva ricevuto insegnamento umano e che non aveva imparato dallo studio quello che diceva. Le verità che egli comunicava non erano nozionistiche o speculative, ma verità sensibili e pratiche , che tendevano alla conversione, alla rigenerazione e all’insediamento del regno di Dio nel cuore degli uomini. Il suo lavoro consisteva nel trovare il modo in cui questo poteva realizzarsi (XKII-XLIII)

 

Nella sua testimonianza o ministero si sforzò di aprire la Verità alla comprensione della gente dando loro un fondamento, Gesù Cristo , la Luce nel mondo, in modo che , riconducendoli a quanto di divino c’era in loro, potessero conoscere e giudicare meglio di questo, e di se stessi.(XLIII).

 

Ma soprattutto egli eccelleva nella preghiera. L’intima natura e la profondità del suo spirito, l’impressione di solennità e la reverenza suscitate dal suo modo di presentarsi e dal suo comportamento, la scarsità e la pienezza delle sue parole devastavano spesso l’ammirazione anche negli estranei, perchè quelle parole erano di solito motivo di consolazione intorno a lui. Il suo modo di pregare costituiva, devo dire, quanto di più impressionante, di più vivo, di più degno di rispetto io abbia mai avvertito o osservato. In verità questa era la testimonianza del fatto che era più vicino a Dio più degli altri uomini, e quanto più lo si conosceva tante più ragioni si avevano per avvicinarsi a lui con riverenza e timore.. (…)

 

Era così dolce, soddisfatto, modesto, disponibile, costante, tenero che era un piacere stare in compagnia Non esercitava la sua autorità se non sopra il male che si trovava ovunque e in ognuno, ma lo faceva con amore, compassione e pazienza; un uomo tra i più capaci di misericordia, tanto pronto a perdonare quanto incapace a ricevere o portare offesa. Migliaia di persone possono veramente dire che egli fu per loro un salvatore, e per questa ragione gli spiriti eccellenti lo amavano con amore autentico e stabile.

 

Era un lavoratore infaticabile, infatti nella sua più giovane età, prima che i viaggi e e le molte straordinarie e profonde sofferenze indebolissero il corpo per il ministero itinerante, egli lavorò e si affaticò molto nella parola, nella dottrina e nella disciplina, in Inghilterra, Scozia e Irlanda, convertendo molti a Dio, confermando nella fede coro che erano convinti della verità, e stabilendo un buon ordine tra di loro, nella vita della chiesa.

 

Scrivo sulla base della mia diretta conoscenza e non prestando fede a racconti fatti da altri; ma mia testimonianza è vera, dal momento che sono rimasto con lui per intere settimane e mesi in diverse situazioni, che comportavano il più stretto contatto e nelle circostanze più critiche , di notte e di giorno, nel mare e sulla terra, in questo aese o altrove. Posso veramente dire che non l’ho mai visto fuori posto, o incapace ad affrontare un certo tipo di servizio o una certa situazione (XLII).

 

Nel suo comportamento era civile al di là di ogni forma di educazione; molto temperato, mangiava poco, e dormiva meno, sebbene la sua costituzione fisica fosse imponente.

 

In questo modo egli visse e dimorò fra di noi; e come visse, così morì, sperimentando nei suoi ultimi momenti la stessa eterna potenza, che lo aveva cresciuto e tenuto in vita Era così pieno di fiducia da trionfare sulla morte , come se la morte fosse cosa a malapena degna di nota e di menzione , perfino alla fine (XLIII):

 

Lamia opera si compie con questo breve epitaffio al suo nome

 

Molti figli hanno agito con virtù in questo giorno, ma, caro George , tu li superi tutti. (XLIII).